Controparete in cartongesso

Cartongesso

Controparete in cartongesso

Ad oggi è possibile isolaRE le pareti divisorie poste tra due ambienti abitativi, sfruttando sistemi economici, non invasivi e realizzabili in fai da te come una controparete in cartongesso.

di Redazione

18 novembre 2013

Controparete in cartongesso

Nella vita quotidiana in un ambiente domestico è fondamentale poter fare affidamento su di un buon isolamento acustico. Ascoltare i dialoghi dei vicini o essere disturbati da alcune loro attività è di certo qualcosa di molto fastidioso ma, osservando la questione con occhi diversi, anche alcune nostra abitudini potrebbero risultare irritanti per chi abita al di là di una semplice parete dal nostro soggiorno. Data la semplicità di realizzazione, questa tecnica viene oggi sempre più spesso attuata non soltanto in edifici nuovi e in costruzione ma anche in strutture datate, le cui condizioni però non risultano più a norma, rispettando le leggi vigenti, ma soprattutto inficiando il benessere di clienti d'albergo, inquilini d'appartamento ecc.

Installazione struttura in metallo

Non mancano eventuali controindicazioni in questo tipo di intervento, che rischia di trasmettere delle vibrazioni alle strutture confinanti con la propria. Seguendo però con attenzione questa guida sarà possibile risolvere questo eventuale inconveniente desolidarizzando l'intera struttura in metallo sia delle pareti che del solaio. Per far ciò occorre incollare con precisione una fascia nastro specifica per tali situazioni, denominata a orditura cartongesso. Questa dovrà essere posta nella parte inferiore e superiore del profilo metallico a U posizionato sui montanti esterni. La struttura in metallo che si andrà ad applicare dovrà necessariamente essere posta a 1 cm dalla parte retrostante, alla quale poi dovrà essere fissata con delle semplici viti. Questo accorgimento risulterà fondamentale nell'evitare eventuali perdite per fiancheggiamento. Nel corso della posa della struttura ci si dovrà ricordare di inserire la fascia nastro a orditura cartongesso tra i profili metallici e le pareti, o tra i profili ed eventuali solai esistenti. In questo modo si eviterà un contatto diretto e dannoso tra la struttura che si sta installando e gli elementi strutturali già presenti.

Inserimento pannelli

L'asse tra un montante e l'altro dev'essere non di molto inferiore alla larghezza del pannello in lana di roccia che in seguito verrà inserito. In questo modo si sarà certi del fatto che tra la struttura in metallo e il pannello stesso non ci sia alcuno spazio residuo, che potrebbe compromettere il risultato finale. Non è previsto un vero ordine d'inserimento dei pannelli, ma tra l'uno e l'altro non si deve assolutamente lasciare degli spazi vuoti. Per essere certi d'aver scelto adeguatamente i materiali da utilizzare in questo lavoro bisognerà accertarsi del fatto che la lunghezza complessiva della pannellatura che si sta installando non superi quelli della parete stessa.

Desolidarizzazione con fascia nastro a orditura:

Prima di passare alla posa vera e propria è necessario incollare con cura la fascia nastro a orditura cartongesso su qualsiasi profilo metallico che sia ancora in vista, sia per quanto riguarda i montanti che i correnti. Soltanto in questo modo, se il lavoro sarà eseguito con attenzione, si potrà ottenere una totale desolidarizzazione di tutte le lastre in cartongesso e della stessa struttura metallica portante. Occorre tagliare adeguatamente le fasce, prendendo le misure prima di procedere all'incollaggio. Questo sarà necessario per evitare che in qualsiasi punto i vari strati di fascia si sovrappongano. Se ciò dovesse accadere infatti ci si troverebbe dinanzi a punti che presentano un diverso spessore, il che comprometterebbe di certo la planarità dell'intera parete. A questo punto siamo pronti a effettuare la posa vera e propria dei pannelli in cartongesso, che dovranno semplicemente essere apposti alla struttura in metallo, per poi procedere al fissaggio tramite le viti.

Alternative utili

In alternativa alla lana di roccia è possibile optare per la gomma, che fungerà da interposizione, sfruttando le proprie capacità isolanti naturali, ottenendo un'attenuazione maggiore dei rumori. La spesa in tal caso potrebbe leggermente crescere (la lana di roccia è più comune e dunque più economica), ma questa è una scelta che fa effettuata basandosi sulle condizioni della propria abitazione.

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Domande frequenti

  • Come si realizza la desolidarizzazione strutturale per evitare ponti acustici?
    La desolidarizzazione è cruciale per impedire che le vibrazioni si trasmettano dall'edificio esistente alla nuova controparete. Si ottiene applicando una fascia nastro specifica, detta 'a orditura', su tutti i profili metallici a U prima del fissaggio. È essenziale posizionarla sia in alto che in basso, creando un distacco di circa 1 cm dalla parete originale. Inoltre, il nastro va interposto tra i profili metallici e le superfici di appoggio (pareti e solai) per evitare contatti diretti. Bisogna prestare attenzione a non sovrapporre le fasce di nastro per mantenere uno spessore uniforme e garantire la planarità finale della parete.
  • Quali materiali isolanti sono consigliati e quali sono le differenze principali?
    I due materiali principali sono la lana di roccia e la gomma. La lana di roccia è la scelta più comune ed economica, ideale per un buon isolamento termico e acustico standard. La gomma, invece, offre prestazioni superiori nell'attenuazione dei rumori grazie alle sue proprietà elastiche naturali, agendo efficacemente come interposizione vibrante. Tuttavia, il suo costo è generalmente più elevato rispetto alla lana minerale. La scelta dipende dal budget disponibile e dalle specifiche esigenze acustiche dell'ambiente: se il disturbo sonoro è particolarmente intenso, la gomma può valere l'investimento aggiuntivo.
  • Quanto spazio sottrae la controparete allo spazio abitativo?
    Una controparete in cartongesso richiede un ingombro significativo, riducendo la superficie calpestabile dell'ambiente. Il minimo indispensabile prevede almeno 1 cm di distacco dalla parete originale per la struttura metallica, più lo spessore dei pannelli isolanti (solitamente lana di roccia o gomma) e quello delle lastre di cartongesso stesse. Considerando i montanti metallici e le lastre, lo spessore totale varia comunemente tra i 7 e i 10 centimetri, a seconda dello spessore dell'isolante scelto. Prima di iniziare, è fondamentale verificare che la perdita di metri quadri sia accettabile per le dimensioni della stanza.
  • È importante rispettare le misure tra i montanti durante l'installazione?
    Sì, la distanza tra un montante e l'altro deve essere attentamente calibrata. L'interasse non deve essere inferiore alla larghezza del pannello isolante (come la lana di roccia) che andrai ad inserire. Questo accorgimento garantisce che il pannello riempia perfettamente lo spazio vuoto senza lasciare residue fessure d'aria. Qualsiasi spazio non coperto comprometterebbe gravemente l'efficacia dell'isolamento acustico e termico. Assicurati inoltre che la lunghezza complessiva della pannellatura non superi quella della parete esistente per facilitare la posa e il fissaggio delle lastre finali.
  • Si può realizzare una controparete in cartongesso in autonomia?
    Assolutamente sì, la realizzazione di una controparete in cartongesso è considerata un intervento fattibile nel fai-da-te, grazie alla sua relativa semplicità e ai costi contenuti. Non richiedono macchinari pesanti o opere murarie invasive. I passaggi chiave includono il montaggio della struttura metallica, l'inserimento accurato dell'isolante e il fissaggio delle lastre. Tuttavia, il successo dell'intervento dipende dalla precisione nella fase di desolidarizzazione (uso dei nastri) e nell'evitare spazi vuoti tra gli isolanti. Chi ha manualità base e pazienza può completare il lavoro rispettando le norme vigenti e migliorando notevolmente il comfort abitativo.