Caratteristiche del cohousing
Il cohousing può essere definito come una tipologia d’insediamento basato sulla formazione di una comunità di vicinato in cui si mettono a disposizione spazi comuni. Nonostante questa condivisione, la privacy di ogni membro è garantita dalla realizzazione di abitazioni indipendenti. Il punto focale di questo insediamento è la socializzazione, garantita da alcuni spazi che possono essere frequentati da tutti i membri facenti parte della medesima comunità: cucina comune, sala da pranzo, saletta per feste, sala hobby, orto comune, impianti sportivi, piscine e tanto altro. La creazione di queste strutture oltre alla socializzazione, permette di avere un notevole risparmio economico ed energetico. In primo luogo perché ogni abitazione è realizzata nel rispetto dell’ambiente e nel secondo perché si utilizzano impianti fotovoltaici e geotermici. Dal punto di vista economico, il risparmio si ha perché, la convivenza permette di effettuare una spesa comune e perché si possono coltivare orti comuni dove, durante la raccolta poter condividere i frutti.
Vantaggi del cohousing
Tra i tantissimi vantaggi di questo nuovo modo di abitare, il cohousing, è indispensabile citare un massimo livello di socializzazione, il risparmio economico e il rispetto dell’ambiente. Per quanto riguarda la socializzazione, è bene sapere che i cohousers non sono dei soggetti che da un giorno all’altro si trasferiscono all’interno di questa realtà abitativa, ma si conoscono, s’incontrano per studiare il progetto sulla carta, scegliere il luogo e infine realizzare con le proprie mani tutte le strutture necessarie. Appartenere a un cohousing significa avere la garanzia di maggior sicurezza perché la zona è controllata da più persone. Il secondo vantaggio è dato dalla diminuzione ed eliminazione dello stato di degrado del luogo perché tutti i membri di questa comunità partecipano attivamente alla manutenzione degli spazi comuni. Infine, il terzo vantaggio del cohousing è l’incremento della qualità della vita, sia grazie alla creazione di gruppi di acquisto solidale, realizzazione di una banca del tempo, ma anche dell’esecuzione di mercatini del baratto o del riuso etc. .
Obbiettivi del cohousing
Il cohousing è un nuovo modo di abitare nato intorno agli anni Sessanta in Scandinavia e ora diffuso in tantissime regioni del Nord Europa( Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia e Olanda), America(tra cui Canada), Giappone, fino all’Australia. I maggiori utilizzatori di questa realtà sono: single, famiglie con bambini e giovani coppie. Fin dal principio, lo scopo principale di quest’aggregazione era di sviluppare una nuova e innovativa realtà urbana reperendo e utilizzando risorse locali. A questo si è aggiunta l’esigenza di vivere una vita sostenibile e a chilometro zero, abbattendo quindi i costi di acquisto dei beni necessari alla quotidianità.
Come creare il cohousing
La creazione del modello di cohousing segue due principi base che sono connessi tra loro: autocostruzione e autorecupero. Prima di procedere con l’autocostruzione è necessario effettuare uno o più incontri e conferenze durante i quali realizzare un progetto su carta circa esposizione degli edifici, realizzazione delle aree comuni, edifici da risanare, richieste e documentazioni da presentare agli organi competenti. Coloro che aderiscono a questa iniziativa s’iscrivono al laboratorio di urbanistica partecipata. In seguito si procede con l’autocostruzione o, se sorge la necessità, all’autorecupero di edifici dismessi. Si prosegue con la compilazione e l'invio della documentazione agli organi competenti. A questo punto, tutti assieme, si procede alla realizzazione delle case indipendenti (è necessario avere le giuste conoscenze in campo edile) e alla loro assegnazione. A questo punto, con gli edifici principali realizzati, si termina con la realizzazione delle aree comuni, alla coltivazione di eventuali orti e tanto altro. E’ bene ricordare che ogni struttura è realizzata in maniera ecosostenibile e con lo scopo di avere dei bassi consumi nel lungo periodo. Proprio per questo motivo si realizzano impianti geotermici e fotovoltaici, così da avere un notevole risparmio energetico ed economico, il tutto rispettando l'ambiente.
Domande frequenti
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Cos'è esattamente il cohousing e in cosa differisce dagli altri modelli abitativi?Il cohousing è una forma di residenza collaborativa nata negli anni '60 in Scandinavia, oggi diffusa globalmente. Si caratterizza per la coesistenza di unità abitative private e indipendenti, garantendo piena privacy, integrate da ampi spazi comuni condivisi come cucine, sale hobby, orti e aree sportive. A differenza dei condomini tradizionali, qui la gestione è comunitaria: i residenti partecipano attivamente alle decisioni e alla manutenzione, puntando a creare un forte senso di vicinato e solidarietà. L'obiettivo principale è migliorare la qualità della vita attraverso la socializzazione, il risparmio economico condiviso e pratiche sostenibili, come l'autocostruzione o il recupero di edifici esistenti.
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Quali sono i principali vantaggi economici ed energetici del vivere in cohousing?I benefici economici derivano principalmente dalla condivisione delle spese e delle risorse. I membri del cohousing spesso organizzano acquisti collettivi, gestiscono orti comuni per produrre cibo proprio e riducono i costi di gestione grazie alla manutenzione diretta degli spazi comuni. Dal punto di vista energetico, le abitazioni sono progettate per essere ecosostenibili, utilizzando spesso impianti fotovoltaici e geotermici. Questo approccio non solo abbatte drasticamente i consumi elettrici e termici, ma riduce anche l'impatto ambientale, rendendo il modello abitativo molto efficiente nel lungo termine e accessibile a diverse fasce di reddito.
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Chi sono tipicamente i residenti che scelgono il cohousing?Il cohousing attrae una vasta gamma di profili sociali, poiché offre soluzioni flessibili ad esigenze diverse. I principali fruitori includono single che cercano connessione sociale, giovani coppie e famiglie con bambini che beneficiano di una rete di supporto e sicurezza. Tuttavia, è sempre più popolare anche tra gli anziani che desiderano invecchiare in comunità, evitando l'isolamento. Non esiste un profilo unico: ciò che accomuna i residenti è la volontà attiva di partecipare alla vita comunitaria, di collaborare nella gestione degli spazi e di condividere valori legati alla sostenibilità ambientale e alla reciprocità.
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Come si crea un gruppo di cohousing? Quali sono i passi iniziali?La nascita di un cohousing richiede pianificazione e collaborazione fin dall'inizio. Il processo inizia con incontri preliminari tra futuri residenti per definire visioni, bisogni e budget. Successivamente, si partecipa a laboratori di urbanistica partecipata per elaborare il progetto architettonico, scegliendo il luogo e definendo la distribuzione degli spazi privati e comuni. Una fase cruciale è l'autocostruzione o l'autorecupero degli edifici, attività che coinvolge direttamente i membri del gruppo. Solo dopo aver completato le pratiche burocratiche e le costruzioni, si passa alla gestione quotidiana, mantenendo viva la partecipazione attiva alla manutenzione e alla vita sociale.
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È possibile trasformare un edificio esistente in un cohousing?Sì, il cohousing non prevede necessariamente nuove costruzioni; anzi, l'autorecupero di edifici dismessi è una pratica comune e sostenibile. Questa opzione permette di recuperare patrimonio edilizio esistente, riducendo l'impatto ambientale legato ai nuovi materiali da costruzione. Il gruppo deve valutare la fattibilità strutturale e normativa dell'edificio, adattandolo alle esigenze comunitarie. Spesso, questi progetti prevedono la trasformazione di ex fabbriche, scuole o palazzi storici in spazi residenziali moderni, integrando efficienza energetica e spazi comuni. È fondamentale coordinarsi con gli enti preposti per ottenere le necessarie autorizzazioni e garantire che la ristrutturazione rispetti i requisiti di sicurezza e accessibilità.









