bonsai serissa

Bonsai

Bonsai serissa

Tra le piante bonsai più apprezzate dagli appassionati c'è da sempre la Serissa. A causa dei tipici solchi che presenta sul tronco, dà l'idea di essere più vecchia e quindi propone un'immagine diversa rispetto agli altri bonsai.

di Redazione

07 dicembre 2012

Bonsai serissa

Tra le piante bonsai più apprezzate dagli appassionati c'è da sempre la Serissa. A causa dei tipici solchi che presenta sul tronco, dà l'idea di essere più vecchia e quindi propone un'immagine diversa rispetto agli altri bonsai.

Caratteristiche generali dell'arbusto sempreverde denominato Serissa

Il genere Serissa viene classificato nella famiglia delle Rubiaceae, ordine Gentianales, classe Magnoliopsida, specie Serissa foetida. E' di provenienza cinese. In natura ne esistono circa 5mila varianti, a seconda del colore delle foglie (lucide, hanno varie tonalità di verde) ma in Italia essa ha cominciato a diffondersi inmisura significativa solo in tempi molto recenti. Genera fiori bianchi in abbondanza, di sicuro effetto decorativo, che a volte la fanno sembrare coperta di piccoli fiocchi di neve. Avendo dei rami naturalmente rubusti, la Serissa è molto adatta per le classiche operazioni di modellatura, che caratterizzano la cura paziente e meticolosa che viene posta alla base di ogni coltivazione di piantine denominate bonsai, cioè risultato di quella che si può considerare arte bonsaistica. E' però una pianta che mostra di non gradire frequenti spostamenti o cambi di posizione. Secondo gli esperti del settore va sistemata in un luogo molto luminoso, ma sempre evitando un'esposizione diretta o prolungata ai raggi del sole, che possono provocare seri danni all'equilibrio biologico di questo organismo vivente che ama i climi umidi e va comunque tenuta a temperature sempre superiori ai 10 gradi.

L'importanza di una corretta innaffiatura per ottenere i migliori risultati da questa pianta

Per crescere sana e forte, la Serissa ha bisogno di ricevere molta acqua. Chi desidera coltivarla deve quindi partire dal presupposto che dovrà innaffiarla spesso, con costanza, per non indebolirla, in particolar modo quando è esposta a forti venti. Questa pianta orientale, infatti, mostra scarsa resistenza alla forza del vento, che può danneggiare i suoi rami con una certa facilità. Ovviamente le stagioni nelle quali deve essere annaffiata maggiormente sono l'estate e la primavera inoltrata. Poiché è di origine cinese, non dimostra buone capacità di sopportare un freddo intenso. In inverno va quindi posta in un luogo riparato, mentre nelle altre stagioni può essere tenuta all'esterno, avendo cura di non lasciarla a lungo esposta ai raggi solari diretti. Il terriccio dove coltivare questo particolare tipo di pianta deve essere formato da sabbia (circa il 15%), terra (circa il 35%) e la fondamentale akadama (per il restante 50%). L'akadama è un preparato argilloso di origine vulcanica, molto usato nelle coltivazioni bonsaistiche, che viene raccolto nelle foreste giapponesi; viene prima riscaldata e poi polverizzata. Le operazioni di rinvaso devono effettuarsi ogni due anni, ma nel caso di Serisse più vecchie si possono fare ogni 4 anni circa. La stagione migliore per il rinvaso è l'estate. I ristagni idrici devono essere evitati con attenzione, perché nocivi.

Quando e come effettuare la potatura. Caratteristiche della fioritura

Uno dei segreti che rendono possibili i mirabili risultati della cosiddetta arte bonsaistica (o tecnica bonsai) sta nella potatura, dato che una piantina, che deve svilupparsi all'interno di un ambiente particolarmente angusto, deve necessariamente raggiungere un notevole equilibrio biologico, che deriva dalle speciali cure ricevute dal suo coltivatore-artista. Ma entriamo nei dettagli. I rami più importanti vanno potati utilizzando attrezzi che devono essere disinfettati a fondo, per non trasmettere infezioni, che sono sempre possibili. I tagli sulla Serissa vanno poi chiusi con l'apposito mastice. Il periodo più indicato per la potatura è quello primaverile. Durante il resto dell'anno si devono invece cimare i suoi germogli (eccezion fatta, ovviamente, per il periodo nel quale genera fiori). Se appassiscono, i fiori devono essere eliminati prontamente. I suoi principali nemici sono gli afidi e i micidiali ragni rossi di piccole dimensioni. In generale è però una pianta poco soggetta ad ammalarsi. Le sue foglie sono particolarmente sottili, quindi la potatura risulta facilissima. Dovrebbero essere vaporizzate con acqua distillata quasi ogni giorno al fine di mantenere un certo livello di umidità ambientale. Il concime va invece somministrato ogni 30-40 giorni, senza però eccedere nella quantità. Una curiosità: se le foglie della Serissa vengono spezzate, liberano un cattivo odore nell'aria. Per quanto riguarda la fioritura, questa avviene dal mese di marzo e si protrae fino al termine della stagione estiva. I fiori hanno cinque petali. Generalmente sono di colore bianco, ma possono essere anche rosati. La corteccia è rugosa, marrone chiaro. Questa pianta si riproduce facilmente, per taleazione e cioè con una procedura economica e davvero alla portata di tutti. Ricordiamo che la parola bonsai si compone di due parti. Bon vuol dire contenitore, mentre sai significa coltivare. E' un termine di origine giapponese, anche se pochi sanno che in realtà questa tecnica ha natali cinesi.

Domande frequenti

  • Come devo posizionare il mio Bonsai Serissa per evitare che perda le foglie?
    La Serissa è estremamente sensibile agli stress ambientali, specialmente ai cambiamenti di posizione. Una volta scelto il luogo, non spostarla più. Deve stare in una zona molto luminosa, ma mai sotto la luce diretta del sole, che brucia il fogliame. Ama i climi umidi e freschi, mantenendo sempre una temperatura superiore ai 10°C. Evita correnti d'aria fredda e venti forti, poiché la pianta li subisce male e potrebbe reagire con la caduta prematura delle foglie. Se la tieni all'esterno in estate, proteggila dai raggi cocenti; in inverno, trasferiscila in un luogo riparato e fresco.
  • Qual è il mix di terreno ideale per il rinvaso della Serissa?
    Per garantire un drenaggio perfetto ed evitare i temuti ristagni idrici, il substrato deve essere specifico per bonsai. La ricetta consigliata prevede una miscela composta per il 50% da Akadama (un'argilla vulcanica giapponese essiccata e granulata), il 35% di terra comune e il 15% di sabbia grossolana. Questo mix assicura che le radici respirino bene e non marciscano. Il rinvaso va effettuato ogni due anni per le piante giovani e ogni quattro anni per quelle più mature, preferibilmente durante l'estate, dopo aver tagliato le radici eccessivamente lunghe per favorire lo sviluppo di nuove radichette fini.
  • Quanto spesso devo annaffiare e concimare la Serissa?
    La Serissa richiede irrigazioni costanti e abbondanti, soprattutto in primavera ed estate, poiché teme la siccità. Tieni il terriccio costantemente umido ma mai zuppo: controlla quotidianamente e annaffia quando la superficie inizia ad asciugare. Per la concimazione, somministra un fertilizzante liquido bilanciato ogni 30-40 giorni durante il periodo vegetativo, riducendo o interrompendo in inverno. Attenzione a non eccedere con le dosi per non bruciare le radici. Inoltre, vaporizzare le foglie con acqua distillata quasi ogni giorno aiuta a mantenere l'umidità ambientale necessaria, simulando il suo habitat naturale umido.
  • Quando e come posso potare il mio Bonsai Serissa?
    La potatura principale si effettua in primavera, utilizzando cesoie ben affilate e disinfettate per prevenire infezioni. Taglia i rami principali secondo la forma desiderata e chiudi subito le ferite con mastice bonsai per proteggere la pianta. Durante il resto dell'anno, limita l'intervento alle cimature dei nuovi germogli per mantenere la compattezza della chioma, tranne nel periodo della fioritura. Elimina tempestivamente i fiori appassiti per stimolare una nuova produzione floreale. Le foglie sottili rendono la potatura facile, ma evita di toccare la pianta durante i periodi di stress termico o idrico.
  • Quali parassiti attaccano comunemente la Serissa e come si curano?
    Sebbene sia generalmente resistente, la Serissa può subire attacchi da afidi e ragni rossi, quest'ultimi favoriti dall'aria troppo secca. Controlla regolarmente il sottostante delle foglie: se vedi ragnatele sottili o insetti verdi/neri, interveni subito. Per i ragni rossi, aumenta l'umidità ambientale con nebulizzazioni frequenti e usa acaricidi specifici se l'infestazione è grave. Per gli afidi, puoi provare con sapone potassico o antiparassitari naturali. Mantenere la pianta sana, ben ventilata e non stressata è la miglior prevenzione. Rimuovi manualmente eventuali insetti visibili per ridurre rapidamente la popolazione infestante.