Fasi del bilancio ecologico di un edificio
L'analisi dell'intera vita di ogni singolo elemento che compone l'immobile si articola generalmente in tre fasi. Un accurato bilancio tecnico, del rendimento e di valutazione consentirà di utilizzare i materiali che contribuiscono a dare il minore inquinamento ambientale generato dall'edificio. I singoli parametri di inquinamento sono generalmente indicati direttamente dal produttore, in unità di misura che, in base al tipo di materiale, possono essere espresse in metri cubi oppure chilogrammi. Un ruolo importante nella scelta del materiale da utilizzare viene svolto anche dalla sua capacità di durata nel tempo e di suo possibile riciclo a fine vita. In realtà quasi tutti i materiali si prestano ad un successivo riutilizzo, siano essi di legno, di plastica o di metallo un corretto smaltimento consente di dare loro nuova forma. La scelta di materiali riciclabili che consentano un tasso minimo di inquinamento ambientale rende possibile un minore spreco ed un risparmio notevole di energia necessaria per la fase di smaltimento.
Caratteristiche ecologiche dei componenti di un edificio
All'interno di uno stesso edificio è possibile che lo stesso materiale presenti un ciclo di vita più o meno breve a seconda del suo utilizzo. Prendiamo ad esempio un pannello di legno. Se utilizzato per formare il pavimento avrà una durata molto più breve dello stesso pannello posto a rivestimento della parete. Nella sua durata ovviamente incide anche il tipo di trattamento a cui viene sottoposto, ma in linea i massima possiamo presumere una durata media di 50 anni se soggetto a calpestio che si allunga fino a 70 anni se posto a parete. Nella scelta di impiego del legno contribuisce molto anche la sua riciclabilità. Infatti nel momento in cui non sarà più idoneo per la sua funzione originale, potrà essere utilizzato per la produzione di chips e contribuire così alla formazione di nuovi pannelli truciolati. Anche il calcestruzzo ha una seconda vita. Questo materiale che molti pensano non riutilizzabile viene in realtà adoperato come additivo per la produzione di nuovo calcestruzzo.
Calcolo del risparmio energetico futuro nel bilancio ecologico di un edificio
Un bravo progettista deve essere in grado, in fase di progettazione di un immobile, di stabilire l'esatta entità delle utenze future di cui l'immobile avrà bisogno. Sapere quanta energia elettrica occorrerà per l'illuminazione e per le varie apparecchiature, quanto sarà il consumo energetico necessario per la climatizzazione, a quanto ammonterà il consumo idrico e di conseguenza valutare la quantità di acqua che verrà immessa nelle fognature consente di sapere con esattezza quale sarà l'impatto ambientale del nuovo edificio. L'emissione di Co2 e di altre sostanze nell'ambiente sono infatti strettamente legate a questi valori. Conoscere il fabbisogno di questi futuri valori aiuterà il progettista a scegliere la soluzione migliore, quella realizzata con i materiali di volta in volta considerati più idonei. Sarà importante ad esempio considerare che i materiali compositi e quelli di rifinitura hanno una durata più breve nel tempo, per cui dovranno essere utilizzati solo in caso di effettiva necessità.
Il ruolo dell'energia nel bilancio ecologico
Sono molte le disposizioni di legge che indirizzano verso un minore consumo energetico, promuovendo l'edilizia ecosostenibile. In realtà non viene posta molta attenzione al bilancio energetico complessivo legato all'intero ciclo di vita dei materiali. La costruzione di edifici che offrano alte prestazioni termiche conduce molto spesso ad utilizzare per gli involucri esterni il doppio del materiale utilizzato per la costruzione degli edifici tradizionali. Non sempre però il risparmio energetico offerto copre la quantità di energia utilizzata per la produzione e lo smantellamento dei materiali che compongono l'involucro. Minimizzare i consumi di energia dell'intero ciclo di vita significa calcolare quella necessaria per l'intero processo di vita e poi scegliere la soluzione che offre veramente un risparmio energetico totale.
Domande frequenti
-
Quali sono le tre fasi principali da analizzare per calcolare il bilancio ecologico di un edificio?Il bilancio ecologico di un immobile si articola principalmente in tre fasi distinte, fondamentali per valutarne l'impatto ambientale reale. La prima fase riguarda la produzione e l'estrazione delle materie prime, dove si valutano i consumi energetici e le emissioni generate durante la creazione dei materiali. La seconda fase include la costruzione stessa dell'edificio e il trasporto dei materiali in cantiere. Infine, la terza fase copre l'utilizzo dell'edificio nel suo ciclo di vita, comprendendo i consumi energetici per riscaldamento, illuminazione e acqua, fino allo smantellamento e allo smaltimento finale. Considerare tutte queste tappe permette di evitare il greenwashing e di scegliere soluzioni realmente sostenibili.
-
Come varia la durata e la riciclabilità del legno in base all'uso nell'edificio?La durata del legno non è costante, ma dipende fortemente dall'applicazione pratica all'interno dell'edificio. Ad esempio, un pannello di legno utilizzato come pavimento, soggetto a continuo calpestio e usura, ha una vita media stimata intorno ai 50 anni. Al contrario, lo stesso materiale impiegato come rivestimento murario, protetto e non sottoposto a stress meccanici, può durare fino a 70 anni. Entrambe le applicazioni offrono eccellenti possibilità di riciclo: a fine vita, il legno può essere trasformato in chips per produrre nuovi pannelli truciolati o altri manufatti, chiudendo il cerchio dell'economia circolare e riducendo drasticamente i rifiuti da costruzione.
-
È vero che il calcestruzzo può essere riciclato? Come avviene questo processo?Sì, è assolutamente vero che il calcestruzzo, spesso considerato un materiale monouso, ha una seconda vita. Contrariamente a quanto si pensa comunemente, i detriti di calcestruzzo derivanti da demolizioni o cantieri possono essere frantumati e trattati. Una volta ridotti in aggregati di dimensioni specifiche, questi materiali vengono riutilizzati come componente fondamentale nella produzione di nuovo calcestruzzo. Questo processo non solo riduce la necessità di estrarre nuove materie prime naturali come ghiaia e sabbia, ma diminuisce anche il volume di rifiuti inviati alle discariche, contribuendo significativamente alla riduzione dell'impronta ecologica complessiva del settore edilizio.
-
Perché il risparmio energetico operativo potrebbe non compensare l'energia usata per costruire un involucro performante?Spesso ci si concentra solo sui costi di gestione (riscaldamento/raffreddamento) trascurando l'energia grigia. Costruire involuri esterni ad alta prestazione termica richiede spesso il doppio dei materiali rispetto agli edifici tradizionali. L'energia impiegata per produrre, trasportare e installare questi materiali aggiuntivi può essere enorme. Se questa 'energia incorporata' supera il risparmio ottenuto nel lungo periodo grazie all'efficienza energetica, il progetto non risulta sostenibile. È quindi cruciale calcolare il bilancio energetico dell'intero ciclo di vita: minimizzare i consumi operativi è utile, ma non deve avvenire a scapito di un sovraccarico iniziale di risorse e emissioni durante la fase di costruzione.
-
Quale ruolo gioca il progettista nella valutazione dell'impatto ambientale futuro dell'immobile?Il progettista ha un ruolo chiave nel prevenire l'impatto ambientale attraverso una stima precisa dei futuri fabbisogni. Deve calcolare esattamente l'energia necessaria per illuminazione, climatizzazione e il consumo idrico, prevedendo anche le acque reflue che finiranno nelle fognature. Questi dati determinano le emissioni di CO2 e altre sostanze inquinanti. Conoscendo questi valori, il professionista può selezionare i materiali più idonei, evitando l'uso eccessivo di finiture o materiali compositi dalla breve durata se non strettamente necessari. Questa pianificazione anticipata garantisce che le scelte costruttive siano ottimizzate per ridurre lo spreco e massimizzare l'efficienza nel tempo.









