Serra verticale: il progetto svedese
In questi giorni si parla molto di serra verticale, un progetto che potrebbe rivelarsi davvero rivoluzionario se dovesse prendere piede su larga scala. Tutto è iniziato in Svezia, dove l’azienda Plantagon ha presentato qualche anno fa l’innovativo progetto che ha ottenuto anche degli incentivi alla ricerca, visto che si tratta di una struttura legata alle energie rinnovabili. La prima serra verticale consiste in un alto edificio con vetrate oblique esposte a sud, in modo da ottenere una maggiore esposizione ai raggi del sole: la facciata di questa costruzione è profonda 6 metri e contiene circa 4000 mq di terreno coltivabile per produrre circa 500 tonnellate di verdure e ortaggi ogni anno. L’elemento davvero innovativo di questa serra verticale è lo sfruttamento di energie pulite, visto che per alimentare l’edificio vengono usati il calore di scarto e il biossido di carbonio prodotto dall’industria.
Serra verticale: come funziona
Costruire una serra verticale all’interno delle città sarebbe un grande passo in avanti sia nel campo alimentare, sia in quello delle energie rinnovabili e della qualità dei prodotti che si mangiano. Con questo sistema i cittadini potranno avere ogni giorno una grande quantità di verdure a chilometro zero. Ma come funziona una serra verticale? La semina avviene nei piani più alti: le piante verranno poi annaffiate con un elaborato sistema di irrigazione che fornirà acqua arricchita da sali minerali. Le piante, inoltre, verranno periodicamente spostate grazie a dei nastri trasportatori, affinché ricevano la luce solare su ogni lato. Quando verdure e ortaggi sono ormai maturi, le piante vengono poi trasferite ai piani più bassi, fino ad arrivare al piano terra, dove i prodotti vengono raccolti, controllati e poi sistemati per la vendita diretta o ai negozi. È evidente che anche i costi delle verdure saranno ridotti per gli abitanti delle città, visto che si tratta di prodotti cresciuti in zona, senza il costo del trasporto.
La serra verticale a Expo
Il tema dell’Expo 2015 di Milano è il cibo e tutto ciò che ruota intorno a esso, come i problemi legati all’alimentazione e alle energie rinnovabili. Per questo motivo, alla manifestazione si è parlato anche della serra verticale. L’ENEA, ossia l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie che si occupano di energia, ha presentato a Expo un prototipo italiano di serra verticale. Si chiama Vertical Farm ed è esposto nel padiglione del Future Food District: i visitatori potranno così rendersi conto di come l’alimentazione e anche il commercio delle colture potrebbe essere rivoluzionato nei prossimi anni. A differenza di quello svedese, questo prototipo è formato da un’intelaiatura metallica ricoperta da lastre di vetro e da pannelli termoisolanti, rispettivamente sui lati est e ovest e sui lati nord e sud. All’interno ci sono delle vasche dove verranno inserite le piante in scaffali disposti uno sopra l’altro e un sistema di nutrimento e irrigazione che fornirà agli esemplari le sostanze nutritive per maturare.
Serra verticale: i vantaggi
La serra verticale permetterà di coltivare ovunque e a costi ridotti. Chi l’ha progettata non ha pensato solo alle città, ma anche a tutti i luoghi della Terra dove non ci sono terreni coltivabili e dove dunque sarà possibile, in questo modo, distribuire risorse alimentari. Questo tipo di serre potranno svilupparsi in vari modi: potranno sorgere come dei grattacieli, oppure potranno diventare parte integrante di abitazioni di nuova generazione; in alternativa, potranno essere costruiti dei modelli di dimensioni ridotte per il fabbisogno di villaggi o di strutture abitative singole. Il futuro potrebbe riservare dunque l’autoproduzione di cibo, perché un domani chiunque potrebbe costruire una piccola serra verticale nel proprio giardino o nel proprio terrazzo. Questo sistema permetterà di ottenere prodotti di qualità, in quanto non verranno usati pesticidi o sostanze chimiche per conservare a lungo gli alimenti, dato che verranno raccolti e venduti subito per la consumazione.
Domande frequenti
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Come funziona esattamente l'irrigazione e la distribuzione della luce nelle serre verticali?Nelle serre verticali, la semina avviene solitamente nei piani superiori. Un sistema automatizzato di irrigazione fornisce acqua ricca di sali minerali direttamente alle radici. Per garantire che tutte le piante ricevano la giusta quantità di luce, vengono utilizzati nastri trasportatori che spostano periodicamente le colture, permettendo loro di essere illuminate dai raggi solari su ogni lato. Una volta mature, le verdure vengono trasferite verso il basso, fino al piano terra, dove vengono raccolte e preparate per la vendita, ottimizzando così lo spazio e l'esposizione alla luce in modo continuo.
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Quali fonti energetiche pulite vengono utilizzate per alimentare queste strutture?L'innovazione principale delle serre verticali, come quelle promosse dal progetto svedese, risiede nell'utilizzo di energie rinnovabili e recupero energetico. In particolare, queste strutture possono essere alimentate utilizzando il calore di scarto prodotto dalle industrie vicine e il biossido di carbonio emesso dai processi industriali. Questo approccio non solo riduce drasticamente l'impatto ambientale, trasformando un rifiuto in una risorsa, ma mantiene anche le condizioni climatiche ideali per la crescita delle piante, rendendo il processo produttivo sostenibile e a basse emissioni di carbonio.
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È possibile installare una serra verticale nella propria casa o giardino?Sì, il concetto di serra verticale si sta evolvendo verso soluzioni scalabili. Sebbene i grandi progetti siano edifici commerciali o industriali, esistono già modelli di dimensioni ridotte pensati per il fabbisogno di singoli villaggi o abitazioni private. In futuro, l'autoproduzione alimentare diventerà accessibile a livello domestico: chiunque potrà installare piccole serre verticali nel proprio giardino, terrazzo o balcone. Queste versioni domestiche permetteranno di coltivare verdure fresche in spazi limitati, garantendo prodotti sani e privi di pesticidi, coltivati direttamente sotto casa.
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Quali sono i principali vantaggi economici e ambientali rispetto all'agricoltura tradizionale?I vantaggi sono molteplici e toccano sia l'economia che l'ecologia. Dal punto di vista economico, la produzione a chilometro zero elimina i costi di trasporto e conservazione, abbattendo il prezzo finale per il consumatore urbano. Ambientalmente, si riduce l'inquinamento legato alla logistica alimentare e si ottimizza l'uso del suolo, permettendo di coltivare anche in aree urbane densamente popolate o in regioni prive di terreni fertili. Inoltre, poiché i prodotti vengono consumati immediatamente dopo la raccolta, non servono conservanti chimici, garantendo una qualità nutrizionale superiore e riducendo gli sprechi alimentari tipici della catena di distribuzione tradizionale.
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Com'è strutturato fisicamente un prototipo di serra verticale come quello presentato a Expo?Un esempio concreto è il prototipo 'Vertical Farm' presentato a Expo 2015 da ENEA. Questa struttura è composta da un'intelaiatura metallica robusta, rivestita da lastre di vetro e pannelli termoisolanti posizionati strategicamente sui lati est, ovest, nord e sud per controllare temperatura e luminosità. All'interno, le piante sono ospitate in vasche disposte su scaffali sovrapposti, uno sopra l'altro, per massimizzare la resa per metro quadrato. Il sistema integra un circuito chiuso di nutrimento e irrigazione che fornisce alle colture tutte le sostanze necessarie per maturare in ambiente controllato, simulando le condizioni ideali di crescita senza dipendere esclusivamente dal clima esterno.









