mimosa

Fiori in giardino

la mimosa

La mimosa non è una specie endemica del Mediterraneo ma è originaria della lontanissima e calda Australia, precisamente dalla Tasmania.

di Redazione

11 settembre 2013

Mimosa

La mimosa venne importata in Europa solo nel 1800, grazie alla bellezza della chioma di questa particolarissima pianta arborea, che affascinò gli esploratori dell'epoca e le donne dei secoli successivi. I suoi inconfondibili fiori gialli e tondi sono universalmente riconosciuti come il simbolo della festa dell’8 marzo, notoriamente dedicata a tutte le donne nel mondo.

Descrizione della mimosa

Le mimose sono piante arboree dalle dimensioni di grandi arbusti o di piccoli alberi, appartenenti alla famiglia delle fabacee. La più nota e diffusa è quella che abbiamo imparato a conoscere grazie all'8 marzo ma, esistono numerose altre varietà tra cui la curiossissima mimosa "pudica", una specie i cui fiori se toccati, si ritraggono fino a chiudersi pudicamente, appunto. Sono diffuse in gran parte dell'Italia e del bacino del Mediterraneo, soprattutto lungo le regioni costiere ma, come accennato prima, hanno origini molto lontane. Quello che caratterizza maggiormente la mimosa, sono le sue peculiari infiorescenze di forma sferica, che sono in realtà composte da piccolissimi fiori gialli dal profumo intenso e delicato al tempo stesso. I fiori sbocciano proprio sull'apice dei rami, sono perfettamente tondeggianti e lanugginosi. La fioritura avviene, a seconda del clima locale, in una fascia temporale che va da novembre a marzo. Le foglie, morbide, sottili e fitte, si sviluppano a pettine e specularmente lungo tutto il ramo. Generalmente alle latitudini italiane, le mimose si presentano come piccoli alberi di dimensioni non notevoli, che non tendono a superare i 6 metri di altezza. Mentre nel loro paese di origine, complice il clima, le mimose tendono a raggiungere dimensioni ragguardevoli che toccano addirittura i 30 metri di altezza!

Tecniche colturali e cure

Come appena detto, la mimosa necessita di un clima mite per prosperare: anche se si tratta di una pianta abbastanza rustica che non necessita di particolari competenze, teme le gelate e gli inverni eccessivamente rigidi e prolungati, in presenza dei quali, la pianta non sopravviverebbe. La mimosa predilige infatti un'esposizione molto soleggiata e in luoghi ben protetti dal vento. Come per la gran parte delle piante, le annaffiature devono essere frequenti, regolari e non abbondanti, in modo da garantire che il terreno sia sempre umido, scongiurando tuttavia il pericolo di ristagno d'acqua, causa frequente di morte da marciume radicale. Quindi da marzo a ottobre, mesi più caldi, le annaffiature saranno frequenti; mentre durante i periodi autunnali ed invernali quasi nulle.La mimosa teme altresì anche la siccità, dunque occorre fare attenzione a non lasciare il terreno circostante troppo asciutto, anche nei mesi invernali. La mimosa va potata dopo la fioritura, operazione necessaria soprattutto per quegli esemplari coltivati in vaso. Per quanto riguarda parassiti e malattie, le mimose sono arbusti abbastanza resistenti ma può capitare talvolta, che la pianta venga infestata da acari e afidi. In questi casi è sufficiente vaporizzarne la chioma con acqua e sapone liquido. La concimazione può essere fatta sia con concime organico che granulare erogandolo da marzo ad ottobre. La propagazione della mimosa, avviene tramite seme, la cui velocità di crescita è notevole (germinano in sole due settimane). Il metodo delle talee non è particolarmente apprezzato nel giardinaggio, per via della bassissima percentuale di radicazione della talea.

Simbologia della mimosa e preservazione dei mazzetti

La mimosa da 60 anni è il fiore che viene donato alle donne nel giorno a loro dedicato: l'8 marzo. Si calcolano circa 15 milioni di mazzetti venduti per quell'occasione, solo nel nostro Paese. Per prolungare la durata dell'omaggio ricevuto, è opportuno fornire ai mazzetti recisi di mimosa, abbondante acqua eliminando le foglie alla base del rametto e collocarlo in un vaso, aggiungendo alcune gocce di limone in modo tale da ricreare delle condizioni ottimali di pH, utili alla sopravvivenza del mazzetto. L’acqua non deve essere eccessivamente fredda, ma tiepida, ed il vaso va collocato in prossimità di una zona luminosa come una finestra.

Domande frequenti

  • Perché la mimosa è diventata il simbolo dell'8 Marzo?
    La mimosa è associata alla Festa della Donna in Italia da circa sessant'anni, diventando un'icona universale del rispetto femminile. Sebbene la pianta sia originaria dell'Australia e non del Mediterraneo, fu importata in Europa nell'Ottocento per la sua bellezza unica. I suoi fiori gialli, sferici e profumati divennero il regalo preferito per celebrare le donne, tanto che ogni anno vengono venduti in Italia circa 15 milioni di mazzetti. Questa tradizione ha trasformato una semplice pianta ornamentale in un potente simbolo culturale e sociale, riconoscibile in tutto il mondo.
  • Qual è il periodo migliore per piantare e curare la mimosa?
    La mimora preferisce climi miti e soleggiati, temendo gelate intense e venti forti. È fondamentale evitare il ristagno idrico, che causa marciume radicale, mantenendo il terreno costantemente umido ma mai zuppo. Da marzo a ottobre, le annaffiature devono essere regolari e frequenti; in inverno ridurle drasticamente, pur evitando che il terreno si secchi completamente. La concimazione si effettua con prodotti organici o granulari da marzo a ottobre. Se coltivata in zone ventose o fredde, proteggi la pianta con coperture invernali o spostala in serra fredda.
  • Come posso far durare più a lungo un mazzo di mimosa reciso?
    Per prolungare la vita del bouquet, inseriscilo immediatamente in un vaso con acqua tiepida, non fredda. Rimuovi tutte le foglie alla base degli steli per prevenire la decomposizione batterica nell'acqua. Aggiungi qualche goccia di limone per acidificare leggermente l'acqua, creando un ambiente ottimale per l'assorbimento. Posiziona il vaso in una zona luminosa ma lontano da fonti di calore diretto o correnti d'aria. Cambia l'acqua ogni due giorni e rifai il taglio dei gambi per mantenere fresche le radici assorbenti.
  • Quando e come si pota correttamente la mimosa?
    La potatura della mimosa va eseguita subito dopo la fine della fioritura, generalmente tra aprile e maggio. Poiché i fiori nascono sui rami dell'anno precedente, tagliare dopo la fioritura permette alla pianta di sviluppare nuovi germogli per la stagione successiva. Elimina i rami secchi, danneggiati o quelli che crescono verso l'interno della chioma per migliorare l'aerazione. Se la pianta è in vaso, la potatura è essenziale per contenerne le dimensioni e mantenerla ordinata. Usa cesoie disinfettate per evitare infezioni.
  • È facile moltiplicare la mimosa per talea?
    No, la moltiplicazione per talea non è consigliata perché presenta una percentuale di radicazione estremamente bassa e spesso fallimentare. Il metodo più efficace e rapido è la semina. I semi germinano velocemente, solitamente entro due settimane, garantendo una crescita vigoriosa. Utilizza terriccio specifico per semine, mantieni l'umidità costante e fornisci calore dal basso per accelerare il processo. Una volta che le piantine hanno sviluppato alcune coppie di foglie vere, possono essere trapiantate singolarmente in vasi definitivi.