Conto energia

Risparmio Energia

Conto energia

La Comunità Europea ha avviato, nel 2001, un programma comunitario per incentivare la produzione di elettricità dall’energia solare attraverso un meccanismo chiamato Conto Energia.

di Redazione

11 marzo 2014

Il nuovo sistema incentivante introdotto dal Conto Energia

Il Conto Energia ha introdotto alcune novità nella modalità di ricevimento degli incentivi, istituendo un meccanismo paragonabile ad un finanziamento in conto esercizio, nel quale i contributi vengono contabilizzati continuativamente secondo la competenza economica, a prescindere dall’effettivo incasso. Le somme ricavate possono infatti andare ad integrare i ricavi dell’esercizio di riferimento o coprire totalmente, o in parte, i costi dell’energia consumata. Il proprietario dell’impianto fotovoltaico percepisce, con cadenza mensile, gli introiti dell’energia solare trasformata col suo sistema ecocompatibile. Questo avviene per almeno 20 anni consecutivi, utilizzando sempre lo stesso impianto. Col nuovo sistema, quindi, la spinta a produrre energia elettrica risulta al primo posto, mentre, prima dell’introduzione del Conto Energia, esistevano unicamente incentivi assegnati a fondo perduto, pertanto la quantità di energia ottenuta era determinata dalla quota di investimento. I cittadini italiani hanno potuto accedere agli incentivi del Conto Energia a far data dal 19 settembre 2005, tramite istanza inviata all’attuale Gestore dei Servizi Energetici, GSE, inizialmente denominato GRTN, Gestore del sistema elettrico. Il criterio indispensabile per poter accedere agli incentivi era che l’impianto fosse connesso alla rete elettrica e che avesse una dimensione nominale maggiore di 1 kWp. Per questa ragione gli impianti ad isola, detti anche stand alone, non sono stati compresi nelle categorie incentivate.

I programmi del Conto Energia

Dal 2005 si sono succeduti in Italia 5 diversi programmi che hanno via via ridefinito i parametri e le modalità di incentivazione, adeguandosi ai repentini cambiamenti della tecnologia e del mercato. L’ultimo di questi programmi, attivato nel 2012, è stato il 5° Conto Energia. La novità del Primo Conto Energia è stata la modalità di incentivazione che riguardava solo l’energia prodotta e consumata in loco. La particolarità invece dal Secondo Conto Energia è stato il fatto di estendere la tariffa incentivante a tutta l’energia prodotta, indipendentemente dal consumo. Esso ha anche introdotto la differenziazione delle tariffe in base alla tipologia e alla dimensione dell’impianto. Questa diversificazione è un elemento che è stato ulteriormente definito e precisato col Terzo Conto. Col Quarto Conto le tariffe hanno avuto una significativa riduzione e l’incentivo è stato adeguato ai costi delle tecnologie. Infine il Quinto Conto Energia ha ridefinito le modalità di incentivazione, catalogandole in base a due categorie principali di impianti: i fotovoltaici destinati agli edifici e tutti quelli installati in altro loco. Il Quinto Conto è cessato il 6 luglio del 2013 e, dopo quella data, i programmi incentivanti sono stati sostituiti da sgravi fiscali. Oggi chi desidera realizzare un impianto entro il 31 dicembre 2014 può usufruire delle detrazione fiscale IRPEF pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Riferimenti normativi

La direttiva europea 2001/77/CE sul Conto Energia è stata approvata dal governo italiano col Decreto legislativo 387 del 2003. Ma solo nel 2005 con il D.M. del 28 luglio sono stati fissati i tempi ed i termini di attuazione e, con la Delibera 188 del 14 settembre, sono state definite le modalità di erogazione degli incentivi. Il decreto 6 agosto 2010, ha avviato il Terzo Conto Energia, il decreto del 5 maggio 2011, il Quarto Conto Energia ed infine il Decreto Ministeriale del 05 luglio 2012 ha attivato il Quinto Conto Energia.

Il finanziamento del fotovoltaico

In Italia i fondi necessari per erogare gli incentivi sono stati, e lo sono tuttora, finanziati tramite una quota tariffaria, a sostegno delle energie rinnovabili, prelevata direttamente dalle bollette dell’elettricità di tutti gli utenti italiani, individuata col codice A3. La quota tariffaria prevista dal codice A3, oltre all’energia rinnovabile, finanziava anche gli impianti che generavano energia da fonti assimilate, come le fonti fossili o gli inceneritori. Il governo ha poi decretato di interrompere i finanziamenti per queste categorie, limitando le agevolazioni solo agli impianti in essere prima del gennaio 2007. Il motivo deriva dall’onerosità di questi impianti che stava di fatto frenavano lo sviluppo del fotovoltaico.

Domande frequenti

  • È ancora possibile installare un impianto fotovoltaico e ricevere incentivi diretti sotto forma di tariffa onnicomprensiva?
    No, il regime del Conto Energia è terminato definitivamente. L'ultimo programma, il Quinto Conto Energia, è cessato il 6 luglio 2013. Da allora, il meccanismo di incentivazione basato sulla vendita diretta dell'energia prodotta alla rete non è più attivo per le nuove installazioni. Attualmente, gli incentivi diretti sono stati sostituiti principalmente da strumenti fiscali, come le detrazioni IRPEF, e da altri meccanismi di supporto alle rinnovabili gestiti dal GSE, ma non più attraverso le tariffe incentivanti specifiche del vecchio Conto Energia.
  • Quali sono le alternative attuali agli incentivi del Conto Energia per chi vuole installare il fotovoltaico?
    Dopo la chiusura del Conto Energia, le principali forme di incentivo sono diventate quelle fiscali. In particolare, è disponibile la detrazione IRPEF del 50% per le spese sostenute per l'installazione di impianti solari fotovoltaici. Questa detrazione può essere applicata fino a un massimo di spesa di 96.000 euro e va recuperata in 10 rate annuali di uguale importo. Inoltre, esistono altre agevolazioni come il Superbonus (nelle sue varie evoluzioni normative) e meccanismi di scambio sul posto o ritiro dedicato gestiti dal GSE, che permettono di valorizzare l'autoconsumo e l'immissione in rete senza però offrire una tariffa fissa garantita per 20 anni come avveniva in passato.
  • Come funzionava il finanziamento degli incentivi del Conto Energia?
    Gli incentivi del Conto Energia non provenivano dal bilancio generale dello Stato, ma erano finanziati tramite una specifica componente tariffaria presente nelle bollette della luce di tutti gli utenti elettrici italiani. Questa quota era identificata dal codice A3. Tale meccanismo prevedeva che ogni consumatore contribuisse, in proporzione al proprio consumo, al sostegno delle energie rinnovabili. Originariamente, questa quota finanziava anche impianti a fonti fossili o inceneritori, ma successivamente il governo ha limitato il finanziamento esclusivamente alle rinnovabili e agli impianti storici precedenti al gennaio 2007, per favorire lo sviluppo del settore fotovoltaico riducendo l'onere sulle altre tecnologie.
  • Cosa distingue il Primo dal Secondo Conto Energia riguardo alla remunerazione dell'energia?
    La differenza principale risiede nell'estensione della tariffa incentivante. Nel Primo Conto Energia, gli incentivi venivano riconosciuti esclusivamente sull'energia prodotta e consumata immediatamente in loco dall'utente (autoconsumo immediato). Con il Secondo Conto Energia, la normativa è stata ampliata: la tariffa incentivante è stata estesa a tutta l'energia prodotta dall'impianto, indipendentemente dal fatto che venga consumata istantaneamente o immessa in rete. Inoltre, il Secondo Conto ha introdotto una differenziazione delle tariffe in base alla potenza e alla tipologia dell'impianto, rendendo il sistema più complesso ma potenzialmente più vantaggioso per chi produce più energia di quanta ne consumi direttamente.