Alcune note

Riscaldamento Casa

biogas fai da te

Ecco cosa c'è da sapere sul biogas fai da te: le informazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici per non sbagliare

di Redazione

04 gennaio 2014

Le informazioni di base sul biogas fai da te

Nell’ambito delle tipologie di impianti e di modalità di riscaldamento e di tutto quanto sia più o meno direttamente legato al mondo della produzione energetica connessa con l’utilizzo domestico un discorso a parte è quello che merita senza dubbio il biogas. E, ovviamente, in maniera intuibile, un discorso a parte è quello che ha per oggetto tutto quanto sia più o meno direttamente collegato al concetto di biogas fai da te. Una delle prime considerazioni che è opportuno formulare quando si parla di biogas fai da te è che si tratta di un qualcosa che solo fino a qualche anno fa appariva assolutamente impensabile in quanto a stento si parlava di biogas e delle varie modalità di impiego cui il biogas poteva essere destinato: modalità a dire il vero abbastanza funzionali e in crescita anch’esse negli ultimi tempi.

Le caratteristiche principali del biogas fai da te

Con il passare del tempo, poi, e anche grazie ai continui progressi tecnologici applicati alla produzione di energia legata al riscaldamento domestico, si è sviluppato con sempre maggiore convinzione anche il concetto di biogas fai da te oltre al consueto biogas. Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere alcuni degli elementi di base che più potranno esserci di sostegno nel corso della nostra analisi in materia di biogas fai da te, una disanima sintetica la nostra per le sempre pressanti esigenze di spazio ma che speriamo rimanga sempre e comunque sufficientemente esauriente per il nostro lettore più affezionato. Ovviamente, in maniera intuibile, il concetto di biogas fai da te è un concetto più nuovo rispetto al normale biogas da cui si differenzia non tanto per le proprietà quanto piuttosto per le modalità di produzione.

Consigli pratici nella produzione di biogas fai da te

Quando si parla di biogas fai da te e ci si interroga in merito alle modalità di produzione, come dire casalinghe, tipiche di questo prodotto specifico il primo elemento da tenere bene a mente è quello che viene comunemente definito dalla più o meno ristretta cerchia degli addetti ai lavori del settore, come il cosiddetto di gestore. Laddove, nella fattispecie, è giusto parlare di digestore in ambito di produzione di biogas fai da te quando si fa riferimento a quell’impianto in grado di effettuare la trasformazione chiave nel processo in esame. Vale a dire la trasformazione della frazione organica dei nostri rifiuti – la parte umida per intenderci – in un combustibile gassoso come il metano (biossido di carbonio). Ovviamente per procedere alla produzione di biogas fai da te occorre avere in casa un digestore: di digestori ce ne sono di tutti i tipi e tutte le dimensioni in grado di provvedere tanto al fabbisogno industriale quanto a quello domestico.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Cos'è esattamente un digestore per biogas domestico?
    Il digestore è il cuore dell'impianto di biogas fai da te: si tratta di un contenitore ermetico dove avviene la decomposizione anaerobica della materia organica. In assenza di ossigeno, batteri specifici trasformano i rifiuti umidi (scarti alimentari, letame, ecc.) in biogas, una miscela composta principalmente da metano e anidride carbonica, e in digestato, un residuo solido/liquido utilizzabile come fertilizzante. Per uso domestico esistono modelli compatti progettati per gestire piccole quantità di biomassa, garantendo sicurezza e facilità d'uso rispetto agli impianti industriali.
  • Quali materiali posso utilizzare per produrre biogas in casa?
    Per alimentare un digestore domestico funzionano gli scarti organici ricchi di carbonio e azoto. Le migliori fonti includono avanzi di cucina (frutta, verdura, pane), scarti di giardino, letame animale diluito e fanghi di depurazione domestici se autorizzati. È fondamentale evitare carni, latticini in grandi quantità e materiali plastici o metallici, poiché possono alterare il pH o bloccare il processo fermentativo. Un corretto bilanciamento tra 'carbonio' (secchi) e 'azoto' (umidi) accelera la produzione di gas e previene odori sgradevoli.
  • È sicuro installare un impianto di biogas fai da te?
    La sicurezza dipende dalla corretta progettazione e manutenzione. Il biogas contiene metano, altamente infiammabile, quindi l'impianto deve essere perfettamente sigillato e dotato di valvole di sfogo e scarico fiamma. Non devono esserci perdite nell'abitazione. Inoltre, il processo richiede temperature costanti; sbalzi termici bruschi possono fermare la fermentazione. Si consiglia vivamente di affidarsi a kit certificati o farsi seguire da tecnici specializzati, evitando modifiche fai-da-te su componenti critici come i serbatoi di accumulo del gas, per prevenire rischi di esplosione o asfissia.
  • Quanto tempo ci vuole per produrre biogas e quanto ne ottengo?
    I tempi variano in base alla temperatura e al tipo di materiale. A temperatura ambiente (mesofilo), il ciclo completo può richiedere dai 20 ai 40 giorni. Se il digestore è riscaldato (termofilo), i tempi si riducono a 10-15 giorni. La resa dipende dal carico organico: un piccolo digestore domestico ben alimentato può produrre da pochi litri a diverse decine di metri cubi di gas al mese, sufficiente per cucinare o integrare il riscaldamento, ma raramente per coprire l'intero fabbisogno energetico di una famiglia media senza integrazione da altre fonti rinnovabili.
  • Cosa fare dello scarto rimasto dopo aver estratto il biogas?
    Il residuo solido e liquido, chiamato digestato, non è rifiuto ma un ottimo ammendante agrario. Essendo stato sottoposto a fermentazione, contiene nutrienti (azoto, fosforo, potassio) già mineralizzati e pronti per essere assorbiti dalle piante, a differenza del compost tradizionale che richiede ulteriore maturazione. Può essere utilizzato come concime liquido per orti e giardini o come ammendante solidificato per migliorare la struttura del suolo. Tuttavia, va sempre analizzato per verificare l'assenza di patogeni o metalli pesanti prima dell'uso intensivo.