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Infissi esterni ed efficienza energetica

Gli infissi esterni e l'efficienza energetica di un edificio sono ben correlati: infatti se davvero isolanti impediscono la formazione di condensa.

di Redazione

12 febbraio 2016

Gli infissi esterni e l'efficienza energetica

Vi è uno stretto legame tra gli infissi esterni e l'efficienza energetica: infatti, se isolanti e ben strutturati, sono assolutamente funzionali per contenere i consumi energetici. In commercio ve ne sono moltissimi, il cui numero aumenta sempre più nel corso degli anni, ma vi sono anche misure per adeguare dal punto di vista strutturale i vecchi infissi e recuperarli. Per limitare i consumi energetici in casa bisogna studiare diversi aspetti progettuali, impiegando materiali isolanti e innovative soluzioni tecnologiche. In particolare vanno considerati gli infissi esterni, soprattutto quelli con grande vetrate, perché sono le superfici con la maggiore dispersione termica: infatti in inverno può raggiungere anche il 25%. Se gli infissi esterni non sono a efficienza energetica le lastre di vetro della finestra diventano convettori di aria fredda e causano il raffreddamento interno. La prova fisica è la formazione della condensa.

Infissi esterni a tenuta con vetri appositi

Per realizzare infissi esterni a efficienza energetica si possono adottare le vetrocamere, cioè doppi vetri con una camera d'aria inserita nell'intercapedine tra le due superfici. La camera d'aria può essere riempita con aria e sali deumidificanti, oppure, per un isolamento termico migliore, con gas come il kripton e l'argon. L'intercapedine ha dimensioni variabili perché, a parità della struttura portante, maggiore è la sua estensione e più si contiene la dispersione del calore. Di conseguenza, in Italia la camera d'aria ha una dimensione di 6-12 millimetri, ma nei Paesi dove le temperature sono davvero rigide si possono impiegare soluzioni con doppia vetrocamera oppure vetrocamere larghe anche 25 millimetri. Ricordatevi sempre che la dispersione di calore avviene anche tramite la struttura dell’infisso e non solo attraverso il vetro: per questo i materiali devono essere adeguati. Vi sono infissi in legno di un certo spessore e quelli in alluminio (o pvc) all'esterno e in legno all’interno.

Infissi a efficienza energetica che recuperano l'esistente

La soluzione ideale per l'efficienza energetica di un edificio è sostituire gli infissi esterni, tuttavia non sempre è possibile. Di conseguenza, si può intervenire anche su quelli già esistenti: le modalità sono diverse a seconda delle dimensioni, del tipo di infissi e dei materiali impiegati. In genere i più facili da coibentare sono quelli in legno: basta applicarvi delle guarnizioni per ottenere un buon isolamento termico senza spendere troppo. Per gli infissi in alluminio o in pvc la procedura è un po' più complicata. In certi infissi, volendo ,si può inserire anche un secondo vetro all'esterno o all'interno per raggiungere il massimo isolamento. Ad esempio, in edifici sottoposti a tutela per le leggi comunali sui beni architettonici, si può posizionare all’interno un secondo infisso a efficienza energetica. Infine c'è da tenere a mente che i costi per adeguare gli infissi già esistenti variano da caso a caso e possono essere anche consistenti: nell'eventualità che raggiungano il 70% del prezzo di un nuovo infisso è bene optare per una sostituzione.

Gli ecobonus per gli infissi a efficienza energetica

Adottare gli infissi esterni a efficienza energetica rientra all'interno delle misure previste dall'ecobonus per il miglioramento del comfort abitativo: in questo modo si potrà dedurre il 65% dei costi nell'imposta IRPEF. Per ottenere la detrazione fiscale l’intervento dovrà prevedere la sostituzione dei vecchi infissi o l'adeguamento di quelli esistenti: non si tratterà, quindi, di una nuova installazione. Gli infissi esterni delimiteranno un volume riscaldato e avranno un Uw (valore di trasmittanza termica, cioè l'entità di calore che passa attraverso l'infisso stesso) uguale o inferiore ai limiti previsti per la fascia climatica in cui sorge l'abitazione. Le fasce vanno dalla A, la zona più calda, alla F, quella più fredda: i valori sono rispettivamente 3,7 W/m²K e 1,6 W/m²K. Infine l'adozione di questi infissi serve anche per aumentare l'isolamento acustico dell'abitazione e anche il suo valore sul mercato, facendolo passare a una classe energetica più alta.

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Domande frequenti

  • Come posso capire se i miei infissi attuali stanno causando sprechi energetici?
    Un indicatore fisico immediato della scarsa efficienza degli infissi è la formazione di condensa sulle lastre di vetro durante i mesi freddi. Questo fenomeno accade quando le finestre non sono sufficientemente isolate e agiscono come convettori di aria fredda, raffreddando l'ambiente interno. Poiché le superfici vetrate rappresentano fino al 25% della dispersione termica totale di un edificio in inverno, la presenza costante di umidità sulle finestre suggerisce che il serramento non trattiene il calore adeguatamente, portando a un aumento dei consumi per il riscaldamento.
  • Qual è la differenza tecnica tra una camera d'aria piena di aria e una riempita di gas nobili?
    La tecnologia delle vetrocamere prevede un'intercapedine tra i due vetri che può essere riempita diversamente per ottimizzare l'isolamento. Mentre l'aria semplice offre una base di isolamento, l'inserimento di gas nobili come l'argon o il kripton migliora significativamente la prestazione termica grazie alla loro minore conducibilità rispetto all'aria. In Italia, la dimensione standard di questa camera varia dai 6 ai 12 millimetri; in climi molto rigidi, si preferiscono soluzioni ancora più spesse o doppie vetrocamere per massimizzare la resistenza al passaggio del calore.
  • È conveniente recuperare gli infissi esistenti invece di sostituirli completamente?
    Il recupero è una valida alternativa quando la sostituzione integrale non è possibile, ad esempio per vincoli architettonici, ma la convenienza economica dipende dal costo finale. Interventi come l'applicazione di guarnizioni sugli infissi in legno sono economici ed efficaci. Tuttavia, per alluminio o PVC, o per l'aggiunta di un secondo vetro, i costi possono salire fino al 70% del prezzo di un nuovo serramento completo. In tali casi, è spesso più razionale optare per la sostituzione immediata piuttosto che investire in un restauro costoso che potrebbe non garantire la stessa durata o efficienza futura.
  • Quali requisiti tecnici devono avere gli infissi per accedere all'Ecobonus al 65%?
    Per beneficiare della detrazione fiscale IRPEF del 65%, l'intervento deve riguardare la sostituzione o l'adeguamento di infissi esistenti, non nuove installazioni. Il requisito fondamentale è che il valore di trasmittanza termica (Uw) del nuovo serramento sia pari o inferiore ai limiti stabiliti per la specifica fascia climatica della tua abitazione. Questi limiti variano dalla fascia A (zona più calda, limite 3,7 W/m²K) alla fascia F (zona più fredda, limite 1,6 W/m²K), garantendo che l'infisso contribuisca effettivamente al risparmio energetico.
  • Gli infissi a efficienza energetica migliorano anche l'isolamento acustico?
    Sì, l'installazione di infissi ad alte prestazioni termiche comporta quasi sempre un beneficio collaterale significativo per l'isolamento acustico. La struttura complessa delle vetrocamere, specialmente quelle con camere d'aria riempite di gas o con vetri di spessore diverso, assorbe e blocca le onde sonore provenienti dall'esterno. Oltre al comfort termico e al risparmio in bolletta, questo miglioramento riduce l'inquinamento sonoro urbano, aumentando il benessere abitativo e contribuendo a innalzare la classe energetica e il valore commerciale dell'immobile.