Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Casa · Costruire una casa

Case attive

Aggiornato il 29 gennaio 20143 capitoli4 domande frequenti
casa attiva

Una casa attiva

Si è parlato spesso negli ultimi mesi di case passive, ovvero di abitazioni la cui realizzazione è ben studiata nei minimi dettagli, al fine di ottenere dei sostanziali vantaggi energetici. In pratica occorre considerare attentamente la posizione della struttura, l'orientamento della stessa e la realizzazione di un corretto sistema impiantistico d'accumulo d'energia solare e di isolamento termico. Eseguendo queste operazioni al meglio è possibile ottenere una casa che sia autosufficiente grazie alla sola energia dei raggi solari. Questo tipo di casa però può comportare sei seri problemi, come ad esempio gli ampi limiti di posizionamento urbano. Su questo stesso modello però si sta diffondendo quello di una nuova abitazione, definita casa attiva che, così come la prima, non ha bisogno di ulteriori forme d'energie al di là di quella solare, ma in aggiunta è in grado di produrre energia a sua volta. In pratica si tende a ribaltare se non distruggere il concetto secolare di edificio volto all'autoconsumo, giungendo finalmente a una struttura in grado di fungere da piccola centrale elettrica che, oltre a consentire un netto risparmio al proprietario, può incrementare i suoi guadagni.

Aspetto tecnico

Dal punto di vista strettamente tecnico una casa attiva presenta un livello maggiore rispetto al normale di isolamento, in particolar modo nella sezione del soffitto, con ampie vetrate volte a Sud, costituite da vetri performanti. Dal punto di vista degli impianti invece occorre installare delle pompe di calore per il riscaldamento e dei collettori solari per ottenere acqua calda. A differenza di una casa passiva, in una attiva si può ottenere fino al 50% in più d'energia. Come detto l'unica fonte d'energia è quella solare, che provvede anche all'illuminazione interna dell'abitazione. Infatti sfruttando al massimo l'apporto dell'energia dei raggi solari è possibile ridurre considerevolmente l'uso di luci elettriche nei vari ambienti. Ciò è ovviamente possibile grazie a un intervento sugli infissi e le finestre, che devono essere aumentati di ben il 40% rispetto a un classico edificio, mentre del 25% rispetto a un modello classico di casa passiva.

Prima casa attiva in Danimarca

A occuparsi per primo della realizzazione di una casa attiva è stato il Guardian. Nell'articolo era possibile leggere che in soli 30 anni questa casa sarebbe stata in grado di produrre talmente tanta energia da annullare del tutto i costi energetici che sono stati necessari per la sua stessa realizzazione, incidendo in pratica in maniera nulla sull'ecosistema. Il luogo scelto per la costruzione è un piccolo sobborgo danese, Lystrup. L'apparenza del paesino potrebbe difficilmente far pensare a qualcuno che sia la sede di quella che in molti auspicano essere la casa del futuro, ma in effetti è così. La casa attiva rappresenta una vera e propria rivoluzione, che alcuni tendono a sminuire, dal momento che viene facilmente accostata alle case passive. Queste però costringono molto spesso gli abitanti all'acquisto di impianti per il riscaldamento degli ambienti interni, andando non solo a incidere sul generale effetto che si ha sull'ambiente, ma anche sulle tasche del proprietario. La casa attiva invece sfrutta degli ampi e performanti pannelli solari, in grado di riscaldare il pavimento. A ciò si aggiungono delle celle solari, per uno superficie complessiva di 50 metri quadrati, grazie alle quali è possibile produrre energia elettrica propria. Negli ultimi dieci anni paesi come la Scandinavia, la Germania o l'Austria hanno fatto proprio il progetto di case passive, che ha in pratica rivoluzionato l'idea di abitazione, sottolineando quanto il processo di isolamento sia fondamentale. E' però giunto il momento di compiere un nuovo passo in avanti verso il futuro e una coabitazione serena con il nostro pianeta. Le case attive presentano finestre su ogni lato e non soltanto a Sud. Se il sole non splende alto in cielo a riscaldare l'acqua ci pensa una pompa elettrica, che alimenta le celle solari montate sul tetto. Questa prima casa ha comportato una spesa di 570mila euro ma si prefigura un futuro nel quale si possa stabilire uno standard medio per il mercato globale.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una casa passiva e una casa attiva?
    La differenza fondamentale risiede nella produzione energetica. Una casa passiva è progettata per minimizzare i consumi attraverso un isolamento termico eccellente e un orientamento ottimale, raggiungendo l'autosufficienza energetica senza richiedere fonti aggiuntive. Al contrario, una casa attiva non solo riduce drasticamente i consumi, ma produce attivamente energia in eccesso grazie a pannelli solari e celle fotovoltaiche. Mentre la casa passiva mira all'autoconsumo immediato, quella attiva funziona come una piccola centrale elettrica, generando fino al 50% di energia in più rispetto ai modelli passivi, permettendo al proprietario di vendere l'eccedenza alla rete.
  • Quanto costava costruire la prima casa attiva realizzata in Danimarca?
    La prima casa attiva, situata nel sobborgo danese di Lystrup, ha comportato un investimento iniziale di 570.000 euro. Sebbene il costo di realizzazione sia elevato, l'obiettivo è neutralizzare completamente questi costi nel lungo termine. Si stima che entro 30 anni l'energia prodotta dalla casa compensi interamente la spesa sostenuta per la sua costruzione, rendendola economicamente sostenibile nel tempo. Questo modello punta a diventare uno standard globale, dimostrando che l'investimento iniziale si ripaga grazie al risparmio energetico e alla vendita dell'energia eccedente.
  • Come vengono gestiti l'illuminazione e il riscaldamento in una casa attiva?
    Il riscaldamento e l'illuminazione sono gestiti sfruttando al massimo l'energia solare. Per l'illuminazione, le finestre sono aumentate del 40% rispetto agli edifici classici e del 25% rispetto alle case passive, utilizzando vetri performanti per massimizzare la luce naturale e ridurre l'uso di luci elettriche. Per il riscaldamento, si impiegano collettori solari per l'acqua calda e pannelli che scaldano il pavimento. Quando il sole non è sufficiente, una pompa di calore elettrica integra il sistema, alimentata dalle celle solari installate sul tetto, garantendo comfort costante senza dipendere dalla rete esterna.
  • È vero che le case attive richiedono molte più finestre rispetto alle case tradizionali?
    Sì, le case attive prevedono un aumento significativo della superficie vetrata. Rispetto a un edificio classico, le finestre devono essere aumentate del 40%, mentre rispetto a una casa passiva tradizionale, l'aumento è del 25%. Questo design non è puramente estetico: le ampie vetrate, specialmente quelle esposte a Sud, sono cruciali per catturare la luce solare necessaria all'illuminazione interna e per contribuire al guadagno termico passivo. Tuttavia, questi vetri devono essere altamente performanti per mantenere un isolamento termico superiore alla media, evitando dispersioni di calore durante i periodi freddi.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche