Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Impianti · Impianti Idraulici

Radiatori ventilati

Aggiornato il 22 gennaio 20164 capitoli5 domande frequenti
radiatore ventilato di design

Le informazioni di base sui radiatori ventilati

Quando si parla di radiatori ventilati, da come si può facilmente intuire dal nome, ci si riferisce ad elementi riscaldanti che traggono maggiore potere dal fatto di essere dotati di ventole che garantiscono un elevato potere termico. Grazie ai ventilatori di cui sono dotati questi elementi il calore prodotto viene emanato con maggiore forza e si ottiene uno scambio termico più elevato. Questi elementi vengono comunemente chiamati anche ventilconvettori, visto che il loro principio di funzionamento si basa, appunto, sui moti convettivi e sul principio per il quale, grazie alle ventole, l'aria calda viene immessa in modo veloce all'interno dell'ambiente. Naturalmente esistono differenti tipi di ventilconvettori che possono differenziarsi tra loro per il tipo di combustibile utilizzato. In foto, un esempio di radiatore ventilato di design Cinier GREENOR EDO, per il riscaldamento e il raffrescamento che funziona con una pompa di calore, per un grande risparmio energetico. E' disponibile in numerose tipologie e finiture, per diventare un elemento d'arredo particolare.

Le caratteristiche principali dei radiatori ventilati

Questo tipo di riscaldamento può essere alimentato con diversi sistemi diversi. La tipologia più comune è certamente quella a gas, con dei ventilconvettori che vengono appesi alla parete e che basano il loro principio di funzionamento sul potere riscaldante del gas, come avviene in una stufa; grazie alle ventole interne, poi, il calore è emanato velocemente all'esterno. Il vantaggio di questo tipo di radiatore è che al suo interno non circola alcun liquido e, quindi, anche se non viene utilizzato durante i periodi più freddi, non c'è il rischio di problemi di congelamento dei tubi e possibili rotture. L'alimentazione a gas, poi, risulta essere piuttosto economica rispetto ad altri tipi, soprattutto in relazione ai radiatori ventilati che funzionano con l'energia elettrica.

Radiatori ventilati ad acqua

Un altro tipo di radiatore ventilato piuttosto diffuso è quello che funziona grazie all'acqua riscaldata che viene fatta scorrere al suo interno; in questo caso, il radiatore è collegato all'impianto di riscaldamento principale dell'abitazione e usufruisce del sistema predisposto per riscaldare l'abitazione. Naturalmente il radiatore è dotato di un ventilatore posteriore che permette di diffondere in modo più veloce il calore. Questi elementi riscaldanti possono essere realizzati con forme e dimensioni differenti per adattarsi ai vari ambienti e per avere un potere riscaldante adeguato alla superficie. Vengono anche realizzati con finiture e tecniche innovative, così che possano diventare degli elementi d'arredo particolari. Uno svantaggio di questo tipo di riscaldamento è che si creano delle correnti d'aria che movimentano le polveri presenti nell'aria, innalzando il pericolo di allergie per i soggetti predisposti.

Termosifoni ventilati elettrici

Un'altra tipologia di radiatori ventilati è rappresentata dai modelli elettrici, che risultano molto utilizzati, soprattutto in quegli ambienti in cui c'è la necessità di ottenere un riscaldamento adeguato in tempi brevi, senza bisogno di avere un collegamento diretto all'impianto di riscaldamento generale, o anche quando l'edificio non è dotato di un sistema di riscaldamento centralizzato. Questa soluzione risulta essere molto pratica ed immediata e permette di spostare il termosifone nell'ambiente desiderato, sfruttando solamente l'energia elettrica che va a riscaldare delle resistenze poste al suo interno. Le ventole, poi, consentono, di distribuire il calore in modo rapido. Lo svantaggio principale è legato al consumo di questo tipo di radiatore, che lo rende inadatto per un utilizzo continuativo.

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra radiatori ventilati a gas, ad acqua ed elettrici?
    I radiatori ventilati si distinguono principalmente per la fonte di energia e il meccanismo di riscaldamento. Quelli a gas utilizzano la combustione diretta senza circolazione di liquidi, evitando rischi di congelamento e offrendo costi contenuti. I modelli ad acqua sono integrati nell’impianto idraulico centrale, sfruttando l’acqua calda già presente nel circuito domestico, ma possono generare correnti d’aria che sollevano polvere. Infine, i radiatori elettrici funzionano tramite resistenze interne alimentate dalla rete elettrica: sono ideali per interventi puntuali o locali privi di impianto centralizzato, ma presentano consumi energetici elevati che li rendono poco economici per un uso continuativo.
  • I radiatori ventilati sono adatti a chi soffre di allergie respiratorie?
    Bisogna prestare attenzione, poiché i radiatori ventilati, specialmente quelli ad acqua, tendono a creare correnti d’aria significative per accelerare lo scambio termico. Questo movimento dell’aria può sollevare polveri, acari e altri allergeni sospesi, peggiorando i sintomi nei soggetti predisposti. Per mitigare questo problema, è fondamentale mantenere un’accurata pulizia periodica delle griglie e dei filtri della ventola. Se si vive in zone con alta concentrazione di pollini o polveri sottili, valutare alternative passive o dispositivi con filtri HEPA integrati potrebbe essere una scelta più salutare rispetto a un ventilconvettore standard.
  • Posso installare un radiatore ventilato elettrico in qualsiasi stanza?
    Sì, i radiatori ventilati elettrici offrono massima flessibilità di installazione poiché non richiedono collegamenti idraulici né condotti di scarico fumi. Possono essere posizionati ovunque sia disponibile una presa elettrica, rendendoli perfetti per stanze secondarie, uffici o appartamenti senza riscaldamento centralizzato. Tuttavia, il loro utilizzo deve essere limitato a brevi periodi o come integrazione termica. Un accensione prolungata comporta costi energetici molto alti rispetto a sistemi centralizzati o pompe di calore, quindi vanno considerati come soluzione temporanea o complementare piuttosto che primaria.
  • Come funziona il principio di scambio termico in un ventilconvettore?
    Il funzionamento si basa sulla convezione forzata. Una ventola interna aspira l’aria ambiente fredda e la spinge attraverso un serpentine caldo (riscaldato da gas, acqua o resistenza elettrica). L’aria, surriscaldandosi, diventa meno densa e tende a salire, creando un flusso circolare che distribuisce il calore rapidamente in tutta la stanza. Questo processo è molto più efficiente della sola irraggiamento dei termosifoni tradizionali, permettendo di raggiungere la temperatura desiderata in minor tempo e garantendo una distribuzione uniforme del calore, specialmente in ambienti grandi o con soffitti alti.
  • È necessario effettuare manutenzione specifica sui radiatori ventilati?
    Assolutamente sì. A differenza dei termosifoni statici, i ventilconvettori hanno componenti meccanici mobili e superfici di scambio termico esposte all’aria. È essenziale pulire regolarmente le griglie di aspirazione e uscita dell’aria per evitare accumuli di polvere che riducono l’efficienza e peggiorano la qualità dell’aria. Inoltre, per i modelli ad acqua, è buona norma verificare periodicamente la pressione dell’impianto e controllare eventuali perdite. Per i modelli a gas, si consiglia un controllo annuale da parte di un tecnico abilitato per garantire la sicurezza della combustione e l’efficienza del bruciatore.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche