calcestruzzo

Muratura

Composizione calcestruzzo

Se vi apprestate a realizzare autonomamente delle opere migliorative o di ristrutturazione della vostra abitazione è bene conoscere in tutti gli strumenti e i materiali che potranno esservi utili.

di Redazione

06 giugno 2013

La composizione del calcestruzzo

Il calcestruzzo non è una sostanza presente in natura, ma viene realizzato artificialmente realizzando una miscela: vengono utilizzati per comporlo in parti più o meno variabili una sostanza legante, l’acqua, degli aggregati come la sabbia o la ghiaia piuttosto fine, ed infine a seconda delle necessità degli ulteriori minerali o additivi che determinano delle precise caratteristiche fisiche o chimiche del calcestruzzo, a seconda delle necessità e dall’utilizzo che se ne andrà a fare. Il calcestruzzo è pertanto un conglomerato, il legante che in genere viene utilizzato nella sua composizione è il cemento anche se è possibile realizzarlo, come spesso accadeva in passato, con la calce aerea o la calce idraulica, a seconda dell’utilizzo per cui era preparato. Più di rado il legante utilizzato è stato, sempre in passato, il gesso, in quanto dava luogo a un conglomerato povero dalle caratteristiche di minor resistenza ed elasticità. Il cemento e gli aggregati legandosi con l’acqua fanno presa tra di loro, si induriscono e si ottiene così una miscela tanto robusta da avere una resistenza meccanica paragonabile a quella della roccia.

Come viene impiegato il calcestruzzo

Una volta realizzata la miscela dei vari componenti e ottenuto il calcestruzzo fresco, questa miscela viene collocata (in gergo si dice gettata) dentro i casseri realizzati in legno in base alla misura della struttura che si vuole realizzare. A seconda della formulazione si deve poi procedere alla compattazione del calcestruzzo con dei vibratori, anche se nel corso degli anni sono state preferite delle formulazioni autocompattanti che permettono un risultato migliore e più rapido, con un notevole risparmio nei costi di realizzazione. Le formulazioni autocompattanti del calcestruzzo infatti garantiscono l’omogeneità della parete che rimane a vista con un aspetto gradevolmente uniforme, non necessitano di vibrazione per riempire tutti gli spazi in maniera costante senza rischiare piccole bolle d’aria perché raggiungono la compattazione grazie all’intervento della forza di gravità.

Storia e curiosità sul calcestruzzo

Sebbene il termine calcestruzzo derivi dal latino CALCIS STRUCTIO, ovvero struttura a base di calce, in realtà non è una definizione del tutto propria nemmeno per il primo calcestruzzo realizzato, già da popolazioni egizie, greche o assire. Il grande pregio che fece adottare questo tipo di materiale già nei tempi più antichi fu la totale plasmabilità del calcestruzzo grazie al quale, utilizzando dei contenitori, si poteva ottenere un materiale con le proprietà della roccia ma nella forma desiderata. Come detto già popolazioni antichissime utilizzavano questo tipo di materiale con cui furono realizzate opere mirabili come acquedotti e costruzioni di vario tipo di cui sono rimasti molti resti. L’utilizzo del calcestruzzo però si diffuse in particolare grazie all’impiego da parte dei Romani nella realizzazione di importanti opere come la costruzione di muri, strade e fondazioni mediante l’alternanza di materiali inerti e calcestruzzo. Nel tempo il legante del calcestruzzo è variato, sia per motivi di reperibilità, che per motivi di tempi e costi. Infatti il primo legante utilizzato era la calce, non particolarmente resistente e solida ed anche molto lenta nell’asciugare. Col tempo la sabbia venne in parte sostituita dalla pozzolana che grazie alle sue caratteristiche permetteva al calcestruzzo di fare presa e indurirsi anche in condizioni diverse, ovvero sott’acqua e senza la presenza di aria, dando luogo a un calcestruzzo molto più resistente e rapido nell’indurimento. Questi metodi furono abbandonati con la caduta dell’Impero Romano e riportati in vita in epoca moderna, riscoperti e perfezionati introducendo delle ulteriori migliorie, come ad esempio la creazione della calce idraulica con l’utilizzo di derivati argillosi, metodi perfezionati dosando in maniera diversa le impurità di silice e di allumina contenute nell’argilla grazie ai quali è possibile realizzare i moderni silicati, impiegati anche nella cottura di miscele artificiali di calcare e argilla. A metà del diciannovesimo secolo venne stabilita la proporzione corretta per la produzione del cemento, dando vita alla produzione industriale del calcestruzzo, impiegato già pochi anni dopo in costruzioni in calcestruzzo armato che garantivano il perfetto connubio tra calcestruzzo e acciaio, ottenendo materiali solidi e resistenti alla compressione e alla trazione.

Domande frequenti

  • Quali sono i componenti principali del calcestruzzo moderno?
    Il calcestruzzo è un conglomerato artificiale composto principalmente da quattro elementi fondamentali. Il legante, oggi quasi esclusivamente cemento Portland, agisce da collante. Gli aggregati, suddivisi in fini (sabbia) e grossi (ghiaia o pietrisco), costituiscono la matrice volumetrica. L'acqua è indispensabile per attivare la reazione chimica di idratazione del cemento, permettendone la presa. Infine, possono essere aggiunti additivi specifici per modificare le proprietà del mix, migliorandone la lavorabilità, la resistenza o accelerando/ritardando l'asciugatura, a seconda delle esigenze strutturali.
  • Cos'è il calcestruzzo autocompattante e quali vantaggi offre?
    Il calcestruzzo autocompattante (SCC) è una formulazione avanzata progettata per fluire e compattarsi sotto il solo effetto della gravità, senza bisogno di vibrazioni meccaniche. Questo garantisce un'omogeneità superiore, eliminando il rischio di vuoti o bolle d'aria tipici delle tecniche tradizionali. I vantaggi includono una finitura superficiale molto più uniforme e gradevole, ideale per pareti a vista, e un significativo risparmio di tempo e costi di manodopera, poiché elimina la fase laboriosa e rumorosa della vibrazione manuale o meccanica necessaria per espellere l'aria intrappolata.
  • Come si differenzia il calcestruzzo romano da quello moderno?
    La differenza principale risiede nel legante e negli inerti. I Romani utilizzavano la calce aerea combinata con la pozzolana, un materiale vulcanico ricco di silice e allumina. Questa miscela permetteva al materiale di fare presa anche sott'acqua e in assenza di aria, conferendo eccezionale durabilità e resistenza chimica. Il calcestruzzo moderno, invece, basa la sua forza sui cementi Portland sintetizzati industrialmente a partire da calcare e argilla cotte, offrendo resistenze meccaniche (sia a compressione che, se armato, a trazione) nettamente superiori e tempi di presa più controllabili rispetto alle antiche ricette.
  • Perché il calcestruzzo ha una resistenza paragonabile alla roccia?
    Questa caratteristica deriva dalla reazione chimica di idratazione tra il cemento e l'acqua. Una volta mescolati, i composti del cemento reagiscono formando cristalli che intrecciandosi creano una matrice solida e densa. Gli aggregati (sabbia e ghiaia) fungono da scheletro rigido all'interno di questa pasta legante. Il risultato è un materiale composito estremamente compatto e duro, capace di sopportare carichi elevati. A differenza dei materiali naturali, la sua omogeneità e la possibilità di controllare le proporzioni dei componenti ne ottimizzano la resistenza meccanica fino a livelli simili a quelle di molte rocce sedimentarie.