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Arredamento casa

Capolavori del design industriale italiano

Da elementi d’arredo a pezzi da museo. I capolavori del design industriale italiano sono ora visibili presso mostre e musei di arte contemporanea.

di Redazione

18 giugno 2015

Fantasia ed eleganza per dei capolavori senza tempo

Gli oggetti di design, che si tratti di mobili, accessori o complementi d’arredo, hanno un valore che spesso trascende la loro funzionalità e li trasforma in icone di stile, in pezzi d’arte contemporanea. Il design italiano, nel corso degli anni, ha creato oggetti che arredano, si lasciano usare e plasmano e modificano gli spazi attorno a loro. La forza di un design vincente è data dalla capacità di essere sempre al passo coi tempi e di avere un significato anche a decenni dalla sua creazione. Ecco perché molti oggetti di uso quotidiano o utilizzati per arredare e riempire spazi sono, nel tempo, divenuti pezzi d’arte. Oggi, molti degli oggetti frutto del genio e della creatività del design industriale italiano sono esposti in musei d’arte contemporanea di diversi paesi, come il MOMA di New York, testimoni di grande creatività unita alla funzionalità.

L'estetica dello scorrere del tempo

La perfetta metafora delle creazioni che trascendono la loro epoca è rappresentata da orologi e calendari. Timor è un calendario perpetuo realizzato dal designer Enzo Mari nel 1967 per la ditta Danese. Una linea semplice ed essenziale per un oggetto che misura lo scorrere delle ore, dei giorni e dei mesi. I materiali utilizzati erano segno della voglia di modernità degli anni sessanta: ABS bianco e nero e PVC litografato. Timor ha conosciuto un grande successo ed è stato realizzato in diverse lingue. Il design è pulito, pensato per l’arte prima che per la commercializzazione. Esso è rappresentativo del modo in cui Mari vedeva la vita e la sua professione, con l’attenzione a creare la bellezza prima che un prodotto da vendere. L’etica del design, come lui la chiamava, ha caratterizzato un’opera che, nel tempo, ha sempre agito libera dai condizionamenti e dalle mode del mercato.

Luci, ombre e lampade dal design creativo

Oltre al tempo, è la luce a dominare nella progettazione di oggetti e di interni, perchè li rende diversi in ogni momento della giornata. Le lampade rappresentano alcuni degli esempi più belli del design degli anni sessanta, come Eclisse, progettata nel 1967 da Ludovico Magistretti per l’azienda Artemide. Metallo verniciato in bianco, rosso/arancio o argento e forme rotonde per un’opera ispirata, a detta dell’ideatore, dalla lanterna di Jan Valjean, personaggio dei miserabili di Victor Hugo. Su tutt’altre linee si muoveva, invece, il duo creativo formato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, realizzatori della lampada Arco per la ditta Flos, nel 1962. Un design leggero e lineare, ma comunque imponente con i suoi 232 cm di altezza. La base, realizzata in marmo di Carrara, compensa, con la sua solidità, la leggerezza dello stelo in acciaio inossidabile che sostiene la lampada, come un lampione domestico.

Forme strane, semplici o indefinite

La lampada Falkland, ideata da Bruno Munari per Danese Milano, nel 1964, si distingue per il disegno e le forme decisamente originali, che creano interessanti effetti di luce ed ombra. Semplice e iconica, la caffettiera Conica, progettata agli inizi degli anni ottanta da Aldo Rossi per Alessi, è diventata, di fatto, il simbolo di questo importante marchio di design. Fu originale anche l’interpretazione che, nel 1968, i designer Gatti, Paolini e Teodoro diedero del pouf. Sacco, la loro creazione, è il simbolo dello spazio indefinito e informe che sta tra la poltrona propriamente detta e il pouf. Realizzato per Zanotta design, Sacco è un complemento d’arredo dalla forma indistinta e che si plasma in base al suo utilizzatore che ne diventa, al tempo stesso, l'autore. Nei fatti, si tratta di un semplice involucro in tela, pelle o ecopelle contenente palline di polistirolo ad alta resistenza. Tra i luoghi in cui si può osservare questa poltrona atipica, vi è il Museum of Modern Art (MOMA) di New York.

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Domande frequenti

  • Quali sono i capolavori del design italiano conservati nei musei internazionali?
    Numerosi oggetti del design industriale italiano sono considerati opere d'arte contemporanea e sono esposti in prestigiose istituzioni come il MoMA di New York. Tra questi spiccano il pouf Sacco di Gatti, Paolini e Teodoro per Zanotta, noto per la sua forma indefinita che si adatta all'utilizzatore, e il calendario perpetuo Timor di Enzo Mari per Danese. Questi pezzi testimoniano come il design italiano abbia superato la mera funzionalità per diventare patrimonio culturale globale, celebrando l'unione tra estetica, etica progettuale e innovazione materiale.
  • Come funziona il calendario perpetuo Timor di Enzo Mari?
    Realizzato nel 1967 per la ditta Danese, il Timor è un calendario perpetuo che segna ore, giorni e mesi attraverso una linea semplice ed essenziale. Costruito con materiali moderni per l'epoca come ABS bianco e nero e PVC litografato, riflette l'etica del design di Mari, che privilegiava la bellezza e il concetto artistico rispetto alla pura commercializzazione. La sua struttura non richiede regolazioni annuali, diventando così un'icona di modernità e durata, capace di resistere alle mode passeggere grazie alla sua purezza formale e funzionale.
  • Quali sono le caratteristiche principali delle lampade Eclisse e Arco?
    L'Eclisse di Ludovico Magistretti (Artemide, 1967) è realizzata in metallo verniciato con forme rotonde ispirate alla lanterna de 'I Miserabili', offrendo un'illuminazione diffusa e artistica. Al contrario, l'Arco dei fratelli Castiglioni (Flos, 1962) è un lampadario sospeso alto 232 cm, dotato di una massiccia base in marmo di Carrara che stabilizza il sottile stelo in acciaio inossidabile. Mentre l'Eclisse gioca sulla forma sferica e il colore, l'Arco definisce lo spazio verticale con un contrasto tra leggerezza strutturale e solidità della base, rimanendo un punto fermo nell'arredamento moderno.
  • Perché il pouf Sacco è considerato un'opera d'arte e non solo un mobile?
    Il pouf Sacco, creato nel 1968 da Gatti, Paolini e Teodoro per Zanotta, rompe con la tradizione del mobile rigido. È un involucro in tela, pelle o ecopelle riempito di palline di polistirolo che assume una forma indefinita, adattandosi dinamicamente al corpo di chi ci si siede. Questa interattività trasforma l'utente in co-autore dell'oggetto, sfidando le convenzioni dello spazio abitativo. La sua natura fluida e la sua iconicità hanno valso l'inserimento nel catalogo permanente del MoMA di New York, riconoscendone il valore artistico oltre che funzionale.
  • Cosa rende unico il design di Aldo Rossi per Alessi?
    Aldo Rossi ha disegnato la caffettiera Conica negli anni '80 per Alessi, creando un oggetto che è diventato il simbolo stesso del marchio. Il design si distingue per la sua semplicità geometrica e l'originalità interpretativa, trasformando uno strumento quotidiano in un'icona del design italiano. Come per altre opere trattate, la forza risiede nella capacità di unire funzionalità pratica a un forte impatto estetico, dimostrando come il design possa elevare gli oggetti comuni a status di capolavori senza tempo, apprezzati sia nelle case che nelle collezioni museali.

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