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Arredamento · Restauro

Restauro mobili fai da te

Aggiornato il 06 giugno 20133 capitoli5 domande frequenti
Esistono tecniche di tutti i tipi e di tutti i costi per un buon restauro

Spesso al restauro si rinuncia: ecco come risparmiare

Quando si parla di restauro di mobili è oggettivo che stiamo parlando di qualcosa che può essere considerato come un intervento in optional. O meglio come qualcosa che, nella larga maggioranza dei casi, si può mettere tra parentesi lasciando che siano altre le priorità cui badare all’interno della propria abitazione soprattutto in periodi di forte crisi come questo che il nostro Paese sta vivendo già da un po’. Tutto ciò ci spinge ad aiutare il nostro lettore a rendere possibile il restauro di base dei propri mobili di casa senza andare incontro a delle grosse spese, o, nei fatti, a preventivi di spesa talmente alti dal distogliere sul nascere ogni velleità di chi volesse portare i propri mobili a restaurare. Il nostro tentativo si concretizza in questo modo: il restauro dei mobili è possibile farlo a casa propria e da soli senza dover per forza ricorrere alla consulenza (pagata per forza di cose) dell’esperto di turno.

Come procedere ad un restauro dei mobili fatto in casa: cosa devi sapere

La prima considerazione da fare in merito alle tecniche di restauro dei mobili fai da te è un chiarimento di fondo: ci sono alcune condizioni in cui non si può provvedere col fai date o per il pregio elevatissimo dei materiali contenuti nel mobile preso in considerazione o per le condizioni troppo malandate del pezzo d’arredamento. E, in tal caso, l’unica soluzione che possiamo offrire al nostro lettore è quello di scegliere con la cura del caso l’esperto o l’esercizio commerciale cui rivolgersi. Ma, nella larga maggioranza dei casi, basta conoscere poche regole di base necessarie per poter restaurare da soli i propri mobili. Innanzitutto, per esempio, bisogna sapere in che cosa consistono le principali tecniche di restauro dei mobili di casa: innanzitutto la pulizia completa, poi la fase della sverniciatura, il trattamento antitarli e poi le fasi di ricostruzione e stoccaggio fino alla rifinitura finale.

Dalla pulizia alla sverniciatura fino ai trattamenti specifici: cosa non devi sbagliare

A conti fatti il primo passo per un buon trattamento di restauro dei mobili di casa consiste essenzialmente in un’accurata pulizia che vada a combattere gli effetti delle muffe che verosimilmente si sono accumulate negli anni sul pezzo d’arredamento che abbiamo deciso di affrontare per primo. Il prodotto da usare in questa fase è un decerante che si cosparge o con un pennello o con uno straccio con la raccomandazione di non entrare nelle fessure altrimenti c’è il pericolo che il decerante sciolga la colla all’interno del mobile. Allo stesso modo si userà in un secondo momento lo sverniciante con le stesse accortezze del caso ma con dei tempi tecnici necessari: tra applicazione e risciacquo almeno 30-45 minuti dovranno passare. Per quanto riguarda infine il trattamento anti tarli non si tratta di un’operazione difficile ma occorre la giusta dose di pazienza in quanto i tarli tendono a lasciare nei nostri mobili fori e intercapedini molto profonde e per questo occorre usare una siringa vera e propria per il prodotto anti tarli.

Domande frequenti

  • È sicuro usare svernicianti e deceranti sui mobili antichi o di valore?
    Attenzione: se il mobile ha un pregio storico o artistico elevato, il fai-da-te è sconsigliato perché i prodotti chimici aggressivi potrebbero alterare irreversibilmente la patina originale o danneggiare legni pregiati. In questi casi, affidarsi a un restauratore professionista è l'unica scelta sicura. Per i mobili comuni o di uso quotidiano, invece, puoi procedere autonomamente seguendo attentamente le istruzioni del produttore. Ricorda sempre di lavorare in ambienti ben ventilati e di proteggere pelle e occhi con guanti e mascherine, poiché questi prodotti rilasciano vapori nocivi durante l'applicazione.
  • Come evitare di sciogliere la colla vecchia durante la pulizia?
    Il rischio principale durante la fase di deceratura è che il prodotto penetri nelle giunzioni interne, ammorbidendo o sciogliendo la colla animale utilizzata nelle costruzioni tradizionali. Per evitarlo, applica il decerante solo sulla superficie esterna usando un pennello morbido o uno straccio, facendo molta attenzione a non insistere sulle fessure e sugli incastri. Se noti che la colla sta cedendo, interrompi subito l'operazione. L'obiettivo è rimuovere lo sporco superficiale senza disturbare la struttura interna del mobile, preservandone l'integrità meccanica.
  • Quanto tempo devo aspettare prima di risciacquare lo sverniciante?
    Per un'efficace rimozione della vernice vecchia, è fondamentale rispettare i tempi tecnici indicati dal produttore, che generalmente richiedono un'attesa minima di 30-45 minuti tra l'applicazione dello sverniciante e il successivo risciacquo o raschiatura. Questo intervallo permette al prodotto chimico di agire penetrando negli strati di vernice, ammorbidendoli sufficientemente da facilitarne la rimozione senza danneggiare il legno sottostante. Non affrettare mai questa fase: controllare periodicamente se la vernice si solleva facilmente evita di dover ripetere l'operazione più volte, risparmiando tempo e proteggendo il mobile.
  • Qual è il metodo migliore per trattare i tarli nei mobili?
    I tarli scavano gallerie profonde e complesse all'interno del legno, rendendo inefficaci le semplici spruzzature superficiali. Il metodo più efficace per il fai-da-te consiste nell'utilizzare una siringa senza ago per iniettare direttamente il prodotto anti-tarli all'interno dei fori visibili. Assicurati di riempire completamente ogni cavità per garantire che il principio attivo raggiunga tutte le larve. Dopo il trattamento, sigilla i fori con cera o stucco per legno per impedire l'ingresso di nuove uova. Questa procedura richiede pazienza e precisione per essere realmente risolutiva contro l'infestazione.
  • Quando è obbligatorio chiamare un professionista invece di fare da sé?
    Ci sono due situazioni principali in cui il fai-da-te va abbandonato: quando il mobile possiede un alto valore storico, artistico o economico, e quando le condizioni strutturali sono troppo compromesse. Un esperto saprà valutare se intervenire con metodi conservativi reversibili, mentre il fai-da-te rischia di svalutare il pezzo. Inoltre, se il mobile presenta danni strutturali gravi, perdite di pezzi o infestazioni massive non localizzate, le competenze e gli strumenti professionali sono indispensabili per un recupero effettivo e duraturo. Valuta sempre il rapporto costo-beneficio prima di iniziare.

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