Piano cottura induzione

Componenti cucina

Piano cottura induzione

Presente nel mercato mondiale da oltre vent'anni, il piano cottura induzione si sta affermando anche in Italia. Le regioni sono molte, dal risparmio energetico fino alla possibilità di modulare la potenza durante le fasi della cottura.

di Redazione

29 gennaio 2014

Piano cottura induzione: come funziona?

Sebbene il piano cottura induzione venga alimentato con energia elettrica, il suo funzionamento è totalmente diverso dal piano cottura a gas, alogeno e radiante. Questa tipologia di piano cottura prevede infatti una struttura realizzata attraverso delle bobine a induzione, le quali trovano posizione sotto al ripiano realizzato in vetroceramica. Al momento dell'accensione, viene generato un campo magnetico, il quale viene trasferito in modo diretto alle pentole, generando il calore necessario per cucinare. In termini astratti il piano in vetroceramica potrebbe anche non essere presente, in quanto il campo energetico è in grado di attraversarlo ma, ovviamente, esso funge da base di appoggio dove posizionare il pentolame. Il calore viene generato unicamente dal contatto con le pentole, caratteristica che porta la sezione del piano non interessata a rimanere fredda. Tutto ciò si traduce in un consumo di energia mirato all'effettivo riscaldamento delle pentole e alla mancata dispersione di calore nelle altre sezioni del piano.

Piano cottura induzione, quali sono i vantaggi?

Oltre al funzionamento, mirato a concentrare il calore solamente nella posizione delle pentole, il piano cottura induzione presenta importanti caratteristiche legate al risparmio. Tra esse si annovera una temperatura di esercizio minore, rispetto ai piani a gas, radianti o alogeni. La bollitura di un litro d'acqua si raggiunge infatti a 110°, contro la media di 400° proposta dalle altre tipologie di piani. Questo aspetto si traduce in un risparmio energetico notevole e nella possibilità di cuocere in modo molto più veloce i cibi e i liquidi. La distribuzione omogenea e mirata del calore apporta inoltre un vantaggio legato all'arte della cucina, in quanto non si presenta più la situazione di una cottura scarsa nei lati della pentola e troppo intensa nel centro. Tutta la superficie della pentola viene interessata dalla stessa quantità di calore e ciò comporta una cottura uniforme e più differita dei cibi. I vantaggi del piano cottura induzione si estendono a fattori puramente pratici, quali la facile pulizia della superficie e la mancanza di ugelli, dove solitamente si sedimentano depositi di cibo e di sporco. Essendo completamente pianeggiante, il piano permette alle pentole di mantenere una posizione solida e di non rovesciarsi, come spesso accade nei piani a gas. Un ultimo vantaggio interessa la sicurezza del piano cottura induzione. La porzione di piano non interessata dalle pentole rimane fredda, per cui può essere toccata senza pericolo. A ciò si affianca la mancanza di fiamma e della possibilità che sussistano fughe di gas.

Gli svantaggi del piano cottura induzione

Tanti sono i vantaggi di questa tipologia di piano cottura, ma alcuni svantaggi chiedono di essere considerati, per disporre di un quadro generale del prodotto. Innanzitutto il piano cottura induzione presenta un costo notevole, il quale può comunque essere inteso come una sorta di investimento a lungo termine. Risparmiando costantemente nell'importo della bolletta, il costo superiore del piano può infatti essere ammortizzato. Il piano cottura induzione funziona solamente con pentole dal fondo piano e magnetico. Niente alluminio, vetro, ceramica e rame, in quanto essi non danno vita all'induzione. Il pentolame di ultima generazione si presenta sempre più adatto all'induzione ma, nel caso si adotti questa soluzione di piano, bisogna preventivare il cambiamento delle pentole che si possiedono, in quanto possono rovinarsi e rovinare il piano (spesso anche la moka del caffé). Un ultimo svantaggio riguarda l'impiego del piano in associazione ad altri elettrodomestici. Lo standard di fornitura elettrica a 3.3 kw italiano potrebbe infatti non reggere l'impiego contemporaneo del piano cottura induzione e di altri elementi, quali ad esempio l'aspirapolvere o il forno. Tuttavia i modelli di ultima generazione propongono un assorbimento di energia minore e offrono la possibilità di calibrare in modo preciso la quantità di calore da destinare alla cottura. Come per tutti gli elettrodomestici, anche il piano cottura induzione deve essere provato e conosciuto, per offrire le migliori prestazioni. Oltre alla presenza di diametri diversi nella superficie, atti ad adattarsi alla grandezza delle pentole, il piano offre nei modelli migliori fino a 18 diversi livelli di temperatura. Cuocere i cibi e riscaldare i liquidi in modo intelligente e mirato diventa così facile e, una volta compreso il suo funzionamento, si può salvaguardare tanto tempo e avviare un importante processo di risparmio in termini economici.

Domande frequenti

  • Come faccio a verificare se le mie attuali pentole sono compatibili con il piano a induzione?
    Per determinare la compatibilità, esegui semplicemente la prova della calamita: avvicina una calamita al fondo della pentola. Se aderisce saldamente, significa che il materiale è ferromagnetico e quindi idoneo per l'induzione. Al contrario, materiali come alluminio puro, rame, vetro o ceramica non sono magneticamente attivi e non funzioneranno, a meno che non abbiano un fondo specifico integrato per l'induzione. Utilizzare pentole incompatibili non solo impedirebbe il riscaldamento, ma potrebbe potenzialmente danneggiare sia il pentolame che la superficie del piano cottura.
  • Il piano a induzione consuma davvero meno energia rispetto al gas o alle piastre tradizionali?
    Sì, l'induzione è notevolmente più efficiente energeticamente. Mentre le piastre elettriche tradizionali o il gas disperdono gran parte del calore nell'aria circostante, l'induzione genera calore direttamente nel fondo della pentola grazie al campo magnetico. Questo trasferimento diretto riduce drasticamente le dispersioni termiche, permettendo di raggiungere l'ebollizione molto più velocemente (ad esempio, un litro d'acqua bolle a circa 110°C sulla piastra invece che a 400°C sulle vecchie piastre). Di conseguenza, si ottiene un risparmio concreto in bolletta, specialmente per cotture rapide e bolliture frequenti.
  • È sicuro lasciare accesa la zona del piano che non ha nessuna pentola sopra?
    Assolutamente sì. Una delle caratteristiche di sicurezza principali dell'induzione è che il calore viene generato esclusivamente per contatto magnetico con il fondo della pentola. La zona di vetroceramica che non ospita un utensile compatibile rimane a temperatura ambiente o si riscalda solo marginalmente per conduzione residua dal fondo caldo della pentola. Ciò significa che puoi toccare la superficie circostante senza rischi di scottature immediate ed elimina il pericolo di incendi dovuti a fiamme libere o surriscaldamento accidentale degli indumenti vicini alla fonte di calore.
  • Posso usare il piano a induzione insieme ad altri elettrodomestici potenti come il forno elettrico?
    Dipende dall'impianto elettrico della tua abitazione. I piani a induzione hanno picchi di assorbimento elevati; uno standard italiano da 3,3 kW potrebbe andare in protezione se si attivano contemporaneamente l'induzione a massima potenza e altri grandi carichi come il forno elettrico o l'asciugatrice. Tuttavia, molti modelli moderni permettono di limitare la potenza massima assorbita o di gestire le zone di cottura in modo indipendente. Verifica sempre la potenza installata del tuo contratto e consulta le specifiche tecniche del modello scelto per evitare sovraccarichi della linea domestica.
  • Quanto è facile pulire un piano a induzione rispetto a quello a gas?
    La pulizia è generalmente molto più rapida e semplice grazie alla superficie piana e continua in vetroceramica. Non ci sono griglie, bruciatori o anelli metallici da smontare e lavare separatamente, né spazi dove possono accumularsi residui di cibo o grasso. Basta passare un panno umido o utilizzare detergenti specifici per vetroceramica per rimuovere eventuali schizzi. Inoltre, poiché la superficie esterna non si scalda eccessivamente, lo sporco non si 'cuoce' sul piano, rendendo la rimozione immediata e meno faticosa dopo ogni utilizzo.