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Buoni lavoro

Per pagare i piccoli lavori saltuari in casa a persone senza partita Iva esistono i buoni lavoro, che permettono di essere in regola con la legge e con il fisco.

di Redazione

01 dicembre 2014

Cosa sono i buoni lavoro

A causa della lunga crisi che sta attraversando il mondo del lavoro da molti anni, sono nate diverse forme di collaborazione alternative, che permettono di lavorare in regola anche a coloro che non sono dipendenti di un'azienda o non hanno la partita Iva. Quando si ha bisogno di fare dei piccoli lavori in casa, come tinteggiare una parete o aggiustare un lavandino, sorge il dubbio se rivolgersi ad una ditta certificata e spendere un sacco di soldi, oppure all'amico fidato e pagarlo in nero. La terza opzione è quella di utilizzare i buoni lavoro, che sono sorti negli ultimi anni per regolamentare le moltissime collaborazioni occasionali che ci sono tra persone che hanno bisogno di qualcuno che gli faccia dei lavori saltuari e privati cittadini che vogliono guadagnare qualcosa. I buoni lavoro sono chiamati anche voucher e rientrano nell'ambito del cosiddetto lavoro accessorio, ossia tutte quelle prestazioni professionali occasionali che non possono essere contemplate nell'ambito di un contratto lavorativo. I buoni lavoro sono entrati in vigore con la legge di riforma del mercato del lavoro 92 del 2012, e sono costituiti da dei buoni cartacei o virtuali dal valore lordo di 10, 20 o 50 euro. Il valore del voucher è comprensivo della contribuzione Inps del 13%, della contribuzione Inail contro gli infortuni del 7% e di un compenso dell'Inps per la gestione del servizio pari al 5%. Il valore netto di un voucher da 10 euro è di 7,50 euro, quello di un voucher da 20 euro di 15 e quello di un voucher da 50 euro di 37,50 euro.

Dove acquistare i buoni lavoro e come riscuoterli

I buoni lavoro hanno un valore di 24 mesi e si possono acquistare in diversi modi. Tramite Internet ci si può collegare al sito dell'Inps nella sezione lavoro occasionale accessorio e utilizzare i servizi on-line per acquistare dei buoni telematici. In alternativa si può andare presso una sede Inps o uno sportello bancario abilitato e comprare quelli cartacei, però in questo caso ci sarà da pagare la commissione di un euro. Ogni singolo acquisto di voucher a uno sportello bancario non può superare i 5000 euro. I voucher sono in vendita anche negli uffici postali ed ogni singola operazione allo sportello comporta una commissione di 2,50 euro; il limite massimo acquistabile è di 25 voucher per un totale lordo massimo giornaliero di 5000 euro. I buoni lavoro si possono comprare anche presso alcuni tabaccai, in ogni caso è sempre necessario presentare la tessera sanitaria o, nel caso in cui la si abbia, il numero di partita Iva. Il lavoratore che è stato pagato con un buono lavoro potrà riscuoterlo in modi diversi a seconda di dove è stato acquistato dal committente. I buoni telematici si possono riscuotere mediante un bonifico domiciliato che verrà pagato in un ufficio postale. I buoni cartacei acquistati presso una sede Inps scadono entro 24 mesi e si possono riscuotere in qualsiasi ufficio postale. I buoni che il committente ha preso presso una banca sono pagabili da un istituto dello stesso circuito entro 12 mesi dall'emissione.

Chi può usare i buoni lavoro

I committenti, ossia coloro che offrono lavoro, sono le famiglie, gli enti senza fini di lucro, gli imprenditori di tutti i settori e tutte quelle figure che possono offrire un lavoro che non sia a favore di terzi. L'utilizzo dei voucher a favore di terzi è limitato esclusivamente all’attività di stewart nelle partite di calcio, altrimenti deve essere esclusivamente diretto, tra committente e lavoratore. Possono usufruire dei buoni lavoro i pensionati, i cassintegrati, i titolari di assegno di disoccupazione, i lavoratori part-time, gli extracomunitari e naturalmente i disoccupati. I buoni lavoro si possono utilizzare in tutte le categorie, ad eccezione delle aziende del settore agricolo che hanno un volume d'affari superiore ai 7000 euro annui. I pagamenti complessivi in buoni lavoro ricevuti hanno dei limiti che vengono stabiliti ogni anno sulla base della variazione dell'indice Istat, per il 2014 non possono superare i 6740 euro annui lordi, cioè 5050 euro netti. Il committente è obbligato a comunicare all'Inps l'inizio dell'attività di lavoro accessorio per non incorrere in una pesante sanzione, il committente deve richiedere al datore di lavoro una dichiarazione nella quale si impegna a non superare i limiti previsti degli importi massimi pagabili in voucher in un anno.

Domande frequenti

  • Qual è il costo reale di un buono lavoro e quanto percepisce effettivamente il lavoratore?
    Il valore nominale del buono include già tutti i costi fiscali e assicurativi. Ad esempio, un buono da 10 euro lordi costa al committente 10 euro, ma il lavoratore ne incassa solo 7,50 euro netti. Questa differenza copre il 13% di contribuzione INPS, il 7% per la copertura infortuni INAIL e il 5% di commissione gestionale. È fondamentale comprendere che il prezzo pagato allo sportello o online è il costo totale per la regolarizzazione fiscale, mentre il netto va calcolato applicando il fattore di conversione indicato (es. 75% del valore nominale).
  • Dove posso acquistare i buoni lavoro e quali commissioni devo prevedere?
    È possibile acquistare i voucher telematici direttamente sul sito dell'INPS, evitando commissioni extra. Se preferisci la modalità cartacea, puoi recarti presso una sede INPS, dove la commissione è di 1 euro, o presso gli uffici postali, con un costo di 2,50 euro per operazione. Anche alcuni tabaccai autorizzati li vendono, ma richiedono sempre la presentazione della tessera sanitaria. Attenzione ai limiti: allo sportello bancario o postale non si possono superare i 5.000 euro lordi per singola operazione giornaliera.
  • Chi può legalmente fornire prestazioni con i buoni lavoro?
    Possono utilizzare i buoni lavoro soggetti che non hanno partita IVA e non sono dipendenti a tempo indeterminato, inclusi disoccupati, pensionati, lavoratori part-time, Cassintegrazioni e stranieri regolarmente soggiornanti. Il rapporto deve essere diretto tra il committente (famiglia o ente) e il prestatore d'opera. Fanno eccezione le attività di steward nei campi sportivi. Le aziende agricole con fatturato superiore a 7.000 euro annui non possono invece avvalersi di questa forma contrattuale.
  • Esiste un tetto massimo di guadagno annuale per chi lavora con i voucher?
    Sì, il reddito complessivo ottenuto tramite lavoro accessorio è soggetto a un limite annuo stabilito annualmente dall'Istat. Per il riferimento al 2014, il tetto era di 6.740 euro lordi, corrispondenti a circa 5.050 euro netti. Questo limite vale per tutto il periodo di validità del buono (24 mesi). Il committente ha l'obbligo di verificare che il lavoratore non superi tale soglia, richiedendo una dichiarazione sostitutiva, pena sanzioni severe per entrambi i soggetti coinvolti.
  • Come avviene il pagamento al lavoratore dopo l'acquisto del buono?
    La modalità di incasso dipende dalla tipologia di buono acquistato. I voucher telematici vengono accreditati tramite bonifico domiciliato presso un ufficio postale. Quelli cartacei acquistati presso l'INPS possono essere riscossi in qualsiasi ufficio postale entro 24 mesi. Se invece il buono è stato comprato presso una banca, il ritiro del denaro dovrà avvenire presso un istituto dello stesso circuito bancario entro 12 mesi dall'emissione. È importante conservare il documento fino al completo incasso.