risorse naturali

Risparmio energetico

Fonti rinnovabili di energia

Con il termine "fonti rinnovabili di energia" si indicano tutte quelle nuove forme di produzione di energia elettrica mediante l'impiego di risorse naturali ed eco sostenibili.

di Redazione

13 novembre 2013

Cosa sono le risorse naturali

Le risorse naturali impiegate per la produzione eco sostenibile di energia hanno la prerogativa di essere disponibili in maniera illimitata o, comunque, di riuscire a riprodursi velocemente in maniera tale che anche un loro utilizzo massivo non ne compromette la disponibilità in un spazio temporale molto ampio.

Le energie rinnovabili

Le principali energie rinnovabili sono quella eolica, geotermica, solare, idroelettrica, marina e delle biomasse (ossia lavorazione di vari materiali di origine biologica). Le risorse possono essere rinnovabili per una loro caratteristica intrinseca o per opera dell'uomo. Ad esempio, nel caso delle foreste sono diversi i fattori che concorrono alla rinnovabilità, in quanto il rimboschimento dipende dalle abilità di coltivazione e dal clima, per cui l'utilizzo del legname deve avvenire oculatamente in quanto non è scontata la disponibilità degli alberi nell'evoluzione della civiltà umana. Le risorse rinnovabili più comunemente usate sono: - il sole, - il vento, - le biomasse, - le correnti, - le precipitazioni. Le risorse rinnovabili vanno ad affiancare la comune combustione di petrolio, gas naturale e carbone che oltre ad essere altamente inquinanti sono a rischio esaurimento.

Energia e ambiente

Il pianeta, oggi, si trova a dover fare i conti con una richiesta crescente di energia, che si traduce automaticamente in un devastante impatto sull'ambiente. L'inquinamento è un problema a livello mondiale e influisce sulle scelte dei diversi governi sia in merito ai consumi sia in merito alle produzioni industriali. Cercare alternative ai combustibili fossili è la soluzione migliore nell'ottica che certe risorse non sono disponibili in quantità illimitata ed anche per limitare l'inquinamento dell'ambiente con le relative conseguenze. Anche se in alcuni casi ne fanno le spese i paesaggi che da sempre sono il fiore all'occhiello del Bel Paese, stanno iniziando a prendere piede anche in Italia le installazioni di impianti per la produzione di energia rinnovabili (pannelli solari, pale eoliche, ecc). Il fabbisogno di energia deve far fronte a produzione industriale, uso domestico, alimentazione di veicoli a motore ed illuminazione, con ripercussioni inimmaginabili sull'ambiente a causa delle emissioni inquinanti di gas che provocano un aumento dell'inquinamento dell'aria che si ripercuote anche su allevamenti e vegetazione. Gli elementi più pericolosi sono l'ossido di azoto e di zolfo, il monossido di carbonio, l'ozono, il particolato, l'absesto, il benzene, il radon, il cloruro di vinile e gli idrocarburi. Già a partire dagli anni '70 ambientalisti ed enti internazionali hanno cominciato a porre l'accento su quella che oggi è l'attualissima "sostenibilità ambientale", secondo la quale lo stile di vita e il modello di sviluppo devono tener conto che l'uomo è parte integrante dell'ambiente che subisce forti variazioni a causa dell'inquinamento.

Le alternative alla normale produzione di energia

Le centrali idroelettriche sono la più antica forma di fonte rinnovabile. Questo genere di impianti ha una lunga durata e produce basse emissioni inquinanti. Anche la geotermia, che sfrutta il calore prelevato dal sottosuolo, ha origini che vanno indietro negli anni e nonostante sia una tecnica sfruttabile in poche parti del mondo, consente una capacità produttiva molto alta con bassi costi e un impatto ambientale pari a zero. L'energia solare, che in Italia negli ultimi due decenni ha vissuto un grande boom si divide in fotovoltaico e solare termico. L'energia eolica, che sfrutta la forza del vento, viene prodotta in centrali eoliche. Nella fattispecie, l'aria che fa muovere le pale alimenta un generatore di elettricità. Le biomasse, invece, sono una realtà ancora marginale nel panorama delle fonti rinnovabili di energia. Hanno un potenziale notevole, ma i primi grossi impianti che funzionano attraverso la combustione di rifiuti di natura animale e vegetale sono molto recenti e comportano costi talmente elevati che ne rendono sconveniente l'investimento. Il dibattito sulla produzione esclusiva di energie rinnovabili è sempre aperto e molto acceso. Appare ancora molto improbabile pensare che il fabbisogno energetico possa essere soddisfatto interamente da fonti aleatorie, non programmabili e di difficile stoccaggio. Inoltre, non è sempre logisticamente possibile sfruttare le fonti rinnovabili per la produzione di corrente, certo che è che l'impegno globale è quello di allinearsi con leggi e direttive condivise atte a migliorare la qualità dell'energia prodotta a favore della salute della popolazione e dell'ambiente.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali fonti di energia rinnovabile disponibili oggi?
    Le principali fonti rinnovabili includono l'energia solare (che si divide in fotovoltaico e termico), l'eolica (che sfrutta la forza del vento tramite pale), l'idroelettrica (la più antica, basata sulle correnti d'acqua), la geotermia (calore dal sottosuolo), l'energia marina e le biomasse (materiale biologico). Queste risorse sfruttano processi naturali come il sole, il vento e l'acqua per generare elettricità senza esaurirsi rapidamente, offrendo un'alternativa concreta ai combustibili fossili tradizionali.
  • Perché è importante passare dalle energie fossili alle rinnovabili?
    I combustibili fossili come petrolio, gas e carbone sono inquinanti e destinati ad esaurirsi. Il loro utilizzo genera emissioni dannose come ossidi di azoto, anidride solforosa e particolato, che aggravano l'inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici. Le energie rinnovabili, invece, producono basse o nulle emissioni durante il funzionamento, contribuendo a preservare la salute pubblica, proteggere gli ecosistemi e garantire una fornitura energetica sostenibile a lungo termine per le generazioni future.
  • L'Italia sta utilizzando le energie rinnovabili? Quali impianti sono più comuni?
    Sì, l'Italia ha registrato un forte incremento nell'installazione di impianti rinnovabili negli ultimi vent'anni, specialmente nel settore solare (fotovoltaico e termico). Sono inoltre diffuse le centrali idroelettriche, storiche ma ancora efficienti, e crescenti parchi eolici. Sebbene la geotermia sia limitata ad alcune aree specifiche e le biomasse siano ancora marginali per via dei costi elevati, il paese si sta allineando alle direttive europee per ridurre la dipendenza dalle importazioni di carburanti e diminuire l'impatto ambientale.
  • Quali sono i limiti attuali delle energie rinnovabili rispetto a quelle tradizionali?
    La sfida principale riguarda la natura intermittente di molte fonti rinnovabili, come il sole e il vento, che sono aleatorie e non programmabili. Questo rende difficile garantire una fornitura continua senza sistemi di accumulo avanzati o backup. Inoltre, non è sempre logisticamente possibile sfruttare queste risorse ovunque. Attualmente, è improbabile soddisfare l'intero fabbisogno energetico solo con fonti rinnovabili, quindi è necessario un approccio misto che integri produzione pulita con tecnologie di stoccaggio e efficienza energetica.
  • Cosa sono le biomasse e perché il loro utilizzo è ancora limitato?
    Le biomasse derivano dalla lavorazione di materiali di origine biologica, come scarti animali e vegetali, che vengono bruciati per produrre energia. Nonostante abbiano un notevole potenziale, il loro impiego su larga scala rimane marginale a causa degli elevati costi di investimento per gli impianti di combustione. A differenza di altre fonti rinnovabili mature, la gestione sostenibile delle biomasse richiede attenzione per non compromettere la disponibilità futura delle risorse naturali, rendendo l'investimento meno conveniente al momento attuale.