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Interventi di manutenzione

Aggiornato il 25 ottobre 20133 capitoli5 domande frequenti
Caratteristiche principali

Caratteristiche principali

Gli interventi di manutenzione edilizia per la legislazione italiana sottintendono tutte quelle opere atte a modificare un edificio preesistente. Le normative atte a regolare questa tipologia di interventi vengono definite dall’articolo 3 del DPR numero 380 del 2001 chiamato anche testo unico per l’edilizia. La normativa classifica nel dettaglio gli interventi di manutenzione e specifica bene la differenza che intercorre fra gli interventi di manutenzione ordinaria e quelli di manutenzione straordinaria.

Interventi di manutenzione ordinaria

Possono essere considerati interventi di manutenzione ordinaria quelli relativi alle riparazioni, alla sostituzione di finiture deteriorate o relativi al rinnovamento o all’integrazione degli impianti preesistenti. In linea di massima quando si ci riferisce agli interventi di manutenzione in termini di detrazioni fiscali si parla di interventi di ristrutturazione anche se le norme edilizie fanno una distinzione piuttosto netta fra le varie tipologie di interventi. Quelli soggetti alle detrazioni vengono specificati nel dettaglio dall’articolo numero 3 all’interno del Testo Unico per l’Edilizia. Gli interventi di manutenzione ordinaria comprendono quelli fatti sulla facciata degli edifici come ad esempio la tinteggiatura oppure il rifacimento degli intonaci. Vengono considerati alla stessa stregua anche la sostituzione o la riparazione dei serramenti quali porta, portoni d’ingresso e finestre nonché vetrine dei negozi ma è necessario non cambiare il loro aspetto in maniera drastica ad esempio tinteggiandole con altri colori altrimenti l’intervento cambia nomenclatura e non si potrà ottenere alcun sgravio di natura fiscale. Infine è possibile classificare come intervento di manutenzione ordinaria anche la sistemazione degli spazi verdi e il rifacimento delle pavimentazioni esterne di portici, cortili o terrazze e balconi. La manutenzione ordinaria viene considerata come un’attività edilizia libera e per questo motivo non è necessario richiedere al comune di residenza il relativo titolo abitativo. Ovviamente se si interviene sulla facciata di un edificio è opportuno verificare che non ci siano vincoli particolari ai quali sottostare come ad esempio il piano del colore oramai adottato dalla maggior parte delle amministrazioni comunali. Anche se gli interventi sono di piccola entità è obbligatorio rispettare tutte le misure di sicurezza e comunicare alla Asl di competenza, se richiesto, tutti i dispositivi di tutela che si intende adottare.

Interventi di manutenzione straordinaria

Sono definibili come interventi di manutenzione straordinaria tutti quei lavori necessari per sostituire delle parti strutturali, per rinnovarle o i lavori messi in atto per integrare impianti e servizi igienici preesistenti. Questi interventi vengono definiti nel dettaglio alla lettera b del comma terzo come opere e modifiche indispensabili per sostituire o rinnovare parte degli edifici già in essere purché non vengano alterati i volumi o le superfici delle unità immobiliari e non ci siano modifiche relative alle varie destinazioni d’uso. Questi interventi possono essere eseguiti esternamente agli edifici e comprendono la sostituzione dei serramenti con altre tipologie diverse da quelle già esistenti o la realizzazione di ringhiere, recinzioni o cancellate più o meno grandi. Inoltre sono contemplate anche le aperture realizzate per la collocazione di nuove finestre o porte o la realizzazione di nuovi spazi verdi attigui all’abitazione. Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria delle parti interne possono essere relative al consolidamento statico delle strutture dell’edificio o addirittura la vera e propria sostituzione dei solai nonché il rifacimento delle scale o delle rampe. È possibile anche sostituire totalmente i tramezzi interni modificando gli schemi distributivi purché non vengano alterate ne’ e superfici ne’ i volumi precedenti. Vengono considerati interventi di manutenzione straordinaria anche tutti quegli interventi relativi alla realizzazione di elementi quali scale esterne si sicurezza o ascensori e centrali termiche sia interne che esterne all’edificio in questione. Dato che gli interventi di manutenzione straordinaria prevedono una serie di interventi piuttosto importanti che possono trasformare di fatto l’edificio è necessario disporre di un progetto firmato dal tecnico abilitato. Prima dell’inizio dei lavori bisogna sempre comunicare al comune la data di inizio accompagnandola con gli elaborati e i documenti necessari.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra manutenzione ordinaria e straordinaria?
    La distinzione fondamentale risiede nell'impatto sull'edificio e sugli obblighi burocratici. La manutenzione ordinaria comprende interventi di ripristino, riparazione o rinnovo di finiture e impianti senza alterare volumi, superfici o destinazione d'uso; esempi includono tinteggiature, sostituzione di infissi mantenendo lo stesso stile e rifacimento pavimenti. È considerata attività edilizia libera. Al contrario, la manutenzione straordinaria prevede opere necessarie per sostituire o rinnovare parti strutturali, impianti o servizi, oppure modificare la distribuzione interna (es. tramezzi) pur mantenendo invariati volumi e superficie. Richiede sempre un progetto firmato da un tecnico abilitato e la comunicazione preventiva al Comune prima dell'inizio dei lavori.
  • Sostituire le finestre è considerato manutenzione ordinaria o straordinaria?
    La classificazione dipende dal tipo di intervento effettuato. Se si sostituiscono i serramenti mantenendone identica la struttura, l'aspetto e le caratteristiche dimensionali, l'intervento rientra nella manutenzione ordinaria. Tuttavia, diventa manutenzione straordinaria se si installano tipologie completamente diverse rispetto a quelle preesistenti, ad esempio cambiando materiale o design in modo significativo. Inoltre, la creazione di nuove aperture per finestre o porte, ovvero l'apertura di muri prima chiusi, configura sempre un intervento di manutenzione straordinaria poiché modifica la facciata e la struttura dell'immobile, richiedendo quindi autorizzazione comunale e progetto tecnico.
  • È necessaria la denuncia di inizio lavori per la manutenzione ordinaria?
    In linea generale, la manutenzione ordinaria è classificata come 'attività edilizia libera', il che significa che non richiede il rilascio di permessi specifici né la presentazione della Denuncia di Inizio Lavori (DIL) al Comune. Tuttavia, esistono eccezioni importanti da considerare. Se l'edificio è soggetto a vincoli paesaggistici, storici o artistici, potrebbero applicarsi regole diverse. Inoltre, se si interviene sulle facciate, è doveroso verificare l'esistenza del Piano del Colore locale, che impone vincoli cromatici rigorosi. Infine, indipendentemente dalla tipologia edilizia, restano sempre obbligatorie il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e, se previsto dalle normative locali, la comunicazione alla ASL riguardo ai dispositivi di tutela adottati durante i cantieri.
  • Cosa include esattamente la manutenzione straordinaria delle parti interne?
    La manutenzione straordinaria interna riguarda interventi strutturali e redistributivi significativi. Include il consolidamento statico delle strutture portanti, la sostituzione totale dei solai e il rifacimento completo delle scale o delle rampe interne. È altresì contemplata la modifica degli schemi distributivi mediante la sostituzione totale dei tramezzi interni, a patto che non vengano alterati i volumi totali o le superfici calpestabili dell'unità immobiliare. Qualsiasi intervento che modifichi la configurazione spaziale oltre il semplice rinnovo superficiale rientra in questa categoria, rendendo indispensabile la redazione di un progetto esecutivo firmata da un professionista abilitato e la successiva comunicazione al Comune prima dell'avvio delle operazioni.
  • Le detrazioni fiscali si applicano solo alla manutenzione straordinaria?
    No, le detrazioni fiscali non sono limitate esclusivamente alla manutenzione straordinaria. Sebbene spesso si parli genericamente di 'ristrutturazione' per accedere agli sgravi, la normativa distingue chiaramente le voci. Molti interventi di manutenzione ordinaria possono beneficiare di agevolazioni fiscali specifiche, a condizione che rientrino nelle categorie previste dalla legge. Ad esempio, la sostituzione di serramenti, il rinnovo di intonaci e la sistemazione di spazi verdi esterni possono qualificarsi per determinate detrazioni, purché rispettino i requisiti tecnici e documentali richiesti. È fondamentale consultare le normative vigenti e il proprio commercialista per verificare quale voce di spesa (ordinaria o straordinaria) permette di accedere allo sgravio d'imposta desiderato, evitando confusione terminologica.

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