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Regole e Tasse

Tasse per l'acquisto della casa

Iva, imposta di registro, imposta catastale e imposta ipotecaria: le tasse per l'acquisto della casa. Prima di acquistare una casa occorre ben informarsi sulle imposte da versare.

di Redazione

03 luglio 2015

Le tasse per l'acquisto della casa: quali sono e quando si pagano

Le tasse per l'acquisto della casa dipendono dal tipo di immobile che si vuole acquistare, ad esempio una prima casa, una seconda casa o una casa di lusso, e dal tipo di venditore, sia esso un privato, un'agenzia o un'impresa di costruzioni. L'iva è una tassa che va pagata se il venditore è un'impresa di costruzioni e dipende dal valore dell'immobile, indicato sull'atto di compravendita. L'imposta di registro è un'imposta indiretta che viene versata direttamente all'Agenzia delle Entrate e viene richiesta per la trascrizione dell'atto di compravendita. L'imposta ipotecaria viene richiesta per "trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione presso i pubblici registri immobiliari" e riguarda il passaggio di un immobile, tramite un acquisto, una donazione o una successione. Infine, l'imposta catastale è una tassa richiesta per la trascrizione della compravendita sui registri del Catasto Immobili dell'Agenzia delle Entrate. Queste tasse vanno pagate direttamente al notaio al momento del rogito e quest'ultimo le erogherà all'Erario. Solo nei casi di acquisto presso un costruttore, la somma dovrà essere corrisposta direttamente alla ditta e non al notaio.

Imposte per l'acquisto della prima casa

Con il termine prima casa si intende quell'abitazione di proprietà situata nel Comune di residenza di chi la possiede, indipendentemente dal fatto che quest'ultimo vi dimori o meno. Per chi acquista la prima casa, le imposte da pagare variano in base al venditore. Difatti, se a vendere è un soggetto privato, le tasse da pagare sono: l'imposta di registro del 2%, l'imposta ipotecaria di 50 euro e altre 50 euro per l'imposta catastale, mentre non si dovrà pagare l'iva. Se il venditore è un'impresa che vende dopo 5 anni dalla fine dei lavori, si pagheranno le stesse imposte previste per l'acquisto da privato. Se invece l'impresa vende entro i 5 anni dalla fine dei lavori, l'acquirente dovrà pagare il 4% di iva, 200 euro per l'imposta di registro, 200 euro per l'imposta ipotecaria e 200 euro per l'imposta catastale. Queste tasse sono maggiorate nel caso in cui la prima casa sia un immobile di lusso, in tal caso l'imposta di registro ammonta al 9%, mentre l'imposta ipotecaria e quella catastale sono sempre di 50 euro nel caso in cui si acquisti da privato. Se invece si acquista la casa di lusso da un' impresa, si dovrà pagare il 22% di iva, più 600 euro totali per l'imposta di registro, ipotecaria e catastale.

Imposte ridotte per la prima casa

Per l'acquisto della prima casa, lo Stato ha stabilito un sistema tributario agevolato, per cui all'imposta di registro è applicata un'aliquota ridotta, mentre per le imposte ipotecarie e le imposte catastali viene stabilita una quota fissa da versare. Per poter usufruire di queste agevolazioni, lo Stato impone all'acquirente alcuni requisiti da possedere. Innanzitutto, la prima casa deve essere collocata nel Comune di residenza di chi intende acquistarla o quantomeno quest'ultimo deve garantire di portare la residenza in quel tale Comune entro 18 mesi dalla compravendita. In alternativa, l'abitazione può trovarsi nel Comune in cui lavora il proprietario o nel Comune in cui si trova l'attività del suo datore di lavoro, se l'acquirente si trova all'estero momentaneamente per ragioni lavorative. Nel caso in cui l'acquirente appartenga alla categoria "italiani residenti all'estero" la prima casa può essere acquistata in qualsiasi cittadina italiana.

Le imposte sulla seconda casa

La seconda casa indica quell'abitazione in cui il proprietario non risiede abitualmente e che pertanto è soggetta ad una tassazione maggiore rispetto alla prima casa, sia in fase di compravendita, sia per il mantenimento della casa successivamente. Per quanto riguarda l'acquisto della seconda casa, se si acquista da privato o da costruttore dopo 5 anni dallo svolgimento dei lavori, si dovrà pagare l'imposta di registro pari al 9% del valore dell'immobile, 50 euro per l'imposta ipotecaria e 50 euro per l'imposta catastale. Nel caso in cui l'acquisto avvenga direttamente dalla casa costruttrice entro 5 anni dalla fine dei lavori, l'acquirente dovrà versare il 10% di iva e 200 euro per l'imposta di registro, 200 euro per l'imposta ipotecaria e 200 per l'imposta catastale. Come già accennato per la prima casa, anche nel caso in cui la seconda casa sia un'abitazione di lusso, le tasse da pagare comprendono il 22% di iva e 200 per ognuna delle altre tre imposte previste.

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Domande frequenti

  • Quali sono le imposte dovute nell'acquisto di una prima casa da un privato?
    Quando si acquista una prima casa da un soggetto privato, le tasse principali sono l'imposta di registro calcolata al 2% del valore catastale dell'immobile, l'imposta ipotecaria fissa di 50 euro e l'imposta catastale fissa di 50 euro. In questa specifica fattispecie non si applica l'IVA. È fondamentale ricordare che questi importi devono essere versati contestualmente alla stipula del rogito notarile, che provvederà poi a trasmetterli all'Agenzia delle Entrate. Questa agevolazione fiscale è riservata esclusivamente agli acquirenti che soddisfano i requisiti di residenza o di lavoro previsti dalla legge.
  • Come cambiano le tasse se acquisto la prima casa direttamente dall'impresa costruttrice?
    L'acquisto da impresa costruttrice comporta il pagamento dell'IVA invece dell'imposta di registro. Se l'immobile è stato completato da meno di cinque anni, si applica l'IVA al 4%, oltre a imposte fisse di 200 euro ciascuna per registro, ipotecaria e catastale. Se l'immobile è stato completato da più di cinque anni, si applicano le stesse aliquote e quote fisse previste per gli acquisti dai privati (2% di registro, 50 euro fissi). In entrambi i casi, se la casa è classificata come 'di lusso', le aliquote aumentano significativamente, arrivando al 22% di IVA e a quote fisse di 600 euro per le altre imposte.
  • Quali requisiti devo avere per ottenere le agevolazioni fiscali sulla prima casa?
    Per beneficiare delle imposte ridotte sulla prima casa, l'immobile deve trovarsi nel comune di residenza dell'acquirente. In alternativa, è possibile acquistare in un altro comune se ci si trasferisce a vivere lì entro 18 mesi dall'atto di compravendita. Un'altra possibilità è acquistare nel comune dove si svolge l'attività lavorativa principale. Inoltre, per i cittadini italiani residenti all'estero, la regola della residenza è attenuata: possono acquistare la prima casa in qualsiasi comune italiano senza dover necessariamente stabilire la residenza immediata, purché rispettino le norme specifiche per gli iscritti AIRE.
  • Quanto costano le tasse per l'acquisto di una seconda casa?
    L'acquisto di una seconda casa subisce una tassazione più elevata rispetto alla prima. Se compri da un privato o da un'impresa dopo cinque anni dalla fine dei lavori, devi pagare l'imposta di registro al 9% del valore catastale, più 50 euro fissi per le imposte ipotecaria e catastale. Se acquisti da un'impresa entro cinque anni dalla fine dei lavori, scatta l'IVA al 10% e le imposte fisse salgono a 200 euro ciascuna per registro, ipotecaria e catastale. Si tratta quindi di costi iniziali nettamente superiori rispetto alle agevolazioni riservate alla prima abitazione.
  • Cosa si intende per 'casa di lusso' e quali tasse extra prevede?
    Una casa di lusso è definita dalle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (ad esempio ville, palazzi signorili, abitazioni di elevato pregio). L'acquisto di tali immobili comporta aliquote fiscali molto più alte. Acquistando da privato, l'imposta di registro sale al 9% (mentre ipotecaria e catastale restano a 50 euro). Acquistando da impresa, l'IVA diventa il 22% e le imposte fisse (registro, ipotecaria, catastale) si attestano a 600 euro totali. Questa classificazione colpisce sia l'acquisto della prima che della seconda casa, rendendo il costo iniziale dell'operazione particolarmente oneroso.

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