Coltivare il girasole

Fiori in giardino

Coltivare il girasole

Il girasole fa parte della famiglia delle Asteraceae ed è originario delle zone del Sud America, in particolare degli altipiani del Perù. Proprio da questi luoghi, il fiore fu trasportato e diffuso in tutta Europa durante il XVI secolo.

di Redazione

05 settembre 2013

Coltivare il girasole

Già i popoli precolombiani come gli Incas conoscevano le grandi proprietà alimentari del girasole: i suoi semi sono infatti molto utilizzati in cucina ma anche come fiore ed elemento per la decorazione di ambienti di casa e di campi coltivati. Il girasole è così chiamato per la sua caratteristica di seguire il percorso del sole,cambiando man mano che esso si sposta. Questa pianta per vivere bene e prosperare ha bisogno di almeno mezza giornata di sole ed una temperatura ideale oscillante tra i 12 ed i 14 gradi. Il girasole è composto da un fusto eretto che raggiunge altezze intorno ai tre metri, i fiori sono nella maggior parte di colore giallo ed anch’essi molto ampi come diametro. La specie più comune è l’helianthus annuus, che ha tutte queste tipiche caratteristiche. Quella del girasole è una coltura che rispetto ad altre, si comporta bene in condizioni di siccità, questa è probabilmente la ragione principale per la sua popolarità nelle aree marginali del Sud Africa. Purtroppo il raccolto è particolarmente sensibile alle alte temperature del suolo durante la nascita e lo è soprattutto nel terreno sabbioso. In gran parte dei girasoli a seconda delle zone di produzione, il terreno è acidificato drasticamente negli ultimi dieci anni. Di conseguenza, la carenza di molibdeno si verificano spesso e sono forse uno dei maggiori fattori di un rendimento limitato. La coltura è molto suscettibile a danni provocati dagli uccelli, e per questo motivo, non può essere coltivato in alcune aree. Sul lato positivo, tuttavia, la tolleranza alla siccità e il basso costo di manutenzione, gestione e raccolto, sono importanti vantaggi. Il girasole si adatta relativamente bene a una grande varietà di tipi di suolo. Tradizionalmente, la coltivazione di semi di girasole è stato limitata ai terreni in cui la percentuale di argilla varia tra il 15 e il 55%, in altre parole terriccio sabbioso e argilla sono ideali. Attualmente le principali aree di impianto sono in suoli con una percentuale di argilla inferiore al 20%. La pianta di girasole ha un sistema di fittone profondo e finemente ramificato che può utilizzare l'acqua dagli strati profondi del suolo, fino ad oltre 2 metri. Di conseguenza, il raccolto spesso si comporta bene anche nel corso di una stagione secca, specialmente in terreni profondi o in quelli con falda acquifera.

Coltivare il girasole: la scelta

La scelta della varietà da coltivare è un aspetto importante nel processo di produzione e il suo effetto è spesso sottovalutato. Il girasole non è molto soggetto a malattie e da un punto di vista produttivo ha una buona resistenza, garantendo anche la qualità. Tuttavia la stabilità di produzione può essere migliorata con l'applicazione di pratiche colturali che limitano lo stress da umidità, per quanto possibile. Il punto di partenza nella preparazione del terreno dovrebbe essere quello di utilizzare le piogge e l'umidità del terreno.

Coltivare il girasole: la preparazione del suolo

La preparazione del suolo dovrebbe essere concentrata sulla riduzione delle perdite di deflusso, soprattutto nel caso di terreni con un basso tasso di infiltrazione. Queste perdite possono essere limitate in larga misura applicando le corrette pratiche di coltivazione del suolo. Le colture primarie, come l'aratura con un aratro a versoio o a scalpello, sono i più adatti. L'obiettivo della coltivazione è di distruggere le erbacce, fornire un letto di semina adatto alla superficie del terreno,e allo stesso tempo garantire la massima piovosità con un buon drenaggio nonché di prevenire erosione da vento ed acqua in eccesso. Il girasole è solitamente coltivato in rotazione con il mais e trae benefici dalle pacciamature dense. I pacciami proteggono il suolo contro l'impatto di gocce di pioggia, che sigilla la superficie e riduce al minimo il tasso di infiltrazione, ma possono nel contempo far proliferare i parassiti. La compattazione del suolo può essere un problema serio, soprattutto in terreni sabbiosi. Se la compattazione non è perfetta, il raccolto non può utilizzare la giusta quantità di acqua perché le radici non possono penetrare nello strato compattato.

Coltivare il girasole: semina, cura e manutenzione

Normalmente il girasole può essere piantato a partire dall'inizio di novembre fino alla fine di dicembre nelle zone orientali e fino a metà gennaio nelle zone occidentali. Quando si sceglie la data della semina dell’impianto, una serie di fattori devono essere presi in considerazione. Questi includono l'insorgenza del gelo, la temperatura del suolo, requisiti di umidità della coltura, la densità di pioggia annua e il rischio di danneggiamento degli uccelli. Ecco quindi che bisogna evitare temperature estremamente elevate durante il periodo della semina, così come la possibilità di danni da gelo. In terreni argillosi, i girasoli dovrebbero essere piantati in filari stretti (90-100 cm) per migliorare l'utilizzo di acqua del suolo. Rispetto alle colture, il girasole utilizza elementi nutrienti del suolo. La pianta, normalmente reagisce bene alla fecondazione con azoto e fosforo è quindi essenziale che qualsiasi programma di fertilizzazione, deve essere basata su un’attenta analisi del suolo preliminare. L’analisi non solo può portare a più adeguati livelli di fertilizzante, ma può anche limitare in modo significativo i costi di concimazione spesso dispendiosi ed inutili.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare il girasole?
    La semina del girasole dipende dalla zona geografica: nelle regioni orientali si consiglia di procedere tra inizio novembre e fine dicembre, mentre nelle zone occidentali il periodo ideale si estende fino a metà gennaio. È fondamentale scegliere la data tenendo conto di diversi fattori critici, come il rischio di gelate tardive, la temperatura ottimale del suolo e l'umidità disponibile. Bisogna assolutamente evitare di seminare quando le temperature sono estremamente elevate o quando c'è il pericolo di danni causati dal freddo, poiché la germinazione richiede condizioni stabili per svilupparsi correttamente.
  • Che tipo di terreno preferisce il girasole e quali sono le sue esigenze idriche?
    Il girasole è una pianta molto adattabile che cresce bene in una vasta gamma di suoli, purché abbiano un buon drenaggio. Idealmente, predilige terreni con una percentuale di argilla compresa tra il 15% e il 55% (terracci sabbiosi o argillosi), anche se moderne cultivar performano bene in suoli con meno del 20% di argilla. Grazie al suo apparato radicale profondo e ramificato, capace di raggiungere oltre due metri di profondità, il girasole mostra una notevole tolleranza alla siccità, riuscendo ad assorbire acqua dagli strati più profondi del suolo anche durante stagioni secche.
  • Come si prepara il terreno prima della semina?
    La preparazione del suolo è cruciale per ridurre il deflusso dell'acqua, specialmente nei terreni a bassa infiltrazione. Si raccomandano lavorazioni profonde come l'aratura con aratri a versoio o a scalpello, che servono a distruggere le infestanti, creare un letto di semina adatto e massimizzare la ritenzione idrica. È importante prevenire l'erosione eolica e idrica. Attenzione alla compattazione del suolo, specialmente nelle zone sabbiose: se il terreno è troppo compatto, le radici non potranno penetrare efficacemente, compromettendo l'assorbimento di acqua e nutrienti essenziali per la pianta.
  • Quale concimazione è necessaria per il girasole?
    Prima di applicare qualsiasi fertilizzante, è indispensabile eseguire un'analisi accurata del suolo. Il girasole risponde positivamente a concimi contenenti azoto e fosforo, ma dosaggi errati possono essere costosi e inefficaci. L'analisi preliminare permette di determinare i livelli esatti di nutrienti presenti nel terreno, consentendo di calcolare la quantità precisa di fertilizzante necessaria. Questo approccio non solo ottimizza la crescita della pianta, garantendo rese migliori, ma evita sprechi economici e potenziali squilibri chimici nel suolo dovuti a sovradosaggi inutili.
  • Quali sono i principali rischi e nemici del girasole in coltivazione?
    Tra i principali nemici ci sono gli uccelli, che possono causare danni significativi al raccolto, rendendo la coltivazione impossibile in alcune aree specifiche. Inoltre, il girasole è sensibile alle alte temperature del suolo durante la fase iniziale di crescita, un fattore aggravato dai terreni sabbiosi. Un altro problema diffuso è la carenza di molibdeno, spesso dovuta all'acidificazione del suolo avvenuta negli ultimi decenni, che limita fortemente la resa. Infine, l'uso improprio di pacciamature dense può favorire la proliferazione di parassiti, richiedendo una gestione attenta delle pratiche colturali per mitigare questi stress.