viti autofilettanti

Chiodi e Viti

viti autofilettanti

Sono quelle che non hanno bisogno di fori già filettati per essere messe in posa e vengono utilizzate soprattutto per lamiere abbastanza sottili in leghe leggere oppure in acciaio o materiali di tipo plastico

di Redazione

26 giugno 2013

Caratteristiche tecniche principali delle viti autofilettanti

Le viti autofilettanti sono costituite da un corpo centrale a forma conica o cilindrica e da una parte terminale ben appuntita foggiata a regola d’arte per entrare all’interno di un foro già opportunamente praticato. Le viti autofilettanti servono per collegare fra di loro in maniera semplice, veloce e stabile sottili lamiere metalliche, plastiche oppure leghe leggere. Le geometrie delle loro filettature vengono appositamente disegnate per massimizzare i vantaggi dell’auto filettatura. Le viti autofilettanti offrono una buona resistenza allo strappo e ancorandosi in maniera perfetta alle lamiere a cui vengono fissate risultano alquanto difficili da togliere una volta inserite. Permettono di assemblare diverse tipologie di lamiere con poco lavoro iniziale ma con risultati ottimali.

Viti autofilettanti per metalli

Le viti autofilettanti per metalli sono studiati per essere impiegate sulle lamiere d’acciaio, materiali plastici o altre tipologie di leghe senza previa operazione di maschiatura e senza la necessità di impiegare dadi. La filettatura può essere presente fino sotto alla testa per consentire un serraggio ad hoc soprattutto per spessori sottili. Talvolta, queste particolari tipologie di viti possono avere un tagli a croce in testa che consente una presa migliore nel momento del serraggio e vengono utilizzate su lamiere con uno spessore massimo di cinque millimetri. Per resistere alla corrosone possono essere sottoposte ad una zincatua bianca spessa otto micron: un vero e proprio trattamento antigalvanico. Sono viti che non creano trucioli ma bensì riescono a inglobare il materiale in eccesso nella filettatura divenendo molto stabili e garantendo al contempo una aderenza ideale fra le due lamiere collegate. Inoltre si possono unire lamiere aventi spessori dissimili fra di loro e l’aderenza perfetta aumenta in maniera considerevole la resistenza alle vibrazioni anche di grande entità.

Viti autofilettanti per legno

In commercio esistono viti autofilettanti appositamente progettate per esser impiegate esclusivamente su superfici di legno sia in massello che lamellare. In genere sonno fatte in acciaio inossidabile e per un facile inserimento hanno la testa piatta e una punta molto affilata e tagliente. Quelle di fattura italiana possono costare dai sessanta centesimi di euro fino ad un massimo di un euro e cinquanta mentre se si opta per viti autofilettanti prodotte in paesi orientali i prezzi scendono vertiginosamente e per una singola vite si pagano cifre attorno ai dieci o venti centesimi l’una. Spesso per il legno si utilizzano le viti autofilettanti in acciaio zincato perché offrono una resistenza maggiore ma soprattutto perché sono molto più belle da vedere. In questo caso specifico i prezzo di base a un incremento del 20 o talvolta del 30%.

Differenze fra viti autofilettanti e viti auto foranti

Le viti autofilettanti adatte a fissaggi metallici hanno bisogno in genere di entrare in un foro già eseguito di un diametro inferiore a quello del filetto. Ad esempio se si ha una vite da otto millimetri il foro avrà un diametro di circa sette millimetri. Ovviamente i fori praticati sulle lamiere interessate dovranno combaciare alla perfezione. Le viti autofilettanti si caratterizzano per avere un minor bloccaggio e una presa inferiore rispetto alle auto foranti. Inoltre le viti auto foranti hanno una maggiore resistenza già che alle viti stesse vengono impresse forze maggiori per poter essere collocate nella loro sede opportuna e hanno una punta appositamente disegnata per riuscire a bucare lamiera non troppo spesse o altre tipologie di materiale di origine metallica. Le viti auto foranti si applicano con una maggiore velocità, col passare del tempo non perdono di aderenza e una volta inserite riescono a creare un filetto metrico preciso e in caso di necessità possono essere sostituite da normali viti. Le viti autofilettanti vengono vendute sul mercato a costi superiori rispetto alle autofilettanti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra viti autofilettanti e viti autoforanti?
    La distinzione fondamentale risiede nella capacità di creare il proprio foro. Le viti autoforanti possiedono una punta speciale simile a quella di una trivella che permette di bucare direttamente il metallo senza pre-foratura, creando poi il filetto. Al contrario, le viti autofilettanti richiedono un foro preliminare di diametro inferiore al filetto; entrano nel materiale e formano il filetto per deformazione plastica, senza rimuovere trucioli. Le autoforanti sono ideali per lavori veloci su spessori ridotti, mentre le autofilettanti offrono una tenuta eccellente nei giunti precaricati.
  • Posso usare viti autofilettanti su legno massiccio senza pre-forare?
    Sì, esistono specifiche viti autofilettanti per legno, spesso in acciaio inox o zincato, dotate di punta affilata e filetti ampi. Queste permettono di penetrare nel legno massello o lamellare senza bisogno di fori guida, grazie alla loro capacità di espellere leggermente le fibre. Tuttavia, per legni particolarmente duri o vicini ai bordi, è comunque consigliata una leggera pre-foratura per evitare spaccature. La scelta tra acciaio zincato e inox dipende dall'esposizione agli agenti atmosferici: lo zinco offre protezione contro la ruggine, mentre l'acciaio inox garantisce massima durata all'esterno.
  • Quanto deve essere grosso il foro prima di inserire una vite autofilettante?
    Il foro preliminare deve avere un diametro inferiore rispetto al filetto della vite, tipicamente di circa 1 millmetro meno. Ad esempio, per una vite da 8 mm, si pratica un foro di circa 7 mm. Questo accorgimento è cruciale: se il foro è troppo grande, la vite non riuscirà a formare correttamente il filetto, compromettendo la tenuta; se è troppo piccolo, la vite potrebbe spezzarsi durante l'avvitamento. I fori devono combaciare perfettamente nelle lamiere sovrapposte per garantire un'allineamento preciso e una distribuzione uniforme dello sforzo meccanico.
  • Come posso proteggere le viti autofilettanti dalla corrosione?
    Per resistere alla corrosione, specialmente in ambienti esterni o umidi, le viti autofilettanti vengono spesso trattate con zincatura bianca spessa circa 8 micron. Questo trattamento antigalvanico crea una barriera protettiva efficace contro l'ossidazione. Per applicazioni ancora più critiche o estetiche, si preferiscono viti in acciaio inossidabile, che garantiscono una resistenza superiore agli agenti atmosferici senza bisogno di rivestimenti aggiuntivi. È importante verificare sempre la classe di corrosione indicata dal produttore per assicurarsi che il materiale scelto sia adatto all'ambiente di utilizzo specifico.
  • Le viti autofilettanti reggono bene le vibrazioni?
    Assolutamente sì. Una volta inserite, le viti autofilettanti si ancorano in modo estremamente stabile alle lamiere, rendendole difficili da rimuovere e resistenti allo strappo. La loro geometria permette di inglobare il materiale in eccesso nella filettatura, aumentando notevolmente l'aderenza. Questa caratteristica le rende ideali per assemblaggi soggetti a vibrazioni intense, come quelli presenti in strutture industriali, telai metallici o componenti automobilistici. L'aderenza perfetta tra le lamiere collegate minimizza il rischio di allentamento nel tempo, garantendo sicurezza strutturale duratura.