illuminazione di emergenza

Illuminazione

illuminazione di emergenza

L'illuminazione di emergenza è l'illuminazione ausiliaria che entra in funzione quando quella ordinaria viene a mancare. È essenziale per garantire la sicurezza delle persone, e per legge deve essere presente in ogni edificio pubblico.

di Redazione

13 settembre 2013

Tanti modi per illuminare

Esistono tre tipi fondamentali di illuminazione di emergenza: - Illuminazione di sicurezza per l'esodo Sono le luci che vengono utilizzate per indicare le vie d'uscita di un edificio in caso di blackout, incendio o altri tipi di incidenti. Ne sono un esempio le luci nei cinema, centri commerciali e altri luoghi di ritrovo pubblici. Sono i classici riquadri illuminati di verde, che mostrano il simbolo di un omino che corre verso una porta. La freccia sul riquadro indica sempre dove si trova l'uscita di sicurezza più vicina. - Illuminazione antipanico Serve ad evitare il panico e a rassicurare le persone, aiutandole a raggiungere le vie d'esodo. Anche questa è presente nei luoghi pubblici, ed è coordinata alle luci di sicurezza per l'esodo. Per esempio, in un hotel potrebbero esserci luci antipanico nella sala da pranzo e nelle camere. Grazie ad esse si possono raggiungere i corridoi, dove le luci di sicurezza per l'esodo indicano l'uscita più vicina. - Illuminazione di sicurezza Presente solo in aree ad alto rischio, come fabbriche e impianti industriali, serve a illuminare zone pericolose per evitare che le persone ci finiscano dentro accidentalmente. - Illuminazione di riserva Sostituisce completamente l'illuminazione ordinaria, permettendo così di continuare le proprie attività anche in caso di interruzione della corrente elettrica. Presente solo in luoghi in cui non è possibile interrompere le operazioni in corso, come le sale operatorie.

Sicurezza nelle nostre case

Nelle nostre abitazioni, gli impiati di sicurezza non sono obbligatori. Basta un'interruzione di corrente e la nostra casa, che crediamo di conoscere tanto bene, diviene improvvisamente un luogo pieno di insidie. Ogni anno, migliaia di italiani finiscono in pronto soccorso per via di incidenti domestici. Muoversi al buio, a tentoni, è il modo migliore di finire al pronto soccorso. Fortunatamente, con pochi spiccioli possiamo crearci il nostro personale "kit anti-buio". In commercio esistono vari tipi di torce di lampade di emergenza. Sono delle torce che vanno tenute attaccate alla corrente elettrica, e che producono una debole luce che permette di individuarle in caso di blackout. Una volta staccate dall'alimentazione, divengono torce con una normale luminosità. È buona cosa comprare almeno un paio di questi utili strumenti e tenerle in spazi facilmente raggiungibili (sulla cima di un mobile in salotto, ad esempio). Anche le lucine da notte che si tengono nelle camere per bambini possono darvi utili punti di riferimento in caso di blackout. L'importante, in ogni caso, è non farsi prendere dal panico. Se la corrente cade state fermi per qualche secondo, cercando di abituare agli occhi all'oscurità, e muovetevi tenendo sempre le braccia di fronte a voi. In mancanza d'altro, potete usare come fonte di luce un cellulare, o un accendino. Se avete una cantina, è bene munirsi di una luce di emergenza da parete, da apporre sopra la porta di ingresso. È utile anche porre strisce riflettenti sui gradini, per evitare di cadere dalle scale.

Lavorare sicuri

Abbiamo visto quanto sia facile attrezzare la propria casa con un sistema di illuminazione di emergenza, ma cosa fare quando si è fuori dalla propria abitazione? Secondo le normative europee, in ogni luogo di lavoro dev'esserci un adeguato impianto di illuminazione di emergenza. Controllate sempre che nel vostro luogo di lavoro ci siano luci di sicurezza lungo il percorso che porti alle uscite di emergenza, e sopra alle uscite stesse. I punti più pericolosi dell'edificio, come le rampe delle scale, devono essere adeguatamente illuminati. E soprattutto, assicuratevi che l'impianto di illuminazione di emergenza sia sottoposto a manutenzioni periodiche. Se pensate che il vostro ambiente di lavoro non sia in regola, è vostro diritto chiedere che il tutto venga messo in regola. Secondo le norme italiane ed europee, ogni lavoratore ha diritto a svolgere la propria mansione in un ambiente sicuro. Se il vostro datore di lavoro ignora la cosa, potete benissimo procedere per vie legali. Appellatevi alle norme europee CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e a quelle UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione). La vostra sicurezza viene prima di tutto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra illuminazione di sicurezza per l'esodo e quella antipanico?
    L'illuminazione di sicurezza per l'esodo ha lo scopo pratico di indicare chiaramente le vie di fuga e le uscite di sicurezza, utilizzando spesso pannelli verdi con frecce direzionali visibili anche nel buio. Serve a guidare fisicamente le persone verso l'esterno. L'illuminazione antipanico, invece, mira principalmente a mantenere un livello minimo di visibilità generale negli ambienti frequentati (come corridoi o sale riunioni) per evitare il terrore collettivo e permettere alle persone di muoversi con maggiore serenità verso le uscite indicate dai pannelli di esodo. Le due tipologie lavorano in sinergia durante un'emergenza.
  • È obbligatorio avere l'illuminazione di emergenza in casa?
    No, nelle abitazioni private l'installazione di un impianto di illuminazione di emergenza certificato non è obbligatoria per legge. Tuttavia, è fortemente consigliata per la sicurezza dei residenti. In caso di black-out, muoversi al buio aumenta significativamente il rischio di cadute e incidenti domestici. Si può ovviare a questo problema acquistando dispositivi portatili economici, come torce ricaricabili da tenere in punti accessibili o lampade notturne a batteria, creando un proprio 'kit anti-buio' personale senza dover installare un impianto elettrico complesso.
  • Come funziona l'illuminazione di emergenza nei luoghi di lavoro?
    Nei luoghi di lavoro, l'illuminazione di emergenza è obbligatoria per normativa europea e italiana. Deve garantire la sicurezza delle persone durante l'evacuazione, illuminando le vie di esodo, le uscite di sicurezza e i punti pericolosi come le rampe delle scale. Inoltre, in aree ad alto rischio (es. industrie) o dove l'interruzione del lavoro è critica (es. sale operatorie), esistono rispettivamente illuminazioni di sicurezza specifiche e illuminazioni di riserva. Il datore di lavoro ha l'obbligo di mantenere questi sistemi funzionanti attraverso manutenzioni periodiche certificate.
  • Cosa fare se va via la corrente a casa mia?
    In caso di blackout domestico, la prima regola è restare calmi per alcuni secondi per permettere agli occhi di adattarsi all'oscurità. Evitate movimenti bruschi e tenete le braccia davanti a voi per esplorare l'ambiente ed evitare ostacoli. Utilizzate fonti di luce disponibili come torce ricaricabili, cellulari o accendini. Per prevenire incidenti futuri, è utile dotarsi preventivamente di torce da attacco diretto alla rete elettrica che si attivano automaticamente, oppure posizionare strisce riflettenti sui gradini delle scale per renderli visibili anche con poca luce ambientale.
  • Chi è responsabile della manutenzione degli impianti di emergenza sul lavoro?
    La responsabilità della corretta installazione e della manutenzione periodica degli impianti di illuminazione di emergenza nei luoghi di lavoro ricade sul datore di lavoro. Questi sistemi devono essere verificati regolarmente per assicurare che le batterie di riserva e le lampade funzionino correttamente in caso di necessità. Se un lavoratore rileva carenze o malfunzionamenti nell'impianto, ha il diritto-dovere di segnalarlo e richiedere la messa in regola dell'ambiente, facendo riferimento alle normative CEI e UNI. Ignorare queste prescrizioni può comportare responsabilità legali e mette a rischio la salute dei dipendenti.