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Come scegliere il colore esterno della casa

Aggiornato il 13 marzo 20144 capitoli5 domande frequenti
colore esterno della casa

Colore di una casa

La colorazione di una casa è molto importante, dal momento che ne rappresenta il principale elemento di caratterizzazione, quello che tutti possono notare dall'esterno, e che identifica la struttura con quanto la circonda. Nella maggior parte dei casi la scelta dei colori e degli stili rispecchia il luogo in cui la struttura è stata realizzata, e così è più facile riscontrare degli affreschi in un centro storico piuttosto che in piena periferia. E' del tutto errato pensare che la scelta inizi e si concluda con il campione di colore che un esperto ci propone. Durante i lavori infatti è necessario tener conto di componenti quali ombre, volume e luce naturale. Data la presenza di molti casi in cui la tinteggiatura di un edificio non risulti conforme con l'ambiente circostante, la legge italiana ha previsto una domanda da presentare obbligatoriamente all'Ufficio Tecnico del Comune di appartenenza, prima di procedere con questo tipo di lavori. In Alcune città è possibile avere a disposizione un Piano del Colore, che fornisce punti di riferimento per accostamenti e tonalità.

Scegliere il colore

La scelta del colore non può essere inficiata dal gusto personale. Proprio per questo occorre affidarsi a dei professionisti, che sappiano valutare il contesto in cui si trova l'edificio, e soprattutto le sue caratteristiche strutturali. Una divisione alquanto generica in Europa è quella tra nord e sud, con colorazioni forti al settentrione e chiare al meridione. Un consiglio pratico per riuscire a trovare il colore giusto, qualora si preferisse operare da soli, è quello di provare alcune tonalità su di un pannello di legno (almeno 1 metro x 1 metro) e poggiarlo sulla facciata della casa.

Proprietà della vernice da esterno

Esistono svariate tipologie di vernici, e per scegliere quella più adatta è necessario tener conto di elementi quali la resistenza, l'impermeabilità e la traspirabilità. Una buona tinteggiatura deve essere in grado di resistere alla forza degli agenti atmosferici, agli effetti dell'inquinamento e al naturale sporco. Oltre tutto ciò dev'essere presa in considerazione la totale assenza di sostanze nocive.

Consigli per una corretta tinteggiatura

Esistono dei periodi in cui è preferibile dedicarsi a lavori di tinteggiatura. In breve occorre evitare le temperature estreme, ovvero inverno ed estate, cimentandosi nella colorazione di un edificio in primavera o autunno. Anche in queste stagioni però è possibile incappare in giornate con temperature record al di sotto dei 5 gradi, caratterizzate da pioggia o forte vento. Tutti questi elementi vanno evitati, dal momento che potrebbero compromettere seriamente il risultato finale. A ciò però si aggiunge anche il sole. Di certo non si chiede di tinteggiare di notte con l'ausilio di una torcia ma, se l'abitazione in questione presenta una diretta esposizione ai raggi solari, sarebbe bene evitare le ore o in generale le giornate più roventi. Se possibile, sarebbe preferibile attendere che la facciata alla quale ci si sta dedicando venisse colpita dall'ombra piuttosto che dai raggi solari. Un breve programma di lavoro potrebbe essere il seguente: occuparsi della parete che è esposta a ovest al mattino presto, di quella esposta a est a inizio pomeriggio, di quella esposta a nord in tardo mattino e di quella esposta a sud alla sera. E' impensabile però decidere di tinteggiare una facciata e farlo di punto in bianco senza alcuna preparazione. Prima di tutto infatti occorre spazzolare energicamente la superficie sulla quale si procederà con il lavoro. Questa operazione è fondamentale perché consente di eliminare qualsiasi elemento in via di distacco, precedenti elementi di pitture pregresse che ormai stanno per staccarsi e impurità di ogni tipo. Tale lavoro può avere però anche un secondo fine, utile magari per la nuova tinteggiatura. Spazzolando per bene infatti dovrebbero fuoriuscire le precedenti colorazioni adoperate che, a meno che non si decida di operare un cambiamento radicale, potrebbero essere riproposte. In questo modo si sarebbe certi di ottenere un ottimo effetto in linea con lo stile della struttura e l'ambiente circostante. Qualora invece non si intenda tornare sui propri passi o quelli dei precedenti proprietari dell''edificio, questa "scoperta" potrebbe sempre fornire un punto di partenza, così da potersi orientare meglio soprattutto in fatto di tonalità.

Domande frequenti

  • È obbligatorio chiedere un permesso per cambiare il colore della facciata?
    Sì, in Italia la tinteggiatura esterna di un edificio richiede quasi sempre un'autorizzazione preventiva. È necessario presentare una domanda all'Ufficio Tecnico del Comune di competenza prima di iniziare i lavori. Molte città, specialmente quelle con vincoli storici o paesaggistici, adottano un "Piano del Colore" che stabilisce le tonalità ammissibili per mantenere l'armonia urbana. Ignorare questa procedura può comportare sanzioni amministrative e l'obbligo di ripristinare il colore originale. Verifica sempre presso il tuo municipio se esistono normative locali specifiche o piani regolatori che limitano la libertà di scelta cromatica.
  • Quali sono le condizioni climatiche ideali per tinteggiare una facciata?
    Il periodo migliore per la tinteggiatura esterna è la primavera o l'autunno, evitando sempre i picchi termici estremi di inverno ed estate. La temperatura ideale dovrebbe oscillare tra i 5 e i 25 gradi Celsius. Evita di lavorare quando c'è rischio di pioggia, umidità elevata o vento forte, poiché questi fattori compromettono l'adesione della vernice. Inoltre, non applicare la pittura nelle ore centrali delle giornate soleggiate: il calore eccessivo fa asciugare la vernice troppo velocemente, causando crepe o bolle. L'ideale è lavorare sulle pareti in ombra o nelle prime/ultime ore del giorno.
  • Come preparare correttamente la parete prima di dipingere?
    La preparazione della superficie è cruciale per la durata della tinteggiatura. Innanzitutto, spazza energicamente la facciata per rimuovere polvere, muffe e residui di vecchie pitture in fase di distacco. Controlla la presenza di crepe o buchi e riparali con idonei stucchi o malle. Se la parete era già colorata, pulirla accuratamente ti permetterà di scoprire il colore originale, che spesso si integra meglio con lo stile dell'edificio rispetto a una scelta arbitraria. Solo dopo aver garantito una superficie pulita, asciutta e stabile potrai procedere con l'applicazione dell'eventuale primer e della vernice definitiva.
  • Che tipo di vernice devo usare per le esterni?
    Per le facciate esterne è essenziale utilizzare vernici specifiche progettate per resistere alle aggressioni ambientali. Le proprietà fondamentali da cercare sono impermeabilità (per bloccare l'umidità di risalita), traspirabilità (per permettere all'acqua interna di uscire senza creare distacchi) e resistenza agli agenti atmosferici e all'inquinamento. Scegli prodotti atossici e privi di sostanze nocive. Esistono diverse tipologie, come le silossaniche o le siliconiche, note per la loro alta traspirabilità e idrorepellenza. Affidati a un professionista per selezionare il prodotto più adatto al materiale del muro e al clima locale.
  • Come capire quale colore scegliere rispettando il contesto architettonico?
    Non basarti solo sul gusto personale, ma analizza il contesto. In Europa, ad esempio, si tende a usare colori chiari al Sud per riflettere il sole e toni più scuri al Nord. Valuta l'illuminazione naturale, le ombre proiettate dagli elementi architettonici e il volume dell'edificio. Un metodo pratico è applicare campioni di almeno 1x1 metro direttamente sulla facciata per vedere come la luce cambia la percezione del colore durante la giornata. Consulta inoltre eventuali piani comunali del colore o chiedi parere a un professionista che sappia integrare l'edificio nel suo ambiente storico o paesaggistico.

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