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Tra i tanti adempimenti che riguardano gli immobili si ritrova anche il cosiddetto DOCFA. Tale nominativo rappresenta una sigla che sta per Documenti Catasto Fabbricati. Si tratta di un software concesso in uso gratuito esclusivamente ad architetti, geometri, ingegneri e figure professionali simili. Per cosa viene utilizzato? L'utilizzo del DOCFA e la sua successiva presentazione avviene per compilare diverse tipologie di documenti catastali e per presentare il modulo di Accertamento della Proprietà Immobiliare Urbana presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate. Tramite questo, in modo completamente informatizzato, viene dichiarato al Catasto che un immobile ha subìto delle variazioni catastali oppure che deve essere accatastato se di nuova costruzione. Tale discorso viene utile anche per le cosiddette unità afferenti, ovvero quelle costruzioni che pur facendo parte di un immobile sono originariamente sfuggite al Catasto e, quindi, necessitano di essere accatastate (medesima procedura delle nuove costruzioni).
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Ma chi redige il DOCFA? E in quali circostanze questo è obbligatorio? Va detto, innanzitutto, che redigere il DOCFA spetta a tutti i tecnici che possono avere accesso alla lavorazione delle planimetrie degli immobili. Questi sono geometri, architetti, ingegneri e figure professionali simili. Esso deve essere composto di diverse parti, quali il modello D1, il modello 1NB o 2NB parte prima e il modello 1NB e 2 NB parte seconda.
Se quelli già citati sono i casi principali per i quali si richiede il DOCFA, ve ne sono anche altri. Innanzitutto la demolizione totale e quella parziale. Seguono la modifica della distribuzione degli spazi interni (a patto che l'unità immobiliare non muti nel suo perimetro) e la ristrutturazione (quando questa migliori la qualità dell'immobile).
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