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Pialla a spessore

Aggiornato il 24 giugno 20134 capitoli4 domande frequenti
pialla manuale

La pialla manuale

La pialla è un utensile che serve essenzialmente per la lavorazione del legno. Sebbene già gli egizi utilizzassero delle pialle, questo strumento si è evoluto solo con l'avvento dei romani. Le pialle manuali si dividono in tre tipi: sponderuole, incorsatoi e pialle propriamente dette. A seconda del lavoro che ci si accinge a compire, esistono pialle atte a sgrossare, pialle per la finitura delle superfici, pialle a lama dentata, pialle a registro, pialle da bottai e piallone, queste ultime più lunghe ed indicate per la lavorazione di grandi superfici.

La pialla a motore

Esistono, poi, delle pialle a motore, che si suddividono in pialle a filo, pialle a spessore e pialle combinate, ovvero strumenti che eseguono entrambe le operazioni. I pialletti elettrici si utilizzano invece a mano libera.

La pialla a spessore: che cos'è, a cosa serve e come va utilizzata

La struttura della pialla a spessore è molto simile a quella della pialla a filo, con l'unica differenza che il piano su cui scorre il pezzo è uno solo, anziché due come nella pialla a filo, e si trova solitamente sotto l'albero porta utensile. Inoltre, le guide scorrevoli su cui il piano è montato permettono di cambiare la misura tra il piano e il tamburo. Come suggerisce il nome stesso, la pialla a spessore serve a levigare le superfici ed anche lo spessore dei listelli. Il piano di lavoro ed il rullo portautensili vengono regolati attraverso un piccolo volano o elettronicamente. La misura corrisponde a quella del pezzo finito. Il pezzo da lavorare viene spinto in maniera meccanica tra il piano di lavoro ed il rullo portautensili. Per ottenere un buon risultato, ovvero uno spessore omogeneo di tutto il pezzo che si sta sottoponendo a lavorazione, è opportuno non asportare più di 2-3 mm per passata. La sporgenza del coltello va dunque regolata prima dell'operazione, altrimenti si rischia un leggero affondo della presa da parte dei coltelli.

Modelli di pialla offerti dal mercato

Sul mercato si trovano diversi modelli di pialla. Solitamente si opta per le pialle combinate, ovvero pialle a filo ed a spessore. Passare da una pialla all'altra è semplice e veloce: è infatti sufficiente sollevare il piano della pialla a filo, per passare alla pialla a spessore. Esistono delle ovvie differenze tra pialle usate a scopo hobbistico e pialle professionali, adatte ai falegnami o agli artigiani di professione. Esistono molte ottime case produttrici e tra le più importanti si possono annoverare: Woodman, Sicar, Tecnomax, Cmc, Formula, Selecta, Minimax, Dewalt, Compa, Jet, Zipper. I prezzi variano e possono oscillare tra i 200 euro, fino ai 1500 o anche più. Come è ovvio, un attrezzo professionale consente lavorazioni combinate ed è dotato anche di sega circolare, fresatrice, mortasa a carrello di taglio e carrelli a squadrare. Le pialle a spessore più economiche si rivelano più maneggevoli e di più adatte a coloro che lavorano il legno a scopo hobbistico, ma ovviamente le funzioni sono ridotte all'essenziale. Il prezzo può variare dai 700 ai 1200 euro. Esistono poi le pialle a spessore portatili, leggere e maneggevoli. Il costo è relativamente basso e solitamente non supera i 200 euro. Alcuni modelli sono dotati di meccanismi di autotrascinamento e rulli di guida in entrata ed in uscita. Il prezzo medio si aggira attorno ai 500 euro. Si tratta di macchine ad uso professionale, ma si adattano bene ad ogni funzione, che si tratti di lavori di carpenteria, di falegnameria con legni massicci e pesanti oppure della realizzazione di mobili. Le pialle a spessore si possono acquistare dai rivenditori specializzati, oppure nelle catene di bricolage. Inoltre, in rete si trovano molte buone occasioni. Scegliere un macchinario piuttosto che un altro non è semplice, soprattutto per coloro che si accostano alla lavorazione del legno per la prima volta. Una buona pialla deve avere i piani regolabili, un motore robusto, piani lunghi in ghisa ed una solida costruzione. Altri parametri da considerare sono i cuscinetti di appoggio ed i perni di appoggio. Una macchina molto semplice da utilizzare, basilare e comoda è la Jointer. Ha piani lunghi, ma la larghezza delle lame è modesta. Ogni piano scorre sulla propria slitta e, una volta allineati, essi sono perfettamente paralleli. Va sottolineato che una pialla a spessore portatile è molto più delicata di una pialla a filo ed anche più complessa. Un ottimo medello è la Wadkin da 6'', la cui pialla ha delle ottime caratteristiche, paragonabili solo alle pialle ad uso professionale. Questa macchina è composta da un basamento standard in lamierone di ghisa. I piani sono smontabili e scorrono, guidati dal supporto. La macchina è dotata di un corretto numero di pezzi e di un comodo braccio di appoggio per i pezzi più grandi. Rispetto alle Jointer, questa macchina si può regolare e tarare alla perfezione dal momento che la slitta è staccata ed è regolabile. Il motore è con bascula e tirante. Un'ottima pialla combinata è la Metabo, con la quale è possibile lavorare senza vibrazioni dannose e senza polvere. Questa macchina possiede inoltre un interruttore di sicurezza, la veloce conversione da pialla a filo a pialla a spessore e l'avanzamento automatico del pezzo, grazie a pregiati rulli in acciaio. La polvere non si forma perché questa pialla possiede una calotta di aspirazione. La guida può essere inclinata fino a 45°. Il peso è ridotto, per cui è l'ideale per un impiego mobile.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una pialla a spessore e una pialla a filo?
    La distinzione fondamentale risiede nel numero di piani di appoggio e nella loro posizione rispetto all'albero porta utensili. Nella pialla a filo (jointer), il pezzo scorre su due piani distinti, uno davanti e uno dietro il tamburo, servendo principalmente a rendere parallela una faccia del legno. Al contrario, la pialla a spessore dispone di un unico piano di lavoro situato generalmente sotto l'albero porta utensili, con un rullo pressore sopra. Questo meccanismo permette di livellare la superficie superiore del pezzo rendendolo parallelo alla base già piallata, garantendo così uno spessore uniforme e preciso in tutta la lunghezza della tavola.
  • Quanto materiale si può asportare in una singola passata con una pialla a spessore?
    Per ottenere un risultato ottimale e evitare danni all'utensile o al pezzo lavorato, è consigliabile non rimuovere più di 2-3 millimetri di materiale per ciascuna passata. Asportare quantità superiori aumenta significativamente il rischio di affondamento irregolare dei coltelli, causando impronte o superfici ondulate. È fondamentale regolare correttamente la sporgenza del coltello prima di iniziare l'operazione. Procedere a strati sottili garantisce una finitura superficiale omogenea e protegge il motore dalla sovratensione, prolungando la vita utile della macchina.
  • Come scegliere la pialla a spessore giusta tra modello portatile e fissa?
    La scelta dipende dall'uso e dallo spazio disponibile. I modelli portatili, leggeri e spesso costosi tra i 200 e i 500 euro, sono ideali per chi necessita di mobilità o lavora spazi ridotti; alcuni includono autotrascinamento e rulli di guida per facilitare l'inserimento del pezzo. Le macchine fisse o combinate, che superano facilmente i 700-1500 euro, offrono maggiore stabilità, piani in ghisa, motori più potenti e funzionalità aggiuntive come la sega circolare o la fresatura. Sono preferibili per falegnameria professionale, lavori su legni pesanti o produzione continua, dove precisione e durata nel tempo sono prioritarie.
  • Cosa rende una pialla a spessore un attrezzo affidabile e sicuro?
    Un buon modello deve presentare piani regolabili con precisione, un motore robusto capace di gestire carichi elevati e piani di appoggio lunghi, preferibilmente in ghisa per garantire planarità e assorbire le vibrazioni. Elementi costruttivi solidi, inclusi cuscinetti di appoggio e perni di qualità, sono essenziali per mantenere la stabilità durante il lavoro. La presenza di sistemi di aspirazione integrata riduce la formazione di polveri nocive, mentre dispositivi di sicurezza come interruttori protettivi e meccanismi di avanzamento automatico migliorano l'ergonomia e prevengono incidenti. Verificare la compattezza della struttura evita deformazioni nel tempo.

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