Esistono più di 150 specie differenti di questo splendido fiore

Fiori in giardino

la rosa

Vogliamo dare un pò di informazioni riguardo al fiore più famoso del mondo: le specie, le caratteristiche e un pò di regole per un roseto fatto in casa

di Redazione

30 aprile 2013

L'abc della rosa: il fiore più diffuso in Italia ma forse non conosciuto fino in fondo

Se ci divertissimo a chiedere a chiunque incontrassimo per strada, a caso, qual è il primo fiore che gli viene in mente, tranne casi singolari, potremmo star certi che la larga maggioranza degli intervistati ci risponderebbe allo stesso modo, vale a dire che gli viene in mente la rosa. Adesso, fuori di battuta e privando le ipotetiche statistiche del benché minimo valore di campionatura statistica, potremmo comunque affermare con una buona dose di sicurezza che la rosa è una dei fiori più amati nonché più diffusi nel nostro Paese. E potremmo anche dire che si tratta di uno di quei fiori per cui tutti noi, a prima vista, sembriamo ferrati per quanto riguarda le conoscenze di base, ma che, a ben guardare, porta con sé una serie di elementi scientifici che pochi di noi conoscono. Potremmo chiederci quale possa essere l’interesse per una conoscenza più scientifica del mondo delle rose? La risposta è molto semplice: se conosciamo al meglio il mondo delle rose saremo assolutamente in grado di comprendere meglio sia come piantarle e che come potarle e via discorrendo. In poche parole, più le conosceremo meglio sapremo comportarci.

Tutti i tipi di rosa: storia e nozioni sul fiore più amato in Italia

La rosa è uno dei fiori più diffusi in Italia anche se non ha origini prettamente nostrane. O meglio, la rosa non ha origini esclusivamente nostrane in quanto si tratta di una di quelle specie talmente diffuse nel mondo che ne troviamo di tutti i tipi e, quasi, ad ogni latitudine. Diciamo per schematizzare che i luoghi di elezione delle rose sono disseminati sia in Europa che in Asia. E’ normale adesso che di fronte ad una diffusione del genere possa sorgere qualche dubbio perché è lecito chiedersi come è possibile che lo stesso tipo di fiore sia diffuso e riesca a crescere in zone di due continenti così estesi e così ampi anche dal punto di vista dello spettro climatico che contengono entrambi. In effetti la risposta è più facile del previsto in quanto quando parliamo di rose non abbiamo problemi di diffusione perché esistono talmente tante specie di rose che la stessa tipologia di fiore, la rosa appunto, ma sotto forma di specie differenti, può essere rigogliosa in condizioni climatiche molto differenti le une dalle altre. La rosa, ad ogni modo, è della famiglia delle Rosacee e, al suo interno, ci sono addirittura circa 150 specie di differenti. Eppure possiamo tracciare alcuni criteri di base ai quali tutte le tipologie di rose, e ci riferiamo in questa occasione alle 150 specie differenti appena richiamate, si conformano. Ad esempio, in tutti i casi o comunque nella larghissima maggioranza dei casi, le rose hanno un’altezza minima misurata introno ai 25 centimetri dal suolo. Attenzione, facciamo riferimento ad un’altezza minima e non massima perché, da quel punto di vista, le rose presentano notevoli differenze se solo pensiamo a quelle che crescono come rampicanti e che possono giungere anche a misurare diversi metri di altezza dal terreno. Possiamo anche raggruppare in vari macroinsiemi le differenti specie di rosa: in linea di massima dobbiamo tener presente che esistono rose cespugliose, sarmentose, rampicanti, striscianti, sotto forma di arbusti e di alberelli, a fiore piccolo o a fiore grande, solitarie o a mucchietti o pannocchie semplici o doppie. Per quanto riguarda poi la presenza di rose nel nostro Paese la diffusione è senza dubbio molto notevole sia dal punto di vista della quantità – perché le rose credscono rigogliosamente in quasi tutte le Regioni della nostra penisola – sia della qualità. Basti pensare che solo in Italia possiamo vantare circa una trentina di specie di rose diverse. E dobbiamo pensare che si tratta solo di rose spontanee senza contare l’innumerevole quantità di innesti e di ibridi creati di volta in volta dalla sapienza dei nostri giardinieri e vivaisti. Tra le principali specie di rose spontanee che crescono e che vengono diffusamente commercializzate in Italia possiamo citare: la rosa canina, che è la variante più diffusa, la rosa gallica, la rosa glauca, la rosa pendulina (tipica queste a dei climi più rigidi delle Alpi o dell’Appennino settentrionale) e la rosa sempervivens.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali specie di rose spontanee presenti in Italia?
    L'Italia vanta una ricca biodiversità con circa trenta specie di rose spontanee, oltre a numerosi ibridi creati dai vivaisti. Le varietà più comuni e diffuse includono la Rosa Canina, che rappresenta la variante selvatica più nota; la Rosa Gallica, apprezzata per i suoi fiori antichi; la Rosa Glauca, caratterizzata da foglie bluastre; la Rosa Pendulina, tipica delle zone alpine e appenniniche più fredde; e la Rosa Sempervirens, resistente e adatta a climi temperati. Conoscere queste specie aiuta a scegliere esemplari già adattati al microclima locale, facilitando la coltivazione e garantendo una crescita rigogliosa senza troppi interventi correttivi.
  • Come varia l'altezza delle rose in base alla varietà?
    Le rose presentano una grande variabilità dimensionale che dipende principalmente dal gruppo botanico o colturale di appartenenza. Esiste un'altezza minima standard, generalmente intorno ai 25 centimetri dal suolo, valida per molte varietà nane o tappezzanti. Tuttavia, le differenze sono enormi: le rose cespugliose e arbustive mantengono dimensioni contenute e compatte, ideali per bordure. Al contrario, le rose sarmentose e rampicanti possono superare facilmente i due o tre metri, arrampicandosi su supporti verticali. Esistono inoltre varietà ad alberello, ottenute tramite innesto, che offrono una struttura diversa. Valutare l'altezza adulta è fondamentale per pianificare correttamente gli spazi nel giardino.
  • Perché è importante conoscere la classificazione scientifica delle rose?
    Conoscere la classificazione e le caratteristiche botaniche delle rose non è solo un esercizio accademico, ma uno strumento pratico essenziale per la cura della pianta. Ogni gruppo, siano esse rose antiche, ibride di tè o rampicanti, ha esigenze specifiche di luce, terreno, irrigazione e potatura. Ad esempio, una rosa rampicante richiede supporti e tecniche di legatura diverse rispetto a un cespuglio compatto. Comprendere la natura della propria rosa permette di anticiparne i bisogni fisiologici, prevenendo malattie e stress vegetativi. In sintesi, più si conosce la pianta, più si diventa abili nel gestirla, trasformando la passione in risultati estetici duraturi e sani.
  • In quali ambienti climatici prosperano le rose?
    Grazie alla vasta gamma di specie esistenti, le rose si adattano a un'ampia varietà di climi, diffondendosi in Europa e Asia. Non esiste un unico habitat ideale, poiché alcune varietà prediligono climi miti e altri tollerano temperature rigide. Ad esempio, la Rosa Pendulina è specifica per i climi freddi delle Alpi o dell'Appennino settentrionale, mentre altre specie prosperano nelle regioni più calde del sud Italia. Questa versatilità permette di trovare un'esemplare adatto quasi ovunque. La chiave sta nel selezionare la specie o l'ibrido giusto per il proprio microclima locale, sfruttando la naturale resilienza della famiglia delle Rosacee contro le variazioni stagionali.
  • Qual è la differenza tra rose spontanee e ibride commerciali?
    Le rose spontanee, come la Canina o la Gallica, sono quelle che crescono naturalmente nel territorio italiano senza intervento umano diretto, adattandosi agli ecosistemi locali. Si stima che in Italia esistano circa trenta di queste specie autoctone. Gli ibridi commerciali, invece, sono il risultato di secoli di selezione e incrocio operati da vivaisti e giardinieri per ottenere fiori più grandi, colorazioni nuove, profumi intensi o maggiore resistenza alle malattie. Mentre le spontanee sono robuste e richiedono poca manutenzione, gli ibridi moderni spesso offrono prestazioni ornamentali superiori ma possono richiedere cure più attente. Entrambi i gruppi coesistono e arricchiscono il patrimonio floristico nazionale.