parafulmini

Impianti Elettrici

parafulmine

Gli attuali impianti parafulmine sono basati ancora oggi sulla brillante intuizione dello scienziato americano Benjamin Franklin e sono alla base del moderno concetto di messa a terra.

di Redazione

15 luglio 2013

L’invenzione del parafulmine ha origine nel XVIII secolo grazie a Benjamin Franklin, politico e scienziato americano, che percependo la natura elettrica del fulmine, intuì anche che la sua pericolosità poteva essere ridotta se si riusciva ad attirarlo in un punto preciso in modo da canalizzarne l’energia per poi disperderla. Gli attuali impianti parafulmine sono basati ancora oggi su questa brillante intuizione dello scienziato americano e sono alla base del moderno concetto di messa a terra. L'idea di Franklin prese forma concreta grazie alle sperimentazioni condotte assieme al frate italiano, nonché fisico e matematico, Giovanni Battista Beccaria. Dopo innumerevoli tentativi, nel maggio 1752 fù collaudato con successo quello che si può definire il primo rudimentale parafulmine della storia.

La natura dei fulmini ed il parafulmine moderno

I fulmini sono fenomeni atmosferici generati dalle scariche elettriche provocate dalla differenza di potenziale tra le masse di nuvole e la Terra. Nonostante il potenziale elettrico del fulmine possa arrivare a centinaia di migliaia di Mega Watt il pericolo maggiore deriva dal calore che esso sprigiona più che dalla sua potenza. Infatti, nella maggior parte dei casi, questa energia viene dispersa nell’ambiente sotto forma di luce e calore, ma quando invece si abbatte su degli oggetti, come ad esempio il tetto di una casa, la probabilità che si verifichi un incendio è molto maggiore rispetto ad eventuali danni dovuti alla sua forza d’urto. Se il fulmine malauguratamente colpisce una persona la morte per folgorazione è certa. La funzione del parafulmine è quindi quella di attirare le scariche elettriche e convogliarle fino alla dispersione. Gli impianti attuali sono composti prima di tutto da uno o più captatori di energia, poi da un conduttore che fa scorrere, come fosse acqua, questa energia verso altri conduttori, detti dispersori, che vengono interrati in modo tale che l’energia venga scaricata al suolo. I captatori possono essere ad asta, ossia una o più aste metalliche posizionate in diversi punti sul tetto di edifici, oppure a maglia consistenti in una sorta di gabbia metallica fatta di piattine, o tondi di ferro o rame, posizionati tutti intorno all’edificio lungo delle linee rette. I moderni impianti prevedono anche che, nel quadro elettrico, sia installato un dispositivo di protezione dalle sovratensioni, detto SPD (surge protection device). Questo dispositivo interviene in caso di sovratensioni, come appunto quelle causate dai fulmini, che possono danneggiare o addirittura rovinare del tutto gli impianti elettrici interni. In generale quindi un impianto parafulmine è composto da un sistema di protezione esterno e da uno interno. Il primo ha lo scopo di intercettare i fulmini diretti sulla struttura e disperdere la corrente a terra. Il secondo serve a proteggere dai danni che possono derivare da scariche pericolose.

L’importanza delle condizioni ambientali

I fulmini vengono attratti dalla conformazione del terreno, dagli alberi, da linee elettriche, dalle zone umide. Per questo motivo la prima fase del lavoro richiede la conoscenza del comportamento dei fulmini in quella precisa zona. Ci sono zone dove il parafulmine non è strettamente necessario, esso è invece obbligatorio nei centri densamente abitati, negli edifici scolastici, in edifici ad alto rischio per la presenza di sostanze infiammabili o esplosive. Per garantire che l'energia venga scaricata correttamente, i dispersori a terra variano a seconda del tipo di suolo. Lo capacità elettrica è molto diversa se il terreno è ricco di sali minerali o se ci sono delle falde acquifere. Oltre al tipo di terreno la qualità della dispersione della carica elettrica dipende anche dalla messa a terra dell’impianto, determinata dal numero e dalla profondità dei picchetti di ferro posti nel terreno che collegano i fili di rame dei conduttori.

Disposizioni di Legge in materia

Pensare di costruire un parafulmine fai da te è molto pericoloso ed è proibito dalla legge, la quale impone che un impianto moderno debba essere realizzato e certificato da ingegneri o periti elettrotecnici abilitati. Sono molti gli elementi che bisogna conoscere per realizzare un impianto in totale sicurezza. La conoscenza delle caratteristiche atmosferiche e idrogeologiche ed informazioni dettagliate sull’andamento statistico dei fulmini nella zona individuata non hanno meno importanza di una specifica preparazione tecnica. Il riferimento normativo per installare un impianto parafulmine in sicurezza è la Norma CEI 64-8.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra la protezione esterna e quella interna di un impianto parafulmine?
    Un impianto parafulmine completo si divide in due sistemi distinti per massimizzare la sicurezza. La protezione esterna consiste nel captatore, solitamente un'asta metallica posta sul tetto, e nei conduttori che intercettano la scarica diretta e la convogliano verso i dispersori interrati, disperdendo così l'energia nel suolo senza danneggiare la struttura. La protezione interna, invece, agisce sui circuiti elettrici: utilizza dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD) installati nel quadro elettrico. Questi dispositivi intervengono per assorbire o deviare le correnti indotte dal fulmine, proteggendo elettrodomestici e impianti elettronici interni da danni irreparabili causati dai picchi di tensione.
  • È legale installare un parafulmine fai-da-te?
    No, la realizzazione di un impianto parafulmine fai-da-te è severamente vietata e estremamente pericolosa. La normativa italiana, in particolare la Norma CEI 64-8, impone che tali impianti siano progettati, realizzati e certificati esclusivamente da professionisti abilitati, come ingegneri o periti elettrotecnici. La complessità del calcolo richiede la valutazione di fattori critici quali il rischio specifico dell'edificio, le statistiche temporalesche locali e le caratteristiche idrogeologiche del terreno. Solo un professionista qualificato può garantire che il sistema sia conforme alle norme di sicurezza vigenti e capace di dissipare efficacemente l'enorme energia elettrica senza creare rischi aggiuntivi per persone e beni.
  • Come influisce il tipo di terreno sulle prestazioni del parafulmine?
    Il terreno gioca un ruolo fondamentale nell'efficacia della dispersione della carica elettrica. La resistenza elettrica del suolo varia notevolmente in base alla sua composizione: terreni ricchi di sali minerali o presenti falde acquifere superficiali offrono generalmente una minore resistività, facilitando lo smaltimento della corrente. Al contrario, terreni secchi, sabbiosi o rocciosi presentano una resistenza elevata, rendendo difficile la dispersione. Per compensare queste differenze, i dispersori a terra devono essere dimensionati correttamente, variando il numero, la lunghezza e la profondità dei picchetti metallici interrati. Una progettazione accurata tiene conto di questi parametri per assicurare che l'energia del fulmine venga scaricata in sicurezza nel sottosuolo.
  • In quali edifici è obbligatorio installare il parafulmine?
    La legge rende obbligatoria l'installazione del parafulmine in specifiche categorie di edifici per motivi di sicurezza pubblica e prevenzione incendi. Tra questi rientrano i centri densamente abitati, le scuole, gli ospedali e gli edifici adibiti ad attività commerciali o industriali ad alto rischio. È particolarmente cruciale per strutture che custodiscono sostanze infiammabili, esplosive o materiali altamente combustibili, dove una scarica elettrica potrebbe innescare disastri catastrofici. Anche per edifici storici o di grande valore artistico, l'installazione è spesso resa necessaria per preservare il patrimonio culturale dai danni derivanti da incendi o crolli strutturali causati dal passaggio della corrente elettrica.
  • Qual è il principio fisico su cui si basa il funzionamento del parafulmine?
    Il parafulmine opera sfruttando il principio della punta elettrostatica, concettualizzato da Benjamin Franklin nel XVIII secolo. Poiché il fulmine è una scarica elettrica dovuta alla differenza di potenziale tra nuvola e terra, il captatore metallico posto nel punto più alto dell'edificio crea un campo elettrico intensificato. Questo attira intenzionalmente la scarica, deviandola dall'oggetto vulnerabile verso il sistema di conduzione. L'energia viene poi trasportata attraverso conduttori a bassa resistenza fino ai dispersori interrati, dove viene gradualmente dissipata nel terreno. L'obiettivo non è impedire il fulmine, ma controllarne il percorso per trasformare un evento distruttivo in una scarica sicura e gestita.