agriturismo

Consigli pratici

Aprire un agriturismo

Spesso, una scelta di vita naturale, come aprire un agriturismo, si rivela una soluzione ottimale per le nostre tasche, anche e soprattutto in tempi di crisi. Ma da dove iniziare?

di Redazione

30 gennaio 2014

Carte e scartoffie

Sicuramente, presa la decisione di intraprendere l'attività agrituristica, oltre ad avere il terreno con fattoria già pronta o da costruire, il primo pensiero è quello delle pratiche burocratiche da svolgere. Niente paura! Seppur possa spaventare non c'è nulla di più da seguire che il normale iter che di solito si svolge in Italia per aprire una qualsiasi altra attività commerciale. C'è prima da chiarire bene che questo tipo di attività è classificata nel campo dell' "imprenditoria agricola" e quindi si suppone che ci sia un imprenditore agricolo che abbia voglia di affiancare, oltre alle comuni attività di allevamento di bestiame e/o coltivazione della terra, anche altri servizi destinati al turismo, come alloggi per dormire e attività di ristorazione. E' chiaro quindi che in questa ottica, per legge, le entrate economiche derivanti dall'attività agrituristica non possono superare quelle derivanti dell'agriturismo. Dal punto di vista strettamente fiscale sappiate che un agriturismo può essere intestato ad una singola persona (che non abbia avuto condanne penali in passato), a una società o anche a una cooperativa e quindi necessità delle autorizzazioni comunali rilasciate dalle Asl, serve l'autorizzazione dei vigili del fuoco, bisogna iscriversi alla camera di commercio, aprire una partita iva, pagare i ruoli all'INPS e all'INAIL e, infine essere in regola con le tasse sui rifiuti.C'è da sottolineare anche che, a parte particolari deroghe regionali, un agriturismo per legge non può avere più di 30 posti letto.

Ospitalità, buon cibo e.....

Ma cosa potete offrire di preciso ai futuri clienti del vostro agriturismo? Innanzitutto offrire ospitalità sia per un'ora che per giorni con diverse soluzioni. Per esempio destinare delle specifiche aree all'interno del terreno per i campeggiatori, che sono sempre molti e spesso con una percentuale altissima di stranieri. Oppure offrire anche camere all'interno della fattoria con possibilità un poco più "spartane", magari con letti a castello, o anche camere singole o matrimoniali nell'ottica dei più tradizionali hotel. Si possono fornire pasti derivanti da coltivazione propria biologica e non, assaggi di prodotti tipici del territorio, preferendo tutto ciò che possa avere i vari marchi di qualità (doc, igp, dop, ecc ecc). Si possono organizzare attività ludico ricreative di vario genere: dalle escursioni a cavallo anche esterne all'agriturismo, piccole competizione sportive all'aria aperta, mostre culturali legate al territorio, escursioni a piedi in località particolarmente storiche o belle dal punto di vista paesaggistico. Inoltre, in questi ultimi tempi dove gli agriturismi spaziano anche verso offerte aziendali o si avvicinano al mondo del benessere, non è raro trovare aziende agricole con annesse aree destinate ad accogliere meeting di vario genere, offrendo locali attrezzati con le più moderne tecnologie, piscine, piccole spa racchiudendo il tutto in pacchetti molto allettanti a dei prezzi convenienti. Insomma chi più ne ha più ne metta!! In effetti, non ci sono limiti per le proposte e la varietà delle offerte stesse anche se poi rimane sempre vincolante il non superamento dei guadagni derivanti da queste attività rispetto l'attività agricola principale.

Ma quanto mi costi???Quanto???

Definire i costi reali per l'avviamento e il proseguimento di una attività agrituristica non è semplice in quanto possono subentrare fattori diversi a far oscillare la bilancia verso l'alto o verso il basso. Prima di tutto però una buona notizia: esistono dei fondi della comunità europea (anche a fondo perduto) a supporto delle aziende agricole e, se abbiamo ribadito che l'attività principale deve essere proprio questa, si può accedere a questi fondi presentando l'idonea documentazione. Quindi se state per entrare in possesso di un piccolo terreno con annessa attività agricola, se avete un'età compresa tra i 18 e 40 anni, potete accedere a questi bandi di concorso. In generale, se dovete comunque acquistare un terreno, costruire o rimettere a posto una fattoria, adempiere a tutti gli obblighi di legge di cui sopra, a seconda delle zone, del tipo di ristrutturazione, del tipo di struttura che volete offrire (se più rustica o un poco più ricercata) vi conviene farvi fare dei preventivi adeguati da persone di fiducia che sappiano unire qualità e costi giusti, soprattutto se volete fare un agriturismo che punti ad avere piscina o centro benessere.

Domande frequenti

  • Qual è il limite massimo di posti letto consentiti per un agriturismo?
    La normativa italiana stabilisce che un agriturismo non può disporre di più di 30 posti letto, salvo specifiche deroghe previste dalle leggi regionali. Questo vincolo numerico è fondamentale per distinguere l'attività agrituristica da quella alberghiera tradizionale e per garantire che la struttura resti un complemento all'attività agricola principale. È essenziale verificare sempre la legislazione locale vigente nella regione di interesse, poiché alcune aree potrebbero applicare regole leggermente diverse o aggiornamenti normativi specifici che influenzano il calcolo della capienza massima ammessa.
  • Come devono rapportarsi i ricavi agricoli rispetto a quelli turistici?
    Per mantenere lo status legale di agriturismo, le entrate generate dai servizi turistici (come pernottamenti e ristorazione) non possono superare quelle derivanti dall'attività agricola principale (vendita di prodotti propri). Questa regola garantisce che l'agricoltura rimanga il fulcro economico dell'azienda. Se i ricavi turistici diventano predominanti, l'attività potrebbe essere riclassificata come struttura ricettiva ordinaria, sottoponendosi a normative fiscali e burocratiche completamente diverse e generalmente più onerose. Il monitoraggio costante dei bilanci è quindi cruciale per la conformità legale.
  • Quali autorizzazioni e pratiche burocratiche sono necessarie per aprire un agriturismo?
    L'iter prevede diverse step essenziali: iscrizione alla Camera di Commercio, apertura della Partita IVA, iscrizione ai registri INPS e INAIL, e adempimenti fiscali sui rifiuti. Sono inoltre obbligatori l'autorizzazione sanitaria (ASL) e il parere dei Vigili del Fuoco per la sicurezza antincendio. La struttura deve essere intestata a un imprenditore agricolo senza precedenti penali rilevanti. Si consiglia di affidarsi a professionisti del settore per gestire correttamente tutte le pratiche presso gli enti competenti ed evitare sanzioni per omissioni o errori documentali.
  • È possibile ottenere finanziamenti europei o statali per avviare un agriturismo?
    Sì, esistono fondi comunitari e nazionali, talvolta a fondo perduto, dedicati al sostegno delle aziende agricole. L'accesso a questi contributi dipende da criteri specifici come l'età dell'imprenditore (spesso agevolazioni per under 40), la tipologia di investimento e la presentazione di un progetto valido. Poiché l'attività principale deve essere agricola, è necessario dimostrare tale vocazione nei documenti richiesti. Consultare bandi attuali e farsi assistere da consulenti specializzati aumenta significativamente le probabilità di successo nella richiesta di finanziamento.
  • Che tipo di servizi e attività si possono offrire agli ospiti?
    Offerta molto varia: dalla semplice ospitalità notturna (camere, ostelli o campeggio) alla ristorazione con prodotti propri biologici o tipici certificati (DOP, IGP, DOC). Si possono organizzare attività ludiche come escursioni a cavallo o a piedi, corsi di cucina, eventi culturali e meeting aziendali. Recentemente, molti agriturismi integrano anche servizi benessere (spa, piscine) per attrarre un pubblico più ampio. Tuttavia, ogni servizio aggiuntivo deve rispettare il vincolo per cui i relativi ricavi non superino quelli dell'attività agricola primaria.