Elateridi insetti

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Elateridi

Le elateridi, sono insetti che possono danneggiare profondamente le patate ed altre piante sia da frutto che orticole, perchè si nutrono delle radici di queste.

di Redazione

11 aprile 2014

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Elateridi

Le elatareidi, sono larve che attaccano diverse specie di piante sia orticole che ornamentali. Suddette larve assomigliano a vermi, che hanno una lunghezza di circa venti millimetri, e la loro colorazione varia dal giallo beije, al rosso scuro. Sono protette da una sorta di corazza, che li protegge, dura e compatta. Gli elateridi, vivono e si sviluppano principalmente in terreni umidi, dove si nutrono di bulbi, radici, e piccoli elementi presenti nel terreno. Le larve si riproducono deponendo delle uova bianche molto piccole, e creando le loro tane sempre sottoterra: per tutto il periodo della riproduzione, le larve stanno sotto terra, per poi risalire ed accoppiarsi nuovamente. La loro presenza, è visibile non solo dalla presenza delle uova bianche sotto terra, che sono abbastanza visibili, ma anche e soprattutto dalle piante che tendono a rinsecchirsi e ad appassire. Le elateridi, tendono ad attaccare diversi tipi di piante, come la cipolla, il porro, l’aglio, le patate, i tulipani, le carote e anche piante come il mais e l’orzo. Per svilupparsi, le elateridi, impiegano un periodo abbastanza lungo, pari a circa tre o quattro anni, per cui, vivono come larve per un lunghissimo periodo, spostandosi nel terreno per poi vivere da adulti solo per un determinato periodo di tempo. Il periodo di attacco, corrisponde maggiormente a quello freddo, ovvero all’autunno e alla primavera: in estate il terreno è secco, le larve, scendono in profondità, e non attaccano le piante. Le metodologie per allontanare le larve e le elateridi (ormai adulte) dalle piante, sono diverse: possono essere utilizzati antiparassitari ed insetticidi, che però inevitabilmente causerebbero un danno irreversibile anche alle piante. La soluzione ideale, è di tipo preventivo: le larve potrebbero essere attirate da alcuni tipi di piante come il cavolo, che potrebbero essere collocate lontano dalle coltivazioni. Per eliminare le elateridi, è possibile anche intossicarle con un fungo specifico, che va collocato nel terreno, che può essere direttamente acquistato in punti vendita specializzati: le larve attaccano il fungo e ne rimangono inevitabilmente avvelenate. Le elateridi si sviluppano principalmente in terreni umidi, dove sono presenti ristagni, che favoriscono il ristagno. Solitamente in un terreno strettamente torboso, o dove c’era un frutteto, un vigneto, alberi da frutto, le elateridi costruiscono la loro tana. Anche nei terreni particolarmente fertilizzati trovano perfettamente la loro collocazione.

Domande frequenti

  • Come riconoscere se le mie piante sono state attaccate dagli elateridi?
    La presenza degli elateridi si manifesta principalmente con un rapido appassimento e rinsecchimento delle piante, poiché le larve divorano le radici sotterranee. Osservando il terreno, potresti notare piccole uova bianche o le stesse larve, lunghe circa 2 centimetri, simili a vermi duri e corazzati dal colore variabile dal giallastro al rosso scuro. I sintomi sono più evidenti in autunno e primavera; se noti che ortaggi come patate, carote o cipolle marciscono o smettono di crescere senza apparente causa esterna, è probabile che ci sia un'infestazione attiva nel suolo.
  • Quali piante sono più a rischio di attacco da parte degli elateridi?
    Gli elateridi colpiscono un'ampia varietà di colture. Tra gli ortaggi, le vittime principali sono patate, carote, cipolle, porri e aglio. Possono inoltre danneggiare cereali come mais e orzo. Nelle aiuole ornamentali, tulipani e altre piante bulbifere sono spesso bersagliati. Se hai precedentemente coltivato frutta o vigne nello stesso appezzamento, il rischio aumenta, poiché questi ambienti favoriscono la nidificazione e lo sviluppo prolungato delle larve nel terreno.
  • È sicuro usare insetticidi chimici contro gli elateridi?
    L'uso di insetticidi e antiparassitari chimici è generalmente sconsigliato perché rischia di causare danni irreversibili alle piante ospiti e contaminare il suolo. Una strategia migliore è preventiva o biologica. Puoi posizionare piante trappola, come il cavolo, lontano dalle colture principali per attirare le larve via. Un metodo efficace consiste nell'introdurre nel terreno funghi entomopatogeni specifici: le larve ingeriscono il fungo e muoiono, offrendo una soluzione mirata che non danneggia le radici delle tue piante utili né l'ecosistema circostante.
  • In quali condizioni ambientali prosperano gli elateridi?
    Questi parassiti prediligono terreni umidi, ricchi di materia organica e spesso soggetti a ristagni idrici. Si sviluppano facilmente in suoli torbosi o in aree dove erano presenti precedenti frutteti o vigneti. Al contrario, in estate, quando il terreno diventa secco, le larve scavano in profondità per evitare la disidratazione e interrompono temporaneamente l'attacco alle piante. Mantenere il terreno ben drenato e evitare eccessive concimazioni organiche fresche può ridurre significativamente l'attrattività dell'ambiente per questi insetti.
  • Quanto tempo impiegano gli elateridi per completare il loro ciclo vitale?
    Il ciclo di vita degli elateridi è piuttosto lungo. Le larve rimangono nel sottosuolo per un periodo esteso, che può durare dai tre ai quattro anni, nutrendosi di radici e bulbi durante questa fase. Solo nella fase adulta, dopo aver completato lo sviluppo larvale, emergono brevemente per accoppiarsi e deporre le uova bianche nel terreno. Questa lunga permanenza allo stadio larvale rende difficile eradicarli rapidamente, rendendo cruciale un approccio preventivo e costante nel tempo.