sostenibilità ambientale

Risparmio Energia

Sostenibilità ambientale nelle costruzioni

Quella di sostenibilità ambientale nelle costruzioni è un'idea degli ultimi decenni, nata dalla necessità di ridurre il consumo di territorio e l'inquinamento ambientale.

di Redazione

06 luglio 2015

Cos'è la sostenibilità ambientale

Il settore delle costruzioni è responsabile, solo in Europa, di quasi il 40% dei consumi di energia, inoltre, l'estrazione, la produzione e l'uso dei materiali di costruzione provoca, in Europa, quasi un terzo di tutte le emissioni di CO2, un enorme consumo d'acqua e il consumo di oltre un quarto del legno vergine prodotto dall'abbattimento di boschi e foreste la cui rigenerazione, quando effettuata è nell'ordine di decenni se non di secoli. Inoltre, sempre nella sola Europa, il settore delle costruzioni produce 450 milioni di tonnellate di rifiuti l'anno, circa un quarto di tutti i rifiuti prodotti in Europa. Sulla base di queste informazioni, la sostenibilità ambientale delle costruzioni sta nelle prestazioni energetiche che sono in grado di rendere, dal momento in cui vengono progettati e per tutta la durata del suo esercizio, con un occhio attento allo smaltimento dei materiali. La sostenibilità ambientale nelle costruzioni è una strada in via di divenire, sulla quale, man mano che saranno disponibili attraverso la ricerca, sarà necessario utilizzare tecniche nuove e sempre più efficienti, per preservare il nostro mondo e la sua rigenerazione.

Valutazione della sostenibilità ambientale delle costruzioni: la UNI/PdR 13:2015

La normativa UNI/PdR 13:2015 costituisce la prassi di riferimento per la valutazione della sostenibilità ambientale delle costruzioni, basata sulle norme CEN/TC 350 emesse dal comitato tecnico della commissione europea. In sintesi, la prassi di riferimento serve a realizzare il giudizio sintetico delle performance di una costruzione, con l'assegnazione di un punteggio descrittivo della sua sostenibilità ambientale, determinato secondo criteri che afferiscono a cinque specifiche aree di valutazione: la qualità del sito in cui sorge la costruzione; il consumo di risorse energetiche ed idriche, sia nella fase di costruzione che, soprattutto, durante l'esercizio; la somma dei carichi che provoca a livello ambientale con l'uso di risorse rinnovabili o eco compatibili, quindi, la produzione di rifiuti di qualsiasi tipo; la salubrità ambientale all'interno della costruzione; la qualità del servizio fornito.

Organismi di Ispezione e rilascio della certificazione

Gli Organismi di Ispezione sono enti o professionisti accreditati, tramite le "Prescrizioni per l'accreditamento degli Organismi di Ispezione di tipo A, B e C ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 in conformità al Protocollo ITACA" determinate dal Regolamento Tecnico RT-33 ACCREDIA nel rispetto delle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17020. Questo regolamento deriva dall'accordo tra ACCREDIA e ITACA, avallato dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie. Tra le altre cose, in questo regolamento viene prevista la nascita del Registro pubblico nazionale che serve a monitorare la procedura di certificazione e tiene traccia dei certificati con un codice identificativo univoco. Questa certificazione si chiama attestato di performance energetica, o APE, ed è un documento, redatto da un tecnico certificatore abilitato, che riporta tutte le caratteristiche dell'edificio ai fini del calcolo del suo consumo energetico. La metodologia di compilazione della certificazione energetica, di cui devono essere dotati tutti gli edifici posti in vendita, è regolamentato dalla direttiva 2010/31/UE.

Considerazioni e conclusioni

Consumare territorio, per realizzare nuove costruzioni, non è più un'opzione possibile mentre, i consumi di energia, acqua, materie prime e la produzione di rifiuti, devono essere razionalizzate. La costruzione di nuovi edifici deve dare la precedenza, nella scelta delle aree, a tutte quelle costruzioni, civili e industriali, fatiscenti o in disuso e abbandonate. La produzione di energia deve avvenire sfruttando fonti rinnovabili e avvicinare le nuove costruzioni all'autosufficienza energetica. Il consumo d'acqua deve essere ottimizzato al massimo utilizzando sistemi che evitino gli sprechi, come, ad esempio, impianti di riciclo e rubinetti temporizzati. I materiali impiegati nelle costruzioni, sia delle parti esterne che interne, devono essere ecocompatibili e, possibilmente, in gran parte, riutilizzabili alla fine del ciclo di vita della costruzione. La raccolta dei rifiuti deve puntare sempre più verso la produzione zero, attraverso il riciclo della materia prima e una diversa filosofia del packaging orientata più al riuso che all'usa e getta. La regolamentazione normativa in essere dovrà continuare ad evolversi in accordo con lo sviluppo scientifico e tecnologico del settore.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali impatti ambientali del settore edilizio in Europa?
    Il settore delle costruzioni ha un impatto significativo sull'ambiente europeo, rappresentando quasi il 40% dei consumi energetici totali. L'estrazione, la produzione e l'utilizzo dei materiali da costruzione generano circa un terzo delle emissioni di CO2 e causano un enorme consumo di acqua e di legna vergine. Inoltre, questa industria produce annualmente 450 milioni di tonnellate di rifiuti, pari a un quarto del totale europeo. Questi dati evidenziano la necessità urgente di adottare pratiche sostenibili per ridurre l'impronta ecologica degli edifici lungo tutto il loro ciclo di vita.
  • Come funziona la valutazione della sostenibilità ambientale secondo la norma UNI/PdR 13:2015?
    La norma UNI/PdR 13:2015 stabilisce una prassi di riferimento per valutare le prestazioni ambientali degli edifici, assegnando un punteggio sintetico basato su cinque aree chiave. Queste includono: la qualità del sito di costruzione; il consumo di risorse energetiche e idriche durante costruzione e esercizio; l'impatto ambientale legato all'uso di risorse rinnovabili e alla gestione dei rifiuti; la salubrità interna dell'edificio; e la qualità del servizio offerto. Questo approccio multidimensionale permette di giudicare oggettivamente quanto un edificio sia sostenibile sotto vari profili ambientali e funzionali.
  • Chi rilascia la certificazione energetica APE e qual è la sua funzione?
    L'Attestato di Prestazione Energetica (APE) viene rilasciato da tecnici certificatori abilitati e verificato da Organismi di Ispezione accreditati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020. Questi organismi seguono protocolli specifici stabiliti da ACCREDIA e ITACA, garantendo trasparenza attraverso un registro pubblico nazionale. L'APE documenta le caratteristiche energetiche dell'immobile ed è obbligatorio per gli edifici posti in vendita o locazione, aiutando acquirenti e utenti a comprendere i consumi previsti e l'efficienza dell'edificio.
  • Quali strategie possono migliorare la sostenibilità di un nuovo edificio?
    Per aumentare la sostenibilità edilizia, è prioritario recuperare aree già urbanizzate invece di consumare nuovo suolo. Si dovrebbero privilegiare fonti energetiche rinnovabili per avvicinarsi all'autosufficienza e ottimizzare il consumo idrico con sistemi di riciclo e rubinetti temporizzati. I materiali da costruzione devono essere scelti per la loro ecocompatibilità e capacità di essere riutilizzati a fine vita. Infine, una corretta gestione dei rifiuti, puntando al riciclo e al riuso, riduce drasticamente l'impatto ambientale complessivo dell'opera edilizia.

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