Impianto solare termico

Solare

Acqua calda solare

L'acqua calda solare è ottenibile con appositi pannelli o collettori che sfruttano l'energia del sole. Consentono un apprezzabile risparmio economico.

di Redazione

16 maggio 2016

Sistemi di produzione dell'acqua calda solare

I pannelli solari termici, detti anche collettori, permettono di avere acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento della casa. Questi dispositivi consentono un buon risparmio di elettricità, gas, combustibili derivati dal petrolio e quindi di denaro. Rappresentano un'ottima fonte energetica rinnovabile senza impatti negativi sull'ambiente, senza emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Contribuiscono alla realizzazione di una casa in grado di evitare gli sprechi e coprire quasi interamente ed autonomamente il fabbisogno di energia, insieme a sistemi differenti, come l'isolamento termico, gli infissi ad alte prestazioni, i materiali ecocompatibili ed altri ancora. Inoltre gli impianti che producono acqua calda solare usufruiscono di detrazioni fiscali ed incentivi, sia per ciò che riguarda la costruzione delle abitazioni che la loro ristrutturazione.

Pannelli solari piani vetrati e sottovuoto

Lo schema fondamentale dell'impianto solare termico prevede un collettore piano vetrato (il primo tipo ad essere messo a punto fin dagli inizi), oppure sottovuoto (la versione più nuova), che cattura la radiazione del sole e ne sfrutta il calore più un serbatoio per l'accumulo dell'acqua calda. I pannelli piani vetrati sono composti da una lastra di metallo, di solito in rame, racchiuso tra una lastra di vetro, sul lato rivolto verso il sole, e uno strato di isolante termico posteriormente. I collettori solari del tipo sottovuoto offrono una maggiore efficienza e sono formati da tubi di vetro contenenti altri tubi (coperti da una speciale vernice) in cui circola acqua e che trattengono i raggi solari quasi senza nessuna dispersione. Un altro sistema prevede tubi in rame pieni di un particolare alcool, all'interno dei tubi di vetro esterni.

Funzionamento dei collettori, uso dell'acqua e posizionamento

Il funzionamento dei due tipi di collettori è sostanzialmente lo stesso. Essi trasformano i raggi solari in energia termica mediante un liquido termovettore che innalza la temperatura dell'acqua che si trova nel boiler (fino a 70-80 °C), nel giro di circa 10 ore. L'acqua calda solare è quindi utilizzabile all'interno dell'abitazione, in bagno, in cucina, per la lavatrice e la lavastoviglie, e può entrare in circolazione nell'impianto di riscaldamento degli ambienti domestici. I pannelli solari devono essere posizionati in un punto non in ombra, orientati verso sud, per avere il massimo rendimento, in giardino, sul tetto o sul terrazzo. È sempre consigliabile aggiungere una caldaia per garantire l'acqua riscaldata anche quando l'impianto solare non ne produce abbastanza, o per un eventuale guasto o semplicemente perché la giornata è nuvolosa.

Impianti solari a circolazione naturale e forzata

Gli impianti solari termici possono essere di due tipi: a circolazione naturale e a circolazione forzata. I primi si riconoscono a prima vista per la presenza del serbatoio al di sopra del pannello o collettore, sistemati all'aperto. La radiazione solare scalda il fluido termovettore che, a causa dell'alta temperatura, diventa più leggero e si dirige verso l'alto. Entrando in contatto con l'acqua dell'accumulatore, il liquido la riscalda per mezzo di uno scambiatore di calore. Nei sistemi a circolazione forzata il boiler è invece posizionato all'interno della casa. Questo accade generalmente quando un regolamento edilizio o uno specifico ostacolo impediscono l'installazione del serbatoio all'esterno. Il fluido caldo proveniente dai collettori è poi trasportato al boiler mediante una pompa elettrica.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra pannelli solari piani e quelli a tubi sottovuoto?
    La differenza risiede nella struttura e nell'efficienza. I pannelli piani vetrati sono costituiti da una lastra metallica (solitamente rame) racchiusa tra vetro e isolante termico; sono la tecnologia più tradizionale e collaudata. I collettori a tubi sottovuoto, invece, utilizzano tubi di vetro contenenti altri tubi interni o fluidi specifici (come alcol) che riducono drasticamente le dispersioni termiche. Questa configurazione offre una resa superiore, specialmente in condizioni climatiche meno ideali o durante le stagioni fredde, garantendo un riscaldamento dell'acqua più efficace grazie alla minore perdita di calore verso l'esterno.
  • Quanta acqua calda riesce a produrre un impianto solare termico giornaliero?
    In media, un impianto ben dimensionato può riscaldare l'acqua fino a 70-80 gradi Celsius entro circa 10 ore di esposizione solare diretta. Tuttavia, la quantità effettiva dipende fortemente dall'irraggiamento locale, dalla stagione e dall'inclinazione dei pannelli. Durante i mesi estivi, il contributo solare può coprire quasi interamente il fabbisogno domestico. In inverno o nelle giornate nuvolose, la produzione diminuisce significativamente. Per questo motivo, è fondamentale integrare sempre un sistema di backup, come una caldaia tradizionale o una pompa di calore, per garantire acqua calda sanitaria costante indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.
  • È necessario installare una caldaia se ho già i pannelli solari?
    Sì, è altamente consigliato mantenere un sistema di integrazione termica. I pannelli solari termici non garantiscono acqua calda istantanea e costante 365 giorni l'anno, poiché la loro efficacia varia con le stagioni e il meteo. Una caldaia (a gas, condensazione o biomassa) o una pompa di calore fungono da supporto: entrano in funzione automaticamente quando l'accumulatore solare non raggiunge la temperatura desiderata, in caso di prolungata copertura nuvolosa o per far fronte a picchi di consumo elevati. Questa integrazione assicura comfort e continuità di servizio, ottimizzando comunque i consumi energetici grazie al pre-riscaldamento fornito dal sole.
  • Come deve essere orientato e posizionato il collettore solare per massimizzare l'efficienza?
    Per ottenere il massimo rendimento, i pannelli solari termici devono essere installati in una posizione esposta a pieno sole per tutto il giorno, evitando qualsiasi ombreggiamento da alberi, camini o edifici vicini. L'orientamento ideale è verso Sud, nell'emisfero boreale, per captare la massima radiazione solare possibile. L'inclinazione dovrebbe essere calcolata in base alla latitudine del luogo: generalmente, un angolo di 30-45 gradi è ottimale per bilanciare la captazione estiva e invernale. Posizionamenti alternativi come tetti inclinati, terrazze ampie o giardini sono validi purché rispettino questi criteri di irraggiamento e assenza di ombre proiettate sulle superfici captanti.
  • Quali sono le differenze tra impianti a circolazione naturale e forzata?
    La distinzione principale sta nella posizione del serbatoio di accumulo e nel metodo di movimento del fluido. Negli impianti a circolazione naturale, il boiler è posto fisicamente sopra i pannelli: il fluido termovettore, scaldandosi, diventa più leggero e sale per convezione verso il serbatoio esterno, raffreddandosi poi ricade nei pannelli. Sono semplici ma richiedono spazio esterno e isolamento termico del bollitore. Negli impianti a circolazione forzata, il serbatoio è collocato all'interno dell'edificio (in cantina o disimpegno) e una pompa elettrica spinge il fluido caldo dai collettori al boiler. Questa soluzione è necessaria quando vincoli edilizi o strutturali impediscono l'installazione esterna del serbatoio e permette un migliore isolamento termico dell'acqua accumulata.