Cartongesso

Stucco per cartongesso

Articolo sullo stucco per cartongesso, sulle tipologie, sulle caratteristiche e su come usarlo.

di Redazione

24 ottobre 2012

Caratteristiche:

LO stucco per il cartongesso può essere sia stucco in pasta che stucco in polvere. Il primo è un tipo di stucco particolare per il sua spetto cremoso, anche se poi è possibile reperirlo sul mercato con varia consistenza e morbidezza, pronto per essere utilizzato e si tratta di un tipo di stucco molto più costoso di quello in polvere. QUest’ ultimo, invece, è da preparare autonomamente per l’ utilizzo, di volta in volta. Rispetto a quest’ ultimo tipo di stucco, infatti, quello in crema ha il vantaggio di richiedere sicuramente una preparazione molto più veloce e pratica, e inoltre, se conservato nella confezione originale e nel modo giusto, risulta valido per vari lavori anche in giorni diversi, ovviamente non distanti fra loro. LO stucco in polvere, invece, va praticamente impastato autonomamente, e va utilizzato prima che si indurisca (processo molto rapido). Esso viene commercializzato in confezioni che partono da 1 kg fino ad arriare a 25 kg, e a seconda della composizione, presenta tempi di lavorabilità molto diversi , così come si presta ad essere usto in vari lavori, in funzione delle specifiche esigenze, infatti, può essere applicato in modo diverso. In genere, lo stucco in pasta va applicato per spessori inferiori rispetto a quello in polvere.

Come si usa:

Lo stucco per cartongesso non si usa differentemente dagli altri tipi di stucco: esso va preso in piccole quantità, con la punta di una spatola, e si stende con il dorso della stessa sulla parte che si vuole stuccare (pori, scheggiature, rientranze di chiodi, viti, giunti, crepe, spigoli danneggiati ecc ecc), dopo che, con l’ ausilio di una cazzuola, sia stato preso sul frattazzo. La prima mano di stuccatura serve per creare una sorta di fondo omogeneo , quindi per “rasare”, altre due mani servono per livellare eventuali rientranze o sporgenze (ove necessario), e un’ ultima mano serve per finire. Tutto, preferibilmente, va fatto precedere da una mano di fissativo. Per quanto riguarda i giunti, lungo l’ intera lunghezza bisogna posizionare il nastro di rinforzo, che va posizionato a cavallo fra le giunture e serve per evitare che si possano creare delle spaccature. Al posto di questo nastro di rinforzo può essere utilizzata anche la carta microforata. Una volta sistemate tutte le irregolarità, con lo stucco bisogna procedere alla rasatura e all’ omogeneizzazione della parete, ovvero alla rasatura, prima della pitturazione. Consigliamo di comperare le confezioni che hanno chiusura ermetica però in grado di assicurare una conservazione migliore del prodotto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra stucco in pasta e stucco in polvere?
    La differenza fondamentale risiede nella praticità d'uso e nei costi. Lo stucco in pasta è già pronto all'impiego, ha una consistenza cremosa e richiede zero preparazione, risultando ideale per piccoli interventi rapidi, ma è economicamente più oneroso. Inoltre, se conservato correttamente, può durare per più giorni. Lo stucco in polvere, al contrario, deve essere mescolato con acqua al momento dell'uso, ha tempi di lavorabilità limitati poiché indurisce rapidamente e viene venduto in formati più grandi (da 1 a 25 kg). È generalmente più economico e offre maggiore versatilità per lavori di diversa entità, richiedendo però una preparazione manuale accurata.
  • Come si preparano e trattano i giunti tra lastre di cartongesso?
    Per garantire la stabilità dei giunti ed evitare future fessurazioni, è essenziale applicare un nastro di rinforzo o carta microforata direttamente a cavallo della giunzione tra due lastre. Questo elemento meccanico viene incollato e coperto dallo stucco durante la fase di rasatura. L'applicazione corretta prevede che il nastro sia ben aderente e completamente sommerso dallo stucco per creare una superficie continua. Senza questo rinforzo, le naturali dilatazioni termiche o i movimenti strutturali potrebbero causare crepe visibili lungo le linee di unione delle lastre, compromettendo l'estetica finale del muro.
  • Quante mani di stucco sono necessarie per una finitura perfetta?
    Una stuccatura professionale richiede solitamente quattro fasi distinte per ottenere una superficie perfettamente liscia e pronta per la pittura. La prima mano serve a creare un fondo uniforme, colmando buchi e irregolarità principali (rasatura grezza). Le successive due mani hanno il compito di livellare ulteriormente eventuali dislivelli residui, appiattendo la superficie. Infine, l'ultima mano agisce come finitura sottile, eliminando le tracce degli attrezzi e garantendo l'omogeneità totale. Ogni passaggio deve essere seguito da una corretta asciugatura e, spesso, da una leggera carteggiatura prima di applicare la mano successiva.
  • È obbligatorio usare il fissativo prima di stuccare?
    Sì, l'uso di un fissativo o primer prima della stuccatura è fortemente consigliato, se non indispensabile per risultati duraturi. Il fissativo sigilla la superficie del cartongesso, uniformandone la porosità e impedendo che la carta assorba l'acqua dello stucco troppo velocemente, il che potrebbe causare un'asciugatura irregolare e crepe. Inoltre, migliora l'adesione del materiale tra le varie mani di stucco e tra lo stucco e la parete. Applicarlo preventivamente garantisce che lo stucco lavori correttamente, mantenendo intatte le sue proprietà meccaniche e assicurando una finitura più resistente nel tempo.
  • Su quali superfici e difetti specifici si applica lo stucco per cartongesso?
    Lo stucco per cartongesso è formulato specificamente per intervenire sui difetti tipici di questa tecnica costruttiva. Si utilizza per chiudere i pori della carta, coprire le teste di viti e chiodi affondati, riparare scheggiature agli spigoli vivi e tamponare crepe superficiali. È particolarmente indicato per i giunti tra le lastre. Tuttavia, per spessori elevati o cavità profonde, lo stucco puro potrebbe non bastare; in questi casi, si consiglia di usare materiali riempitivi specifici o di eseguire più passaggi sottili. Non è adatto per grandi lacune strutturali senza un supporto adeguato, ma eccelle nel livellare e rifinire la superficie esistente.