gommalacca

Legno

Finitura in gommalacca per mobili in legno

L'uso della tecnica di finitura in gommalacca per mobili in legno è un passaggio fondamentale per la corretta manutenzione e conservazione della mobilia.

di Redazione

28 settembre 2015

La gommalacca

La gommalacca è un materiale di origine naturale raccolto sulla corteccia di alcuni alberi asiatici quali il "Ficus Religiosa o Ficus Indica". Si tratta della secrezione lasciata sul tronco da alcuni insetti. Questo fluido denso e appiccicoso, una volta raccolto, deve subire numerosi processi prima di poter essere utilizzato. Tra i tanti passaggi ricordiamo il processo di purificazione dai residui in essa contenuti e la successiva trasformazione in sottili fogli. Il risultato finale è un insieme di scaglie bruno dorato di dimensioni variabili. Il grado qualitativo della gommalacca è dato dalla quasi totale assenza d’impurità e dal colore chiaro delle scaglie. Sebbene la gommalacca fosse conosciuta nell'antichità, le prime notizie sull'uso legato ai mobili in legno risalgono al '600. La sua diffusione in Europa iniziò solo all'inizio del XIX secolo. Oggi, per la sua caratteristica di essere commestibile è utilizzata anche nelle preparazioni alimentari, dove è denominata "E904".

Usi della gommalacca

L'uso principale della gommalacca è legato alla lucidatura delle superfici lignee. La lucidatura permette di ottenere sia la chiusura dei pori del legno sia uno strato protettivo della patina, caratteristica apprezzata sui mobili d'epoca. Nel campo del restauro del legno la gommalacca permette di ripristinare le vecchie superfici lucide e con i colori originali. I campi d'impiego della gommalacca non si limitano all'uso sui mobili e sui legni in generale ma coprono diversi altri ambiti. Nel campo farmaceutico, la gommalacca è utilizzata per ricoprire le capsule e anche nel settore dolciario è molto usata. La gommalacca viene anche utilizzata nella lavorazione dei prodotti del cuoio. L’applicazione può essere fatta utilizzando un pennello o un tampone. La scelta dipende in prevalenza dal tipo di superficie da trattare. Per le superfici piane è preferibile l'uso del tampone mentre per quelle irregolari, soprattutto se si ha poca esperienza, il pennello rende più semplice la stesura e agevola il raggiungimento delle superfici più inaccessibili. Alcuni preferiscono l'uso di una tecnica mista che prevede di utilizzare entrambi gli strumenti nel medesimo intervento di stesura della gommalacca.

Preparazione della gommalacca

Le scaglie di gommalacca sono sciolte con solventi organici quali alcool etilico, metanolo e acetone. Basterà prendere un contenitore di vetro con un coperchio ermetico, introdurre la quantità di gommalacca desiderata e aggiungere il solvente. Dopo la chiusura del recipiente bisognerà attendere perché il procedimento di liquefazione delle scaglie richiede circa ventiquattro ore. Le proporzioni consigliate per quest’operazione sono di 1 litro di solvente per 200 gr di gommalacca. Quando la soluzione sarà pronta, dovremo travasarla filtrandola, usando corretti filtri o utilizzandone uno artigianale come una calza di nailon. Il contenitore sarà sempre di vetro (andrà bene anche una bottiglia) con la possibilità di essere chiuso. La conservazione, nel caso non si utilizzi a breve la soluzione, dovrà avvenire in un luogo buio e fresco, questo garantirà una durata di circa un anno.

Stesura della gommalacca

Prima di stendere la gommalacca è consigliato un nuovo filtraggio e se necessario un'ulteriore diluizione secondo l'utilizzo. Se dobbiamo fare una lucidatura diluiremo 100 gr di gommalacca in 1 litro di solvente, invece, per chiudere dei pori la quantità di solvente necessaria raddoppierà. La stesura a pennello non richiede particolari accorgimenti e la gommalacca è trattata come una normale vernice. L'unica accortezza concerne la lunghezza delle setole che devono essere corte. Qualche spiegazione in più richiede la stesura a tampone. Il tampone è costituito da un cuscinetto di lana non colorata racchiuso in un telo quadrato di cotone delle dimensioni di circa 25 cm di lato. Il cuscinetto di lana è intriso nella gommalacca, poi viene ben strizzato e avvolto nel panno di cotone, a questo punto siamo pronti all'applicazione della gommalacca. L'applicazione avviene per passate successive con l'accortezza di lasciare asciugare una mano almeno 12 ore prima della successiva stesura.

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Domande frequenti

  • Come si prepara correttamente la soluzione di gommalacca per la lucidatura?
    Per preparare la gommalacca, sciogliere le scaglie in un solvente organico come alcol etilico, metanolo o acetone. Utilizzare un contenitore di vetro con coperchio ermetico: la proporzione standard è di 200 grammi di scaglie per ogni litro di solvente. È fondamentale attendere circa 24 ore affinché le scaglie si sciolgano completamente. Una volta pronta, filtrare la soluzione attraverso un filtro fine o una calza di nylon per rimuovere eventuali impurità. Conservare il prodotto finito in un luogo buio e fresco; se sigillato correttamente, la soluzione mantiene le sue proprietà per circa un anno.
  • Qual è la differenza tra stesura a pennello e a tampone?
    La scelta dello strumento dipende dalla superficie e dall'esperienza. Il pennello, dotato di setole corte, è ideale per superfici irregolari, angoli difficili da raggiungere o per chi ha meno pratica, poiché facilita una distribuzione uniforme senza lasciare segni. Il tampone, invece, consiste in un cuscinetto di lana bianca avvolto in un panno di cotone quadrato (circa 25 cm): va intriso di gommalacca, strizzato bene e applicato con passate leggere. Il tampone è preferito per le grandi superfici piane per ottenere una finitura più omogenea e professionale, tipica della lucidatura tradizionale.
  • Quante mani di gommalacca devo applicare e quanto tempo devo aspettare?
    La gommalacca va applicata a mano successive, creando strati sottili e progressivi. È essenziale rispettare i tempi di asciugatura: bisogna attendere almeno 12 ore tra una mano e l'altra prima di procedere con quella successiva. Questa pazienza garantisce che ogni strato si fissi correttamente al legno, evitando difetti come appiccicosità o opacità irregolare. Più mani vengono applicate, maggiore sarà la lucentezza e la protezione offerta alla superficie lignea, rendendo il mobile resistente e bello da vedere.
  • A cosa serve la gommalacca sui mobili antichi?
    Sui mobili d'epoca, la gommalacca svolge un ruolo cruciale nel restauro e nella conservazione. Chiude i pori del legno, creando uno strato protettivo che preserva la patina originale, molto apprezzata dai collezionisti. Inoltre, permette di ripristinare superfici lucide rovinate nel tempo, riportando il mobile al suo aspetto originario senza alterarne il valore storico. A differenza di vernici moderne, la gommalacca è reversibile e compatibile con le tecniche tradizionali, garantendo un intervento delicato che rispetta l'autenticità del manufatto ligneo.