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La vite è una pianta arborea rampicante che, quindi, durante la sua crescita, per mantenersi eretta, si attacca a dei sostegni o in modo naturale o in modo artificiale. Nel primo caso, ella può sia attaccarsi al terreno che agli alberi o a pareti rocciose. Nel secondo caso, invece, è l'agricoltore ad assicurarla a dei tutor adeguati, come ad esempio reti di ferro o plastica o anche di legno.
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Il periodo migliore per piantare la vite, innanzitutto, è tra gennaio e febbraio. Le piantine possono essere acquistate nei consorzi agricoli o presso un vivaio, oppure è possibile ottenere dei tralci da agricoltori e iniziare la coltivazione della vite con un trapianto a telea.
Prima di mettere a colture le piantine di vite, bisogna dapprima fertilizzare il terreno. Per questo, esso va smosso con la zappa o la motozappa, a seconda della grandezza del terreno, e va fertilizzato con l' aggiunta di stallatico maturo. Successivamente, il terreno va lisciato completamente e compattato. A questo punto, bisogna determinare le buche all' interno delle quali verranno inserite le piantine: in genere esse vanno distanziate 80 cm l' una dall' altra, mentre i filari vanno distanziati di 2-2,50 metri. A questo punto, le piantine vanno inserite nelle buche, e ricoperte con il terreno fino alla sommità delle radici. In inverno, in genere, le annaffiature non sono necessarie, mentre in estate è possibile effettuarle due o tre volte alla settimana, quando però non è ancora alto il sole o quanto è già tramontato. Per quanto riguarda la potatura, bisogna provvedere a rimuovere tutti i tralci affetti da malformazioni o infezioni, o che possano ostacolare la crescita delle altri pianti della pianta. Da ricordare è di eliminare eventuali erbacce infestanti che potrebbero causare dei problemi alla vite.
La concimazione per un vigneto è un' operazione molto importante, in quanto poi è da essa che verrà determinata la buona riuscita, o meno, della produzione della pianta. E' anche in base alla concimazione che viene determinato il livello di salute e quindi anche la potenzialità in materia di produzione delle piante.
La concimazione di impianto è una coltivazione il cui scopo è quello di preparare il terreno ad ospitare le piante e a fornire loro, in un momento delicato, tutti gli elementi nutritivi e le sostanze di cui necessita, oltre che a possedere tutte le caratteristiche necessarie per mantenere le loro radici in perfetta salute. Pertanto, nella concimazione ad impianto, il terreno viene cosparso di letame maturo. Quest' ultimo, a sua volta, va coperto con uno strato di terreno, attraverso l' utilizzo di una vanga. In alternativa, è anche possibile preparare direttamente le buche per il terreno e inserire al loro interno lo stallatico, per poi ricoprire quest' ultimo con il terreno sottratto per la creazione della buca successiva e così via. In genere, per ricoprire di stallatico un ettaro di terreno, bisogna munirsi di 15 quintali di concime, anche se è possibile utilizzare un concime di sintesi ben bilanciato, e in questo caso bastano 3- 4 quintali. Se l' impianto è previsto per la fine dell' inverno, la concimazione va effettuata durante l' autunno precedente, in modo che il letame possa decomporsi e cedere al terreno i suoi componenti nutritivi.
La concimazione di allevamento viene praticata dalla messa a dimora delle piante fino alla loro maturità. In dipendenza al periodo in cui viene effettuato l' imipanto, si procede con l'utilizzo di un determiantotiop di vigheto. Se avviene, ad esempio, a fine inverno, bisogna proseguire con una concimazione a base di azoto, che va iniziata appena dopo l' impianto, trascorsi due giorni. In autunno, invece, si provvede alla somministrazione di un concime avente tutti e tre i principi (azoto, fosforo e potassio) in maniera equa. Tuttavia, per sapere di cosa necessita il terreno e quindi per comprendere quali sono in realtà le vere esigenze del terreno, è opportuno condurre a termine un' analisi del suolo, in modo da capire quale di questi tre elementi devono essere somministrati in maniera maggiore e quali in maniera minore.
La concimazione di produzione viene divisa in tre interventi, si cui due deve essere eseguito durante la stagione vegetativa, e uno durante la stagione autunnale. I primi due interventi devono avvenire utilizzando un concime a base di azoto, mentre l' ultimo deve essere eseguito con un concime a base di fosforo e di potassio. Dei primi due interventi, inoltre, uno fa eseguito durante la primavera, erso la fine di gennaio e l' inizio di febbraio, in modo che il terreno sia pronto per aiutare la pianta nel nuovo periodo vegetativo. Il secondo va invece eseguito verso la fine della primavera, ovvero verso la fine di maggio e l' inizio di giugno, in modo tale da somministrare alla pianta tutti i principi nutritivi di cui necessita per condurre a termine una buona fruttificazione. In genere, per eseguire questa concimazione, risultano essere necessari circa tre quintali di concime di sintasi per un ettaro di tererno.
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