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Materiali per il giardino

Concimi chimici

Articolo sui concimi chimici, sulle loro caratteristiche, sui loro vantaggi e svantaggi, sui loro prezzi e su dove comprarli.

di Redazione

10 giugno 2012

Cos'è:

Quando ci si occupa di piante bisogna tener presente che si tratta di veri e propri esseri viventi, e in quanto tali, essi hanno delle specifiche esigenze di vario tipo: circa la temperatura dell’ ambiente, circa la sua umidità, circa il terriccio utilizzato, circa la quantità di acqua o di luce solare ecc ecc. Tutte queste necessità devono essere necessariamente soddisfatte, almeno se si vuole garantire al vegetale un’ ottima salute, e non bisogna dimenticare che una pianta, per essere generosa nella produzione, e quindi anche di una certa bellezza e di un certo valore ornamentale, deve essere anche ben curata. Per vivere bene, in genere la pianta ha bisogno dei classici accorgimenti, che sono i seguenti: una buona posizione che assecondi la sua esigenza in materia di luce, umidità e temperatura, una buona fertilizzazione del terreno prima della messa a dimora, delle annaffiature in grado di sopperire al fabbisogno di acqua della pianta, delle concimazioni per aiutare la pianta durante le sue fasi di crescita e di produzione, una potatura per fare in modo che il vegetale sia privo di elementi dannosi o comunque inutili, un’ accurata prevenzione e cura di malattie e infestazioni . Ovviamente, per fare in modo che tutte queste operazioni siano giustamente eseguite, non bisogna seguire i propri tempi, ovvero non bisogna operare soltanto quando se ne ha voglia, perché i ritmi biologici delle piante sono, ovviamente, completamente indipendenti dalla volontà del loro “padrone”. Pertanto, è necessario che, una volta acquistata la pianta, ci si dedichi ad essa con costanza e attenzione, evitando qualsiasi trauma o problema alla pianta, prevenendo malattie, infezioni, deformazioni o infestazioni e facendo in modo che essa abbia tutto il necessario di cui necessita per vivere e per essere in ottima forma. Per questo si consiglia sempre di scegliere di coltivare una pianta soltanto quando si ha una forte passione per esse e , soprattutto, quando si è sicuri che si avrà il tempo e la disponibilità per curarle come si deve. Altrimenti, ne risentirà la salute della pianta, la sua produzione di foglie, fiori o eventuali frutti, e ovviamente sarà inevitabilmente compromesso il suo valore ornamentale, perché è indiscutibile il fatto che una pianta sia anche molto bella da vedere, ma si sa bene che quando essa è malata tali segni si manifestano anche esteriormente. Per quanto riguarda la concimazione, si tratta di una fase molto importante, che ha lo scopo di dare alla pianta tutti gli elementi nutritivi di cui essa necessita nella fase della produzione. E’ vero che le piante sintetizzano, grazie alla fotosintesi clorofilliana, tutte le sostanze nutritive che sono necessarie per il loro sostentamento , e ne conservano per garantire una discreta sopravvivenza della pianta anche quando questa ne avrà più bisogno o quando, per un determinato periodo di tempo, non potrà effettuare la sintesi. Tuttavia, è uso di un buon coltivatore, “aiutare” la pianta durante le fasi della produzione in modo da incentivarla a produrre maggiormente e, magari, più in fretta di quanto ha previsto madre natura. Spesso,poi, la concimazione ha lo scopo di fare in modo di rendere il terreno una vera e propria dimora del vegetale, dalla quale, però, quest’ ultimo possa attingere anche il nutrimento. In poche parole, quando il terreno è usurato e andrebbe cambiato, con la concimazione è possibile aspettare ancora un po’ prima dell’ effettivo rinvaso, che risulta comunque inevitabile, anche se posticipato. Degli elementi nutritivi che vengono somministrati alle piante, si può fare una distinzione in base all’ essenzialità. Secondo questo criterio, è possibile distinguerli in “essenziali per tutte le specie vegetali”, “essenziali per alcune specie” e “non essenziali”. Tra tutti, questi ultimi in genere vengono assorbiti dalle piante ma non hanno alcuna funzione, a parte poi alcuni elementi, come ad esempio il piombo, il mercurio e il cadmio, che sono chiamati metalli pesanti e che vengono assorbiti dalle piante se presenti accidentalmente nel suolo, magari a causa dell’ inquinamento, e che, una volta entrati a far parte dei tessuti vegetali, svolgono un’ azione tossica sia per gli uomini che per gli animali che li ingeriscono. Per quanto riguarda gli elementi essenziali, invece, questi sono:l’ azoto, il fosforo, il potassio, il calcio, lo zolfo, il magnesio, il cloro, il ferro, ilrame,lo zinco, il manganese, il boro, il molibdeno, il carbonio, l’ ossigeno e l’ idrogeno, anche se gli ultimi tre non sono considerati come elementi nutritivi. Per quanto riguarda gli elementi essenziali sono per alcune piante, invece, vi sono: il sodio, il selenio, il silicio, il cobalto, lo iodio e il vanadio, e, come dice il loro stesso nome, sono importanti soltanto per alcune specie. Quando ci si occupa di piante bisogna tener presente che si tratta di veri e propri esseri viventi, e in quanto tali, essi hanno delle specifiche esigenze di vario tipo: circa la temperatura dell’ ambiente, circa la sua umidità, circa il terriccio utilizzato, circa la quantità di acqua o di luce solare ecc ecc. Tutte queste necessità devono essere necessariamente soddisfatte, almeno se si vuole garantire al vegetale un’ ottima salute, e non bisogna dimenticare che una pianta, per essere generosa nella produzione, e quindi anche di una certa bellezza e di un certo valore ornamentale, deve essere anche ben curata. Per vivere bene, in genere la pianta ha bisogno dei classici accorgimenti, che sono i seguenti: una buona posizione che assecondi la sua esigenza in materia di luce, umidità e temperatura, una buona fertilizzazione del terreno prima della messa a dimora, delle annaffiature in grado di sopperire al fabbisogno di acqua della pianta, delle concimazioni per aiutare la pianta durante le sue fasi di crescita e di produzione, una potatura per fare in modo che il vegetale sia privo di elementi dannosi o comunque inutili, un’ accurata prevenzione e cura di malattie e infestazioni . Ovviamente, per fare in modo che tutte queste operazioni siano giustamente eseguite, non bisogna seguire i propri tempi, ovvero non bisogna operare soltanto quando se ne ha voglia, perché i ritmi biologici delle piante sono, ovviamente, completamente indipendenti dalla volontà del loro “padrone”. Pertanto, è necessario che, una volta acquistata la pianta, ci si dedichi ad essa con costanza e attenzione, evitando qualsiasi trauma o problema alla pianta, prevenendo malattie, infezioni, deformazioni o infestazioni e facendo in modo che essa abbia tutto il necessario di cui necessita per vivere e per essere in ottima forma. Per questo si consiglia sempre di scegliere di coltivare una pianta soltanto quando si ha una forte passione per esse e , soprattutto, quando si è sicuri che si avrà il tempo e la disponibilità per curarle come si deve. Altrimenti, ne risentirà la salute della pianta, la sua produzione di foglie, fiori o eventuali frutti, e ovviamente sarà inevitabilmente compromesso il suo valore ornamentale, perché è indiscutibile il fatto che una pianta sia anche molto bella da vedere, ma si sa bene che quando essa è malata tali segni si manifestano anche esteriormente. Per quanto riguarda la concimazione, si tratta di una fase molto importante, che ha lo scopo di dare alla pianta tutti gli elementi nutritivi di cui essa necessita nella fase della produzione. E’ vero che le piante sintetizzano, grazie alla fotosintesi clorofilliana, tutte le sostanze nutritive che sono necessarie per il loro sostentamento , e ne conservano per garantire una discreta sopravvivenza della pianta anche quando questa ne avrà più bisogno o quando, per un determinato periodo di tempo, non potrà effettuare la sintesi. Tuttavia, è uso di un buon coltivatore, “aiutare” la pianta durante le fasi della produzione in modo da incentivarla a produrre maggiormente e, magari, più in fretta di quanto ha previsto madre natura. Spesso,poi, la concimazione ha lo scopo di fare in modo di rendere il terreno una vera e propria dimora del vegetale, dalla quale, però, quest’ ultimo possa attingere anche il nutrimento. In poche parole, quando il terreno è usurato e andrebbe cambiato, con la concimazione è possibile aspettare ancora un po’ prima dell’ effettivo rinvaso, che risulta comunque inevitabile, anche se posticipato. Degli elementi nutritivi che vengono somministrati alle piante, si può fare una distinzione in base all’ essenzialità. Secondo questo criterio, è possibile distinguerli in “essenziali per tutte le specie vegetali”, “essenziali per alcune specie” e “non essenziali”. Tra tutti, questi ultimi in genere vengono assorbiti dalle piante ma non hanno alcuna funzione, a parte poi alcuni elementi, come ad esempio il piombo, il mercurio e il cadmio, che sono chiamati metalli pesanti e che vengono assorbiti dalle piante se presenti accidentalmente nel suolo, magari a causa dell’ inquinamento, e che, una volta entrati a far parte dei tessuti vegetali, svolgono un’ azione tossica sia per gli uomini che per gli animali che li ingeriscono. Per quanto riguarda gli elementi essenziali, invece, questi sono:l’ azoto, il fosforo, il potassio, il calcio, lo zolfo, il magnesio, il cloro, il ferro, ilrame,lo zinco, il manganese, il boro, il molibdeno, il carbonio, l’ ossigeno e l’ idrogeno, anche se gli ultimi tre non sono considerati come elementi nutritivi. Per quanto riguarda gli elementi essenziali sono per alcune piante, invece, vi sono: il sodio, il selenio, il silicio, il cobalto, lo iodio e il vanadio, e, come dice il loro stesso nome, sono importanti soltanto per alcune specie.

Caratteristiche:

Esistono, in natura, due tipi di concimazione. La prima è quella che avviene per mezzo di prodotti naturali, magari ottenuti dal compostaggio, ovvero tramite la decomposizione naturale di alcuni elementi reperibili in natura, come ad esempio le bucce delle banane. La seconda, invece, è quella chimica, ovvero messa in atto non con prodotti diorigine naturale bensì creati all’ interno delle industrie. Per quanto riguarda questa particolare tipologia di concimazione, bisogna dire in primis che i concimi chimici, chiamati ance concimi minerali, sono dei prodotti delle industrie che hanno lo scopo di fertilizzare il terreno e pertanto hanno al loro interno tutti gli elementi nutritivi di cui le piante hanno bisogno in modo bilanciato, o per meglio dire, idoneo, al tipo di coltura che il concime è destinato ad “aiutare”, se così si può dire. Pertanto, è possibile reperire varie tipologie di concimi chimici: alcuni sono ricchi di fosforo, quindi molto idonei per incentivare la crescita delle radici, altri sono invece ricchi di azoto, importanti invece per la massa fogliare e quindi per le chiome degli alberi o anche per i manti erbosi, altri sono super-muniti di fosfati, quindi aiutano le piante da fiori nella loro crescita, altri ancora posseggono una notevole parte di potassio, quindi sono particolarmente adatti per la fioritura o la fruttificazione ecc ecc. Bisogna anche fare una netta distinzione fra concimi chimici composti e concimi chimici semplici. I concimi chimici composti,infatti, sono quelli in cui sono contenuti più elementi fertilizzanti, mentre quelli semplici sono quelli che contengono un solo elemento fertilizzante. Ovviamente, per determinare se un concime chimico è semplice o composto bisogna tener conto della percentuale in cui sono presenti tutti gli elementi, che è possibile notare sulla confezione. Al di la di queste divisioni, la vera caratteristica dei concimi chimici,però, sta nel fatto che si tratta di prodotti realizzati industrialmente, e non con prodotti naturalim, e ovviamente dipende proprio da questo il fatto che si tratti comunque di concimi che, a lungo andare, potrebbero causare dei problemi alle culture, in particolare alla qualità dei prodotti e al loro sapore, ma che potrebbero compromettere anche la salute della pianta e di chi ne ingerisce i frutti. Si tratta, quindi, di concimi a cui è meglio ricorrere soltanto raramente, preferendo sempre il metodo naturale, che non può far male, e che non delude mai.

Vantaggi e svantaggi:

Come tutte le cose di questo mondo, ovviamente anche i concimi chimici hanno i loro vantaggi come i loro svantaggi. E’ bene conoscere a fondo i pro e i contro di questi concimi, in quanto si tratta di materiali che potrebbero seriamente creare dei problemi alle proprie coltivazioni, cosa che ovviamente è sempre bene evitare. Per farlo, non c’è modo migliore che agire tramite la prevenzione. Per quanto riguarda i vantaggi che si possono riscontrare utilizzando dei concimi chimici, sicuramente uno è quello della facile reperibilità. Essi, infatti, possono essere facilmente reperiti presso vivai o negozi che si occupano della vendita di articoli per il giardinaggio, come ad esempio brico o leroy melin, e possono essere comperati e somministrati alla pianta in modo molto comodo, facile e veloce, in poco tempo e senza troppa fatica. Quelli naturali, invece, richiedono molto più tempo per quanto riguarda la preparazione, se si decide di fabbricarli in casa tramite la comune tecnica del compostaggio, o più fatica per quanto riguarda la reperibilità, perché si tratta comunque di prodotti molto meno comuni sugli scaffali dei negozi suddetti. Inoltre, essendo i concimi chimici venduti in appositi contenitori, è anche molto più semplice il dosaggio, mentre per quelli naturali le dosi da somministrare devono essere decise ad intuito o sotto consiglio, ma comunque con un margine di errore. Tuttavia è comunque innegabile che la fertilizzazione avvenuta tramite stallatico maturo, in particolare per piante destinate alla produzione di frutta, verdura e ortaggi in genere, assicura una genuinità dei prodotti sicuramente di gran lunga superiori ai concimi chimici, che comunque possono creare dei problemi proprio per quanto riguarda gli equilibri biologici delle piante e la loro produzione. Come se non bastasse, bisogna anche considerare che l’ impiego continuo di concime chimico “impigrisce” il terriccio, che non ha così nessuno stimolo a ricostruire spontaneamente la propria fertilità.

Prezzi:

Come già detto prima, i concimi chimici sono di facile reperibilità e possono essere trovati sugli scaffali di tutti i negozi che si occupano della vendita di prodotti per il giardinaggio, come piante, semi, forbici da potatura ecc ecc, quali ad esempio brico o leroy melin, ma in genere possono essere richiesti anche presso il proprio vivaio di fiducia. Il consiglio è ovviamente quello di informarsi o di farsi consigliare da un esperto su quale sia il principio di cui la pianta in quel determinato momento ha bisogno e comperare un concime che rispetti tale necessità. Per quanto riguarda i prezzi, bisogna considerare che in genere i concimi chimici vengono venduti ad un prezzo minimo di 25 euro al quintale e massimo di 50 euro, e tale prezzo ovviamente varia in base alla composizione. Per un concime bilanciato (15-15-15) in genere il prezzo si aggira intorno ai 30-35 euro.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi nell'utilizzo dei concimi chimici rispetto a quelli naturali?
    Il vantaggio principale dei concimi chimici è la immediata reperibilità e facilità d'uso. A differenza dei concimi organici che spesso richiedono lunghi tempi di compostaggio domestico o faticose ricerche per essere trovati nei negozi, i fertilizzanti minerali sono ampiamente disponibili in vivai, garden center e supermercati. Inoltre, la confezione standardizzata permette un dosaggio preciso e immediato, riducendo il rischio di errori legati all'intuito necessari per gestire prodotti naturali come lo stallatico. Questa praticità li rende ideali per chi cerca interventi rapidi e mirati senza dover preparare autonomamente i nutrienti.
  • In quali casi specifici è consigliata la concimazione chimica e come si scelgono i nutrienti giusti?
    La concimazione chimica va scelta in base all'obiettivo produttivo della pianta. Se si desidera stimolare la crescita radicale, si optano per concimi ricchi di fosforo; per favorire lo sviluppo della chioma e delle foglie, si scelgono quelli azotati; per incentivare la fioritura e la fruttificazione, servono formulazioni ricche di potassio. È fondamentale distinguere tra concimi semplici (un solo elemento) e composti (più elementi). La lettura attenta della percentuale riportata sulla confezione permette di selezionare il prodotto specifico adatto alla fase fenologica della pianta, garantendo un apporto nutrizionale bilanciato e mirato.
  • I concimi chimici comportano rischi per la salute umana e ambientale?
    Sì, l'uso eccessivo o prolungato di concimi chimici può presentare criticità. Possono alterare gli equilibri biologici del suolo e, soprattutto nelle produzioni alimentari (frutta e verdura), possono compromettere la genuinità del prodotto finale, influenzandone sapore e qualità. Inoltre, l'accumulo di certi sali minerali nel terreno può danneggiare la struttura stessa del substrato nel lungo termine. È quindi raccomandato un uso moderato e saltuario, preferendo sempre metodi naturali quando possibile, per evitare accumuli tossici e preservare la salute dell'ecosistema circostante e del consumatore.
  • Cosa distingue i concimi chimici da quelli naturali e quali elementi contengono?
    La differenza sostanziale risiede nell'origine: i concimi chimici (o minerali) sono prodotti industriali sintetizzati per contenere elementi nutritivi essenziali in forme prontamente assimilabili, mentre quelli naturali derivano da processi di decomposizione biologica (compostaggio). Entrambi forniscono macroelementi come Azoto, Fosforo e Potassio, oltre a microelementi come Ferro, Zinco e Magnesio. Tuttavia, i concimi chimici offrono una concentrazione precisa e controllata di questi nutrienti, permettendo interventi mirati, a differenza dei naturali che agiscono anche migliorando la struttura fisica del terreno nel tempo.

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