piante succulenti

Piante Grasse

Piante grasse succulente

le piante grasse sono molto facili da coltivare in quanto richiedono pochi accorgimenti. ma anch'esse, come molte altre piante, necessitano di essere riparate dal gelo. Vediamo insieme come fare

di Redazione

09 agosto 2013

Le piante grasse meglio conosciute come succulenti in riferimento allo spessore del loro fogliame (ricco di fibre assorbenti di acqua), sono particolarmente autonome durante la loro crescita e servono pochi accorgimenti preliminari per una buona coltivazione. Il terriccio, una buona esposizione ai raggi solari o a mezz’ombra, innaffiature periodiche in estate e quasi nulle in inverno, sono questi gli interventi necessari per la crescita ottimale delle piante succulenti. I nemici sono tuttavia due: il gelo invernale e i parassiti. Per questo motivo nel periodo invernale molte piante succulente hanno bisogno di un riparo dal gelo per cui si possono realizzare delle cosiddette cabine armadio che nello specifico hanno la funzione di vere e proprie serre. Queste possono essere sia in legno massello che con intelaiatura sempre di legno, rivestita con teloni trasparenti che riescono a fornire calore e a far filtrare i raggi solari anche se scarsi nel periodo invernale. Per le piante succulenti coltivate su una terrazza o in terrapieno, la cabina armadio è anche indispensabile se si vuole isolare una o più piante affette da malattie o da particolari attacchi di insetti. Le cabine in legno di piccole dimensioni che sono dei veri e propri armadietti fungono quindi da una cella di isolamento per piante trattate con pesticidi, e servono sia per evitare l’inalazione di questi prodotti ma per tenerli lontano dalla portata dei bambini.

Cabine armadio: le caratteristiche e i modelli

In commercio esistono tuttavia delle cabine armadio prefabbricate che riescono anche a dare un certo decoro all’ambiente circostante, e possono ritornare utili come deposito per gli attrezzi del giardinaggio quando nessuna pianta succulenta deve essere messa in quarantena o nel periodo estivo quando la maggior parte delle piante sopportano bene il calore, l’umidità e i raggi solari diretti o indiretti. La comodità delle cabine armadio è tuttavia quella di poter separare nei periodi di caldo intenso le piante meno tolleranti ai raggi solari diretti. Infatti la caratteristica principale di questi armadi è quella di avere lateralmente delle feritoie che riescono a far penetrare i raggi solari in penombra e soprattutto aria, evitando quindi che l’eccesso di chiuso possa generare la muffa.

Piante grasse succulenti: la costruzione di una cabina armadio in legno

Per costruire una cabina armadio per le piante succulenti è possibile farlo in due modi: il primo è quello di riciclare una vecchia scarpiera utilizzando i cassetti come terrario per le piante più corte, mentre le mensole per sostenere vasetti con piante più alte. Opportune modifiche alla struttura come ad esempio feritoie sulla parte alta dei cassetti e buchi trasversali consentono un buon ricambio di aria per le piante grasse. Volendo costruire una cabina armadio in modo più complesso allora bisogna procurarsi una serie di murali in legno per realizzare innanzitutto i quattro piloni portanti che vanno interrati ad una profondità di almeno 30 centimetri e bloccati con del cemento. Dopo questa operazione preliminare, si procede a realizzare il tetto, le coperture laterali e una porticina per accedere a questa sorta di casetta al cui interno agganciate alle pareti, vanno sistemate le mensole per l’appoggio delle piante succulenti da proteggere dal gelo invernale o per metterle in quarantena a seguito di infezioni.

Piante grasse succulenti:cabine armadio in plastica e prefinite

Se la protezione o l’isolamento lo si vuole creare direttamente nel giardino dove vi è l’impianto delle piante succulenti, la procedura è la stessa per quanto riguarda i piloni portanti che sempre di legno dopo essere stati anch’essi ancorati al terreno, vengono congiunti tra loro in modo da creare un cubo su cui vengono applicati poi dei teloni di plastica trasparenti (bianca, opaca o colorata). La struttura viene poi completata da uno sportello di ingresso realizzato con una cornice in legno rivestita della stessa tela plastificata. Il vantaggio di questa cabina armadio molto più simile ad una serra, è che d’estate non è necessario smontarla ma basta rimuovere uno o tutti i teloni facendo rimanere in piedi l’ossatura che può ritornare utile l’inverno successivo. E’ ovvio che se all’interno della struttura ci sono state piante succulenti affette da qualche patologia ed avendo utilizzato pesticidi, l’ideale è eliminare comunque i teloni rimpiazzandoli la stagione successiva con altri nuovi. Costruire quindi una cabina armadio per piante succulente è facile sia con il classico fai da te ma tuttavia se si ha poco tempo a disposizione l’acquisto di armadietti di legno con all’interno mensole e cassetti, facilitano il compito e sono ugualmente indicate per la cura e la salvaguardia delle piante succulenti.

Domande frequenti

  • Come posso proteggere le mie piante grasse dal freddo invernale senza spostarle?
    La soluzione più efficace è costruire o acquistare una 'cabina armadio', una piccola serra personale. Questa struttura, spesso realizzata in legno massello o con intelaiatura lignea rivestita da teloni trasparenti, crea un microclima protetto. Il materiale trasparente permette ai raggi solari, anche quelli deboli invernali, di filtrare riscaldando l'interno, mentre le pareti isolano dal gelo esterno. È fondamentale garantire un minimo ricambio d'aria per evitare il ristagno di umidità, che potrebbe favorire muffe o marciumi radicali sulle foglie carnose.
  • Posso usare la cabina armadio anche per isolare piante malate?
    Assolutamente sì, la cabina funge da vera e propria camera di quarantena. Se una succulenta è affetta da parassiti o malattie, isolandola nella struttura impedisce la diffusione degli agenti patogeni alle altre piante sane. Inoltre, se devi trattare la pianta con pesticidi o antiparassitari, la cabina limita la dispersione dei vapori nell'ambiente circostante, proteggendo te stesso e la famiglia dall'inalazione accidentale delle sostanze chimiche. Ricorda di sostituire i teloni contaminati la stagione successiva per sicurezza.
  • Come devo gestire l'aerazione all'interno della cabina per evitare muffe?
    L'eccesso di chiusura e umidità è il nemico numero uno delle piante grasse, poiché favorisce la comparsa di muffe. Le cabine armadio ben progettate presentano feritoie laterali o aperture strategiche che permettono il passaggio dell'aria pur mantenendo il calore. Se costruisci la struttura in fai-da-te, assicurati di praticare buchi trasversali sui cassetti o nelle pareti superiori. In estate, quando le temperature salgono, puoi persino rimuovere completamente i teloni, lasciando solo la struttura portante per ombreggiare le specie più sensibili al sole diretto.
  • Qual è il metodo migliore per costruire una cabina armadio economica?
    Un'idea creativa ed economica è il riciclo creativo: utilizza una vecchia scarpiera. I cassetti diventano ottimi terrari per le piante più basse, mentre le mensole interne ospitano quelle più alte. Devi semplicemente modificare la struttura aggiungendo fori di ventilazione sui lati e sul fondo dei cassetti per garantire il drenaggio e il ricambio d'aria. Per una soluzione più robusta, puoi costruire una struttura a cubo interrando quattro pali di legno profondi almeno 30 cm e fissandoli con cemento, coprendola poi con teli plastici trasparenti rimovibili.
  • Devo smontare la cabina armadio ogni estate?
    Non necessariamente. Se la struttura è stabile e ben ancorata al suolo (ad esempio con pali cementati), puoi lasciarla in piedi tutto l'anno. Durante i mesi caldi, invece di smontarla, ti basterà rimuovere i teloni laterali o superiori. Questo permette di sfruttare la struttura come punto ombreggiato per le piante meno tolleranti al sole cocente, evitando scottature. L'unica eccezione è se hai usato fitofarmaci forti: in quel caso, è consigliabile cambiare i teloni la primavera successiva per evitare residui chimici sulle nuove piante.