Coltivazione cavoli

Orto

Coltivazione cavoli

I cavoli sono presenti nelle coltivazioni su tutto il territorio italiano. Si tratta di un ortaggio del quale esistono molte diverse varietà, utilizzate per le più svariate ricette. Non è complicato realizzare una coltivazione in proprio di cavoli: vediamo quali sono le regole da seguire.

di Redazione

07 dicembre 2012

La semina

I cavoli sono ortaggi invernali: quello di cui hanno bisogno per lo sviluppo è dunque un clima che preveda temperature fredde. È necessario preparare bene il terreno almeno tre o quattro settimane prima della data prevista per la semina: il cavolo ha bisogno di un terreno ben drenante e ricco di elementi nutritivi. Bisogna procedere con una vangatura profonda almeno quaranta centimetri: al terreno dovrà essere unito del concime organico (letame o stallatico) e della sabbia a grana fine, allo scopo di favorire il drenaggio dell'acqua. Il cavolo è infatti particolarmente sensibile ai ristagni idrici, che porterebbero le radici a soffocare e a marcire, facendo morire tutta la pianta. Le piantine di cavolo possono essere seminate durante tutto l'anno: i semi possono essere acquistati anche nei supermercati, e di solito sono disponibili nelle diverse varietà. Il cavolo si può seminare direttamente in campo oppure nel semenzaio, per poi trasferire le piantine nel terreno. Nel primo caso è sufficiente scavare delle buche profonde alcuni centimetri e sistemarvi due o tre semi, per poi ricoprire la buca con terriccio umido. Nel caso in cui si voglia usare un semenzaio, basta spargere i semi sul terriccio, per poi coprirli con un leggero strato di terra e annaffiarli leggermente. Quando le piantine saranno germogliate e avranno raggiunto un'altezza di circa dieci centimetri, si possono trasferire nel terreno vangato e concimato, sistemandole a una distanza l'una dall'altra di almeno quaranta centimetri: stessa distanza da utilizzare fra le diverse file. Il cavolo può essere coltivato anche in vaso: bisogna però tener presente che questo tipo di ortaggi ha bisogno di un ampio spazio per potersi sviluppare bene. Se vogliamo tentare, possiamo comunque procurarci dei vasi di terracotta, che sia largo e profondo almeno mezzo metro. In questo caso, il drenaggio risulterà particolarmente importante: è consigliabile sistemare della ghiaia sul fondo del vaso per favorire il deflusso dell'acqua.

La crescita

Il cavolo ha bisogno di molti elementi nutritivi per crescere bene, ma se il terreno è stato preparato a dovere prima della semina o del trapianto, non sarà sufficiente procedere a ulteriori fertilizzazioni. Periodicamente, sarà necessario eliminare le erbacce infestanti che cresceranno fra i cavoli, aiutandoci con un rastrello (che ha anche lo scopo di smuovere le zolle di terra e arieggiarle). Le erbacce potrebbero infatti sottrarre elementi nutritivi ai cavoli, e essere un veicolo per funghi e parassiti. Si può anche intervenire con la cosiddetta "pacciamatura": si tratta di un'operazione che prevede la sistemazione di paglia sul terreno fra le piante, per evitare la nascita delle erbacce. Per quanto riguarda l'irrigazione, sarà necessario intervenire quando il terreno sarà asciutto: nei mesi invernali possono rivelarsi sufficienti anche le piogge naturali, e sarà necessario intervenire per annaffiare i cavoli solo in caso di prolungata siccità. In ogni caso, bisognerà prestare attenzione a non inzuppare mai il terreno con l'acqua e a non creare pozze e ristagni, che potrebbero rivelarsi fatali per le piantine. Nella coltivazione del cavolo può rendersi necessario anche un altro intervento, chiamato "rincalzatura": lo si fa solitamente quando la pianta sporge troppo dal terreno, e ha lo scopo di proteggere le radici e il fusto dal freddo. Si tratta semplicemente di accumulare terriccio nuovo alla base delle piante, che può essere protetta anche con del tessuto apposito. In questo modo, anche in caso di gelate particolarmente consistenti, le radici dei cavoli saranno ben protette.

La raccolta

La raccolta dei cavoli deve essere fatta quando la pianta è completamente formata (saranno necessari almeno quattro mesi dalla semina). Per la varietà del cavolo cappuccio (la più diffusa) bisognerà raccogliere le piante quando l'interno sarà ancora chiuso. Per quanto riguarda invece il cavolfiore (anch'esso molto consumato sulle nostre tavole), si potrà raccogliere quando i cavoli presenteranno il classico fiore bianco: fate attenzione a tagliare il cavolo comprendendo anche le foglie verdi, che hanno lo scopo di proteggere il fiore all'interno. Una volta raccolti, i cavoli devono essere utilizzati entro pochi giorni: si raccomanda di conservarli in frigorifero, dove si manterranno per una decina di giorni circa. Nel caso in cui si siano effettuati più interventi di semina nel corso dei mesi, si potranno avere raccolti per tutto l'arco dell'anno.

Le malattie

Oltre al ristagno idrico, il cavolo è minacciato anche da altri insetti e parassiti, fra cui la temuta "cavolaia". Si tratta della larva di una farfalla che si nutre delle foglie di questi ortaggi. La farfalla depone le uova alla base delle piante: è necessario controllare periodicamente i nostri cavoli, per poter rimuovere le uova non appena se ne noti la presenza (nel caso in cui si arrivi troppo tardi, bisognerà comunque eliminare le larve). In alternativa, si potranno utilizzare dei prodotti appositi, che si trovano in commercio nei negozi specializzati. I cavoli sono anche attaccati dalla temuta "ernia del cavolo": si tratta di un fungo che penetra all'interno dell'ortaggio e fa rigonfiare le foglie. Anche in questo caso, bisogna controllare periodicamente le piante, per poter intervenire subito.

Domande frequenti

  • Come devo preparare il terreno prima di seminare i cavoli?
    Per una coltivazione riuscita, prepara il terreno con tre o quattro settimane di anticipo eseguendo una vangatura profonda almeno 40 cm. Aggiungi letame maturo o stallatico per arricchire il suolo di nutrienti e incorpora sabbia a grana fine: questa aggiunta è cruciale perché i cavoli temono i ristagni idrici che causano il marciume radicale. Il substrato deve essere ben drenante e fertile. Se coltivi in vaso, utilizza contenitori larghi e profondi almeno 50 cm, inserendo uno strato di ghiaia sul fondo per garantire un corretto deflusso dell'acqua.
  • Quali sono le distanze corrette tra le piante di cavolo?
    Quando trasferisci le piantine nel terreno definitivo, assicurati di rispettare spazi adeguati per permettere lo sviluppo completo della pianta. Posiziona le piantine ad almeno 40 centimetri di distanza l'una dall'altra sulla stessa fila. Mantieni la stessa distanza di 40 centimetri anche tra le file adiacenti. Questo margine evita la competizione per luce, acqua e nutrienti, riducendo inoltre il rischio di proliferazione di funghi e parassiti dovuti al ristagno d'aria tra le foglie.
  • Quanto spesso devo irrigare i cavoli?
    L'irrigazione deve essere regolare ma mai eccessiva, intervenendo solo quando il terreno risulta asciutto. Durante i mesi invernali, le precipitazioni naturali sono spesso sufficienti; aggiungi acqua solo in caso di prolungata siccità. Fai estrema attenzione a non creare pozze o ristagni: i cavoli sono molto sensibili all'eccesso di umidità nel suolo, che porta rapidamente al soffocamento delle radici e alla morte della pianta. Un buon drenaggio è essenziale tanto quanto la quantità d'acqua fornita.
  • Cosa sono la rincalzatura e la pacciamatura e quando si applicano?
    La pacciamatura consiste nel coprire il terreno intorno alle piante con paglia: questa tecnica inibisce la crescita delle erbacce che sottraggono nutrienti e riduce la necessità di sarchiature. La rincalzatura, invece, consiste nell'accumulare terriccio fresco alla base del fusto quando la pianta cresce troppo. Si esegue principalmente per proteggere radici e fusto dalle gelate invernali. Entrambe le pratiche migliorano la salute della pianta, la prima limitando la concorrenza delle infestanti, la seconda offrendo protezione termica contro il freddo intenso.
  • Come riconosco e gestisco la cavolaia e l'ernia del cavolo?
    La cavolaia è una farfalla le cui larve divorano le foglie. Controlla regolarmente la base delle piante per rimuovere le uova deposte dalle femmine; se le larve sono già presenti, eliminale manualmente o usa prodotti specifici autorizzati. L'ernia del cavolo è una malattia fungina che causa rigonfiamenti anomali sulle foglie e sulle radici. La prevenzione è chiave: evita terreni troppo umidi e acidi. Ispeziona le piante con costanza per intervenire tempestivamente e isolare gli esemplari infetti per prevenire la diffusione del patogeno agli altri cavoli.