La calce, per poter essere adoperata in edilizia, deve essere preventivamente spenta. Questo processo consiste nell’idratare con acqua la calce viva. La reazione che avviene è istantanea e molto violenta. Infatti si verifica un elevato sviluppo di calore e la trasformazione chimica dell’ossido in idrossido. Lo spegnimento della calce può essere eseguito per immersione o per aspersione: due maniere completamente diverse. Lo spegnimento per aspersione, viene effettuato solo a livello industriale perché è richiesta una serie di attrezzature dotate di nastri trasportatori mentre lo spegnimento per immersione è più semplice e si effettua gettando la calce viva in una vasca di spegnimento.
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La calce viva attualmente in commercio, viene fatta unicamente a livello industriale ma in passato la sua produzione era relegata a piccole realtà rurali. Ad esempio nei Pirenei e nelle zone attigue alle Alpi Apuane la materia prima, ovvero il calcare, era facilmente reperibile e per questa ragione la popolazione della zona produceva quantità di calce viva atte a soddisfare a pieno le esigenze del luogo.
I forni della calce venivano scavati in terreni caratterizzati da una buona pendenza in modo tale che non servissero i muri di protezione. Questi forni venivano suddivisi in due parti distinte che consistevano in una parte alta delimitata da una sporgenza e da un focolare collocato in fondo al forno. La finitura del forno era fatta con argilla resistente alle elevate temperature. Il forno veniva caricato con un buon quantitativo di pietre calcaree e, successivamente, ricoperto da persone esperte del mestiere. La parte bassa veniva successivamente riempita di fascine di legni ben essiccati dall’elevato potere calorifico. Durante tre giorni e tre notti il focolaio veniva alimentato in continuazione affinché la temperatura si mantenesse costante attorno ai 1000 gradi centigradi. Il processo della calcinazione fa trasformare il calcare avente formula chimica CaCO3 in calce viva o ossido di calcio che dir si voglia: CaO.
La calce viva non si adopera in edilizia se prima non viene idrata ma tuttavia trova una vasta gamma di applicazioni in ambiti diversi. Ad esempio, può essere adoperata per ridurre il tasso di acidità delle acque o per la depurazione delle stesse. Infatti la calce viva riesce a trasformare i fosfati e le altre impurità presenti in sostanze non dannose né per l'uomo né per l'ambiente. Si possono utilizzare percentuali di calce viva come candeggiante o sbiancante e per disinfettare gli ambienti di ogni tipo. Se la calce viva viene sparsa su un terreno infestato da malattie fungine o da parassiti di vario tipo, lo purifica alla perfezione rendendolo di nuovo coltivabile. Alcuni agricoltori adoperano la calce viva su larga scala per rendere meno acidi i loro appezzamenti e poter così piantare ortaggi che desiderano un ph tendenzialmente basico.
La calce viva può essere acquistata in negozi che vendono articoli per agraria oppure in quelli che propongono alla loro clientela materiali edili.
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