Sacchetti di plastica

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Sacchetti di plastica

I sacchetti di plastica, chiamati anche shopper, sono tra gli elementi più inquinanti, ma l'Italia non ne ha ancora abbandonato l'uso in modo definitivo.

di Redazione

21 febbraio 2014

L'Europa chiede all'Italia di ridurre la produzione di sacchetti di plastica

E' datata novembre 2013 la richiesta che il parlamento europeo di Bruxelles ha emanato nei confronti dell'Italia: ridurre il consumo di sacchetti di plastica e convertirli in sacchetti realizzati con materiali alternativi. Un dato allarmante vede l'Italia usare pro capite ben 180 sacchetti di plastica all'anno, contro i 4 usati da un abitante della Danimarca, Ma perché i sacchetti di plastica sono così inquinanti? Un passo indietro chiede di essere fatto, rivolgendo la nostra attenzione alle fasi produttive. I sacchetti di plastica sono realizzati con il petrolio, per cui il ciclo produttivo inizia da materie altamente inquinanti e difficili da smaltire. Segue l'impiego casuale e occasionale dei sacchetti di plastica, che vengono lasciati chissà dove e danno vita ad un ciclo di inquinamento dalle conseguenza disastrose. E' infatti appurato che la maggior parte dei sacchetti di plastica finisce nelle acque dolci e nel mare, dove pesci, tartarughe e animali marini muoiono a causa di soffocamento o perché scambiano i sacchetti per delle meduse galleggianti e tentano di inghiottirle. I sacchetti di plastica vengono difficilmente riciclati e la maggior parte dei comuni destina il loro smaltimento ai bruciatori della raccolta indifferenziata. Va da se che i fumi derivati dalla combustione della plastica sono nocivi per l'ambiente e per i terreni, un problema ampiamente discusso e largamente riscontrabile nel nostro paese.

Quale alternativa ai sacchetti di plastica?

I paesi più civilizzati hanno da tempo imposto alla grande distribuzione e ai negozi di non confezionare la merce venduta in sacchetti di plastica, ma di dotare i clienti di buste di carta o di sacchetti realizzati in materiale biodegradabile. Molte realtà della GDO del nostro paese hanno aderito con successo all'iniziativa, abbattendo la distribuzione di sacchetti di carta e incoraggiando i clienti a scegliere materiali alternativi. I sacchetti biodegradabili possono essere utilizzati per riporre il rifiuto umido e quindi vengono immediatamente riciclati.La loro composizione è ovviamente meno resistente dei sacchetti di plastica, ma basta avere l'accortezza di non riempire i sacchetti fino all'orlo e di suddividere gli alimenti o la merce acquistata in più buste. Un'ottima alternativa ai sacchetti di plastica consiste nel procurarsi delle shopper in cotone. Belle, colorate ed ecologiche, esse sono resistenti e capienti, per cui basta ricordarsi di portarle con se quando si va al supermercato e procedere a riempirle con la spesa. Molte persone contestano la salubrità delle shopper di cotone, ma un lavaggio bi settimanale con acqua calda e sapone, le mantiene pulite, profumate e disinfettate. Anche quando ci si reca nei negozi per lo shopping, si deve cercare di non richiedere i sacchetti di plastica, ma di riporre gli acquisti nelle shopper in tessuto. Questi piccoli gesti possono tradursi in un grande aiuto per l'ambiente e in un risparmio economico. I sacchetti di plastica non vengono quasi mai regalati dai negozianti, per cui non doverli acquistare si converte alla fine dell'anno in un risparmio di denaro consistente.

Come usare al meglio i sacchetti di plastica che si possiedono

Se si dispone di alcuni sacchetti di plastica non si devono buttare, ma usare in modo intelligente. La loro caratteristica principale è la resistenza e il fatto che trattengono i liquidi. Se ci rechiamo in piscina possiamo usare i sacchetti in plastica per accomodare il costume da bagno, la cuffia le ciabattine bagnate, mentre se andiamo in palestra possiamo riporre gli asciugamani bagnati o l'accappatoio. Un uso ovvio dei sacchetti di plastica è quello di ospitare i rifiuti della raccolta indifferenziata, risparmiando sull'acquisto dei sacchi da pattumiera. Per tenerli ordinati e riporli in uno spazio compresso, i sacchetti di plastica devono essere ripiegati in modo preciso. Bisogna stendere bene il sacchetto e piegarlo molte volte nel lato della lunghezza. Otterremo a questo punto una striscia, la quale va ripiegata partendo dal basso formando tanti piccoli triangoli. Per chiudere il sacchetto è ora sufficiente infilare il lembo dei manici nella fessura, che si crea naturalmente nella parte sottostante. Da ingombranti e voluminosi, i sacchetti di plastica si trasformano così in un piccolo pacchetto, perfetto per essere riposto nei cassetti occupando pochissimo spazio.

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori alternative sostenibili ai sacchetti di plastica per la spesa?
    Le alternative più efficaci includono shopper riutilizzabili in cotone o tessuto, ideali per la loro resistenza e capacità di contenere carichi pesanti. È fondamentale lavarle ogni due settimane con acqua calda e sapone per garantire igiene e freschezza. Un'altra op valida sono i sacchetti biodegradabili, compostabili e utili per la raccolta dell'umido, purché si eviti di riempirli fino all'orlo per prevenirne la rottura. Molti supermercati offrono anche borse di carta, sebbene l'opzione tessile rimanga la più ecologica a lungo termine grazie alla durabilità e alla riduzione dello spreco di risorse monouso.
  • Come piegare correttamente i sacchetti di plastica per risparmiare spazio?
    Per trasformare i sacchetti ingombranti in piccoli pacchetti compatti, segui questi passaggi pratici. Stendi il sacchetto e piegallo ripetutamente lungo la sua lunghezza fino a ottenere una striscia stretta. Successivamente, arrotola questa striscia partendo da un'estremità, creando una forma a spirale o a triangolo compatto. Infine, inserisci il lembo dei manici nella fessura creata alla base della struttura arrotolata. Questo metodo permette di conservare decine di sacchetti in un cassetto senza occupare volume significativo, ottimizzando l'organizzazione domestica.
  • In quali occasioni domestiche è utile riutilizzare i vecchi sacchetti di plastica?
    Grazie alla loro impermeabilità e resistenza, i sacchetti di plastica trovano ottimo impiego pratico in diverse situazioni. In piscina o in palestra, sono perfetti per isolare costumi, ciabatte o asciugamani bagnati, proteggendo gli altri oggetti nell'auto o a casa. Inoltre, possono sostituire i sacchi da pattumiera per la raccolta differenziata dell'indifferenziato, generando un risparmio economico diretto. Sono inoltre utili come rivestimento temporaneo per vasi da fiori durante il trapianto o per proteggere superfici durante lavori di pulizia, sfruttando la loro capacità di trattenere liquidi e sporco.
  • Perché i sacchetti di plastica sono considerati particolarmente dannosi per l'ambiente?
    L'impatto negativo deriva principalmente dalla materia prima, il petrolio, e dalla scarsa biodegradabilità. Una volta dispersi nell'ambiente, finiscono spesso in mari e fiumi, dove vengono scambiati per cibo da animali marini come tartarughe e pesci, causando soffocamento o ostruzioni intestinali fatali. Poiché il riciclo è limitato e molti comuni li smaltiscono tramite incenerimento, la combustione rilascia fumi tossici che inquinano aria e suolo. Il consumo procapite elevato in Italia amplifica questo problema, rendendo urgente la transizione verso materiali alternativi e il corretto smaltimento.