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giardini sospesi

Tutto sui giardini sospesi: le informazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici più utili per evitare errori

di Redazione

12 dicembre 2013

Le informazioni di base sui giardini sospesi

Ogni qual volta sentiamo parlare di giardini sospesi potremmo storcere il naso o avvicinarci comunque con un certo grado di diffidenza al concetto di giardini sospesi immaginando nella nostra testa una qualche costruzione avveniristica e semmai poco fattibile. Ma siamo convinti che la prima considerazione in materia di giardini sospesi servirà a sgombrare il campo da inutili equivoci fonte di fraintendimento in quanto spesso, nella più o meno ampia cerchia degli appassionati di giardinaggio con il pollice verde o degli addetti ai lavori, i giardini sospesi sono considerati un termine sinonimo di giardini pensili. E, ne siamo certi, senza dubbio il fatto che giardini sospesi siano (quasi) la stessa cosa ci aiuta nel comprendere una serie di elementi basilari alla nostra stessa discussione in merito ai giardini sospesi.

Le caratteristiche principali dei giardini sospesi

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere alcuni degli elementi di base che più potranno rivelarsi funzionali alla nostra disanima in materia di giardini sospesi. La prima considerazione da fare è che lo sviluppo dei giardini sospesi, o questo punto, li possiamo anche definire senza troppi problemi come dei giardini pensili, è un fattore moderno, anzi un elemento contemporaneo degno di nota anche se l’idea stessa alla base dei giardini sospesi è un’idea antichissima in quanto, a ben guardare, l’idea dei primi e più noti giardini sospesi fu quella dei babilonesi che si perde nella notte dei tempi. Ovviamente, in maniera intuibile, formulare un paragone tra i giardini pensili di Babilonia e le attuali forme di giardini sospesi oggi in commercio è assurdo.

Consigli pratici sui giardini sospesi

Un elemento da comprendere che alla base tanto della nostra discussione quanto della scelta stessa dei giardini sospesi è il fatto che i giardini sospesi sono degli adattamenti di un normale giardino. In effetti, a conti fatti, i giardini sospesi nascono come delle forzature che permettono agli appassionati di verde di portarsi un pezzo di giardino in casa propria. Prova ne sia che, tranne qualche rara eccezione, i giardini sospesi nascono come una risposta all’aumento della densità abitativa all’interno delle nostre città e, allo stesso tempo, come una boccata di ossigeno e di verde nei più affollati e caotici agglomerati urbani. Ma sarebbe comunque sbagliato pensare che i giardini sospesi sono realizzabili ovunque in quanto occorrono terrazzi ampi, spaziosi, ventilati e con una buona esposizione al sole e alle intemperie.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza reale tra un giardino sospeso e uno pensile?
    Nella terminologia comune e tecnica, i termini 'giardino sospeso' e 'giardino pensile' sono quasi sinonimi. Entrambi indicano una porzione di verde coltivata su una superficie non a livello del suolo, ma sostenuta da strutture sopraelevate. L'idea moderna nasce dalla necessità di adattare il giardinaggio a spazi urbani limitati, trasformando terrazze, balconi o tetti in aree verdi vivibili. Non esiste quindi una distinzione strutturale rigida tra i due concetti: entrambi richiedono soluzioni ingegneristiche per garantire stabilità e drenaggio, permettendo di portare natura in ambienti altrimenti privi di terra.
  • È possibile realizzare un giardino sospeso su qualsiasi balcone o terrazzo?
    No, non tutte le superfici sono adatte. Per installare un giardino sospeso è fondamentale verificare che il balcone o il terrazzo siano sufficientemente ampi, spaziosi e ben ventilati. Inoltre, l'esposizione solare gioca un ruolo cruciale: la maggior parte delle piante richiede almeno 4-6 ore di luce diretta quotidiana. Prima di procedere, bisogna anche valutare il carico strutturale massimo sopportabile dal solaio per evitare sovraccarichi pericolosi dovuti al peso della terra bagnata e delle piante mature. Un'analisi preliminare dello spazio è essenziale per il successo del progetto.
  • Come si gestisce l'irrigazione in un giardino sospeso?
    L'irrigazione è uno degli aspetti critici, poiché le piante in vaso o contenitori esposti all'aria tendono ad asciugarsi più velocemente rispetto a quelle in terra. Si consiglia l'installazione di un sistema di irrigazione automatizzato a goccia per mantenere l'umidità costante senza sprechi. È inoltre indispensabile predisporre un ottimo sistema di drenaggio sul fondo dei contenitori per evitare il ristagno idrico, che può causare marciumi radicali. Utilizzare sottovasi con ghiaia o materiali drenanti aiuta a gestire l'eccesso d'acqua, proteggendo sia le radici delle piante che la struttura sottostante da infiltrazioni dannose.
  • Quali tipi di piante sono più indicate per i giardini sospesi?
    La scelta delle piante dipende dall'esposizione (sole o ombra) e dallo spazio disponibile. Per i giardini sospesi soleggiati, sono ideali erbacee perenni, graminacee ornamentali, rose rampicanti e piante aromatiche come rosmarino e lavanda. Se l'area è parzialmente ombreggiata, opterai per felci, hosta, edera e alcune varietà di ortensie. È preferibile scegliere specie resistenti al vento e con apparati radicali non eccessivamente invasivi, per non compromettere la stabilità dei vasi. Le piante rampicanti possono essere utilizzate per creare privacy e schermature naturali, sfruttando supporti verticali sicuri.
  • Quanto pesa un giardino sospeso e quali rischi strutturali comporta?
    Il peso è il fattore più importante da considerare. Un giardino sospeso diventa molto pesante quando il substrato di coltivazione è saturo d'acqua. Una semplice vasca riempita di terra umida può superare i 50-70 kg per metro quadrato. È obbligatorio consultare un tecnico o un architetto per verificare il carico ammissibile del balcone o della terrazza. Superare questi limiti può causare cedimenti strutturali gravi. Per mitigare il peso, si possono utilizzare substrati leggeri (come argilla espansa o fibra di cocco) e vasi in plastica invece che in ceramica o cemento, mantenendo però la sicurezza come priorità assoluta.