contabilizzazione calore

Risparmio energetico

Contabilizzazione calore

La spesa sostenuta dalle famiglie per il riscaldamento domestico incide in maniera sempre più gravosa sul reddito. Ridurre i consumi senza rinunciare al proprio fabbisogno di calore è possibile eliminando gli sprechi cosa che nella maggior parte dei casi può realizzarsi soltanto dotando gli impianti di sistemi idonei alla contabilizzazione calore.

di Redazione

30 ottobre 2013

Dispositivi per la contabilizzazione calore

Gli impianti di vecchia generazione o gli impianti di riscaldamento centralizzato presenti nei condomini spesso non consentono un'equa suddivisione delle spese di riscaldamento tra i condomini poiché non è possibile calcolare con precisione il consumo effettivo di energia termica di ogni singola unità abitativa. Oggi è possibile dotare l'impianto di riscaldamento centralizzato di dispositivi che rendono possibile una gestione autonoma dei consumi anche senza dover installare caldaie in ogni appartamento. Apparecchiature come i contatori individuali rendono possibile la contabilizzazione del calore effettivamente consumato in modo tale d assicurare una gestione autonoma del proprio fabbisogno energetico. Un sistema di contabilizzazione calore include normalmente due tipi di dispositivi: i ripartitori di calore o contatori che permettono di ripartire i consumi totali tra diverse unità scaldanti ad esempio calcolando con molta precisione il calore prodotto da un singolo termosifone in un determinato periodo e le valvole termostatiche che permettono il mantenimento costante e la regolazione automatica della temperatura in ogni singolo ambiente di un edificio nonché il controllo automatico della temperatura dell'acqua.

Contabilizzazione calore

I costi dell'energia sono in continuo aumento a causa della non rinnovabilità dei combustibili fossili il cui consumo produce tra l'altro un forte impatto ambientale contribuendo ad aumentare l'inquinamento atmosferico. Ogni abitazione deve essere dotata di strumenti idonei a contabilizzare l'energia termica prodotta. Esiste un metodo di contabilizzazione calore basato sulla misurazione diretta delle grandezze che attraversano la rete di riscaldamento e un procedimento indiretto consistente nel misurare la capacità di rilascio del calore dei corpi scaldanti. L'energia misurata in chilo calorie fornita ad ogni unità abitativa è data dal prodotto tra la quantità o il volume della sostanza, normalmente l'acqua, che attraversa il circuito di riscaldamento e la sua differenza di temperatura in entrata e in uscita dal circuito. Le apparecchiature utilizzate per calcolare il consumo di energia termica necessitano quindi di un contatore che consenta di misurare la quantità d'acqua che attraversa le tubature, di sonde di rilevamento della temperatura installate sulla tubatura di mandata e su quella di ritorno e di un unità di calcolo che sulla base degli impulsi ricevuti dal contatore e dalle sonde di temperatura riesca a calcolare la quantità di energia termica che in ogni momento l'impianto fornisce all'abitazione. La quantità di calore espressa in chilowatt ore o in mega watt ore viene visualizzata su un display e serve per la contabilizzazione del calore che esprime in termini monetari il consumo di energia termica in un determinato periodo.

La caldaia

La caldaia è l'apparecchio più utilizzato per riscaldare l'acqua e fornire calore all'impianto idrico domestico e all'impianto di riscaldamento. Può essere alimentata da combustibili diversi come metano, gpl, legno, biomasse ed è in linea di massima costituita da un bruciatore che alimenta una camera di combustione in cui si genera il calore necessario a riscaldare l'acqua e da un involucro esterno composto da materiale isolante per garantire la minore dispersione possibile del calore. La contabilizzazione del calore prodotto dalle caldaie avviene per mezzo di appositi contatori capaci di misurare la potenza termica del focolare dipendente dall'energia che il combustibile è in grado di sviluppare all'interno della camera di combustione e la potenza termica utile che rappresenta invece l'effettiva quantità di calore trasferito all'acqua e in generale all'impianto di riscaldamento della casa. Le norme vigenti in tema di efficienza energetica dei dispositivi di riscaldamento classificano le caldaie in quattro classi di rendimento basate sulla loro capacità di ottimizzare i consumi energetici riducendo le emissioni di fumi nell'atmosfera. La valutazione dell'impianto di riscaldamento più adatto ad un edificio tiene conto del tipo di impianto esistente e delle sue caratteristiche, del volume totale da riscaldare e dall'ubicazione del fabbricato e va effettuata sempre da un professionista qualificato.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra ripartitori di calore e contatori individuali?
    I ripartitori di calore sono dispositivi montati direttamente sui radiatori che stimano il consumo basandosi sulla temperatura superficiale del corpo scaldante e sull'ambiente circostante; sono ideali per la ripartizione delle spese negli edifici condominiali con riscaldamento centralizzato. I contatori individuali, invece, misurano fisicamente il volume di acqua circolante e la differenza di temperatura tra mandata e ritorno, offrendo una misurazione diretta e molto più precisa dell'energia termica effettivamente immessa nell'unità immobiliare. Mentre i primi ripartiscono i costi in base a parametri indicativi, i secondi fatturano il consumo reale, garantendo una maggiore equità nella distribuzione delle spese.
  • Come funziona tecnicamente la misurazione del calore in un impianto?
    Il principio di funzionamento si basa sulla misura diretta delle grandezze fisiche che attraversano la rete di distribuzione. Il sistema utilizza un contatore volumetrico per registrare la quantità di acqua (volume) che scorre nelle tubazioni, integrato da sonde di temperatura posizionate sia sulla tubatura di mandata che su quella di ritorno. Un'unità di calcolo elabora questi dati, moltiplicando il volume per la differenza di temperatura tra ingresso e uscita. Il risultato, espresso in chilowattora o megawattora, rappresenta l'energia termica erogata all'abitazione, permettendo di convertire il consumo fisico in un valore economico preciso per la bolletta.
  • È obbligatorio installare la contabilizzazione del calore nei condomini?
    In Italia, la normativa vigente impone la ripartizione delle spese di riscaldamento in base ai consumi effettivi per gli edifici dotati di impianto centralizzato, salvo specifiche deroghe tecniche o strutturali. Questo obbligo mira a incentivare il risparmio energetico, facendo sì che ogni condomino paghi solo ciò che realmente consuma. L'installazione di dispositivi come ripartitori o contatori è quindi essenziale per adempiere a questa norma. Se l'impianto non è dotato di tali strumenti, la legge prevede solitamente la ripartizione forfettaria basata sulle millesimi di proprietà, che non premia i comportamenti virtuosi né penalizza gli sprechi.
  • A cosa servono le valvole termostatiche nella contabilizzazione?
    Le valvole termostatiche sono componenti fondamentali per gestire autonomamente il comfort termico e ridurre gli sprechi. Installate sui radiatori, permettono di impostare la temperatura desiderata per ogni singola stanza, aprendo o chiudendo automaticamente il passaggio dell'acqua calda in base alla temperatura ambiente rilevata. Senza queste valvole, i radiatori resterebbero sempre accesi al massimo, generando calore inutile quando le finestre sono aperte o quando nessuno è presente. Abbinandole ai ripartitori o ai contatori, si garantisce che il consumo registrato corrisponda effettivamente alle esigenze di comfort dell'utente, evitando di pagare per calore disperso.
  • Come si classificano le caldaie in base all'efficienza energetica?
    Le caldaie vengono classificate in quattro categorie principali (dalla A alla D) in base al loro rendimento termico, ovvero alla capacità di trasformare l'energia contenuta nel combustibile in calore utile per l'edificio. Questa valutazione tiene conto anche delle emissioni inquinanti nell'atmosfera. Una classe alta indica un dispositivo che ottimizza i consumi e riduce gli sprechi, mentre una classe bassa segnala perdine energetiche significative. Per scegliere l'impianto più adatto, è necessario considerare il volume dell'immobile, la sua ubicazione geografica e lo stato dell'infrastruttura esistente, affidandosi sempre a professionisti qualificati per una valutazione tecnica accurata.