Allarme wireless

Videosorveglianza

Allarme wireless

Grazie all’evoluzione e alle nuove tecnologie nel campo degli impianti d’allarme, l’attuale tendenza permette di utilizzare apparecchiature Wireless, ossia impianti senza l’uso di fili e cablaggi.

di Redazione

25 novembre 2013

Generalità

L’antifurto wireless è certamente semplice e immediato nell’uso, poiché non prevede opere murarie. La prima valutazione da fare nella scelta dell’impianto adatto alla nostra casa, parte dalla tipologia dell’abitazione – appartamento o villa isolata. Dopodiché si tiene conto dei luoghi in cui sono custoditi denaro e oggetti preziosi, individuare i passaggi obbligati, le zone più sensibili e tutti gli accessi alla casa. Inoltre, può essere utile integrare il sistema d’allarme con altre automazioni della casa. Infatti, con un solo telecomando si possono gestire l’allarme, i cancelli, la porta del garage, le tapparelle, le tende, gli impianti d’irrigazione e l’illuminazione esterna.

Proteggere la casa

L’evoluzione dei sistemi e l’apertura a nuove tecnologie consente di proteggere le zone abitative dividendole in base a una logica "a cerchi concentrici". Procedendo a una suddivisione per colori, si possono individuare tre aree: la gialla che può comprendere il terrazzo o il giardino, l’arancione per porte e finestre, la rossa per l’interno della casa. Tale disposizione a comparti, ha il vantaggio di mettere in allarme fin da subito chi o coloro che tentano di introdursi nelle zone protette. Già nella zona gialla possono entrare in funzione messaggi vocali da parte delle sirene, con l’obiettivo di dissuadere chicchessia dal procedere ulteriormente. Nel caso non fosse sufficiente, l’attacco nella zona arancione – effrazione di porte e finestre – innesca immediatamente le sirene facendo desistere gli intrusi. Tuttavia, se questo ancora non bastasse, una volta entrati all’interno dell’abitazione, la zona rossa, i rilevatori interni effettuerebbero la chiamata alle forze dell’ordine. L’impianto di allarme, inoltre, può essere utilizzato parzialmente, limitato cioè solo ad alcune aree, come, ad esempio, solo il garage, solo locali al piano terra ecc.

I componenti dell’impianto d’allarme

Diversi sono gli elementi che costituiscono un impianto d’allarme, compresi quelli per funzioni speciali. Generalmente, però, vi sono dei componenti standard di cui non si può fare a meno. Innanzitutto il radiocomando, l’interfaccia che consente di gestire il sistema antifurto. Può essere a parete, portatile o a scomparsa, alimentato da rete elettrica o a batteria. Esso può prevedere attivazioni parziali dell’allarme, in modo da poter disporre di alcuni ambienti mentre negli altri è attivata la protezione. Tutti i dispositivi antintrusione fanno capo alla centrale, il cuore dell’impianto d’allarme. Essa consente di attivare e disattivare il sistema, mettere in funzione la sirena, avviare il combinatore telefonico che contatta i numeri memorizzati e ripetere il messaggio predefinito, registrare le eventuali anomalie e gli allarmi scattati. Inoltre, essa prevede la gestione da remoto: l’utente ha la possibilità di controllare e modificare telefonicamente le impostazioni della centrale e ascoltare i rumori dell’ambiente attraverso il microfono incorporato. Quindi è la volta degli attuatori, combinatori telefonici e sirene che, una volta ricevute le istruzioni dalla centrale, fanno scattare l’allarme. Le sirene vanno installate sia all’interno sia all’esterno dell’abitazione, con lo scopo principale di far comprendere all’intruso che è stata segnalata la sua presenza e attirare l’attenzione della gente che si trova nei paraggi. La tecnologia attuale permette anche di inserire nella sirena una scheda parlante per lanciare messaggi vocali di avvertimento. Infine i rivelatori. Sono di due classi: perimetrali e volumetrici. I primi segnalano il passaggio oltre i confini dell’area protetta, i secondi invece rivelano la presenza di un intruso in un ambiente della casa. I perimetrali, con contatto magnetico, sono collocati su porte e finestre. La calamita è fissata sull’anta in movimento, in modo che all’apertura ne venga data segnalazione. I sensori volumetrici più diffusi sono gli infrarossi passivi. Questi sono sensibili alla luce infrarossa, quindi rilevano tutti i corpi che presentano una temperatura superiore a quella ambientale. Tuttavia, questo tipo di sensore non riesce a capire se ciò che emette luce infrarossa è una massa o una corrente d’aria. Per sormontare tale problema si ricorre, perciò, alla doppia tecnologia, vale a dire sensori che rilevano l’infrarosso e una microonda.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi di un antifurto wireless rispetto a uno tradizionale?
    Il principale vantaggio dell’antifurto wireless è l’assenza di opere murarie e cablaggi, rendendo l’installazione rapida, pulita e immediata. Questo lo rende ideale per appartamenti o ville dove non si vogliono danneggiare le pareti. Inoltre, offre grande flessibilità: è facile espandere il sistema aggiungendo nuovi sensori senza ristrutturazioni. La gestione avviene tramite radiocomandi o app, permettendo di armare, disarmare o monitorare la casa da remoto, integrandosi spesso con altre automatizzazioni domestiche come luci, tapparelle e cancelli.
  • Come funziona la protezione 'a cerchi concentrici' divisa per colori?
    La logica a cerchi concentrici divide la casa in tre aree cromatiche per una risposta graduale alle intrusioni. La zona gialla (esterno, giardino) attiva messaggi vocali dissuasivi. La zona arancione (porte e finestre) innesca immediatamente le sirene acustiche per spaventare l’intruso. La zona rossa (interno) attiva i rilevatori volumetrici e, se necessario, chiama automaticamente le forze dell’ordine. Questo stratagemma permette anche di usare il sistema parzialmente, proteggendo solo specifiche aree come il garage o il piano terra, ottimizzando la sicurezza in base alle esigenze.
  • Che differenza c’è tra sensori perimetrali e volumetrici?
    I sensori perimetrali, solitamente contatti magnetici, sono posizionati su porte e finestre per segnalare l’apertura o l’effrazione, agendo come primo confine di protezione. I sensori volumetrici, invece, monitorano l’interno degli ambienti. Quelli più comuni sono gli infrarossi passivi (PIR), che rilevano il calore corporeo. Un limite dei PIR è che potrebbero confondere corpi caldi con correnti d’aria; per questo si usano spesso sensori a doppia tecnologia (infrarosso + microonde) per ridurre i falsi allarmi e garantire una rilevazione precisa della presenza umana.
  • Cosa fa esattamente la centrale dell’impianto d’allarme?
    La centrale è il cuore del sistema: riceve i segnali dai sensori e gestisce tutte le azioni. Permette di attivare o disattivare l’allarme, comandare le sirene interne ed esterne e inviare notifiche tramite il combinatore telefonico ai numeri prestabiliti. Offre funzionalità avanzate come la registrazione degli eventi, l’ascolto remoto dell’ambiente tramite microfono integrato e la modifica delle impostazioni via telefono. Inoltre, gestisce le diverse modalità di armatura, consentendo di proteggere solo alcune zone della casa mentre se ne occupano altre.