Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Attrezzi · Chiodi e Viti

viti testa esagonale

Aggiornato il 09 agosto 20134 capitoli5 domande frequenti
viti a testa esagonale

Le viti in legno fecero la loro comparsa già nel I secolo a.C. mentre per quelle in acciaio si dovette attendere fino al V d.C. In Europa, la produzione e la diffusione di viti aumentò in maniera esponenziale durante la prima guerra mondiale. Le viti a testa esagonale si possono avvitare sul materiale prescelto per unirlo ad un altro supporto, per mezzo di un filetto. La filettatura viene procurata, su materiali molto duri, prima dell'inserimento della vite tramite l'utilizzo del trapano. Quando il materiale in questione non è così duro - legno, osso -, è sufficiente esercitare un po' di pressione con la vite stessa che in questo caso viene definita autofilettante. Generalmente le viti che hanno questa proprietà, hanno sull'estremità una punta che aiuta a traforare il supporto su cui si sta lavorando.

Viti a testa esagonale per il legno

Le viti a testa esagonale vengono usate anche nella carpenteria in legno ad esempio nella realizzazione di arredi per la montagna, coperture, gazebo, strutture sportive di grandi dimensioni quali ad esempio palazzetti dello sport. In pochi immaginano che le grandi coperture sulle palestre o sugli impianti sportivi, siano tenute insieme da piccole viti a testa esagonale. Sebbene siano molto piccole la loro resistenza è elevatissima e sono inoltre in grado di sopportare i movimenti naturali del legno. Alcune posseggono una fresatura su una parte del gambo che facilita la lavorazione, riducendo il rischio di fessurazione del legno e i tempi di avvitamento del 40% e migliorando la serratura, specialmente nel caso di unione di legno con legno.

Varie tipologie di viti a testa esagonale

Le viti a testa esagonale sono ancora suddivise in due tipologie. Esse possono essere con innesto oppure senza innesto: quelle con innesto sono si inseriscono per mezzo di un cacciavite, diversamente quelle senza innesto vengono inserite utilizzando la comune chiave inglese. Grazie alla loro resistenza, le viti a testa esagonale sono utilizzate soprattutto nei diversi ambiti della carpenteria. Scendendo nello specifico, quelle con innesto si impiegano per unire tra loro due parti in genere molto spesse, che quindi - per una buona messa in sicurezza - richiedono una chiusura particolarmente stretta.

Viti a testa esagonale anche per l'informatica

Questo tipo di viti, per via delle loro caratteristiche ed essendo in acciaio inox, hanno applicazioni molto diverse anche in base ai materiali usati. Sono utili addirittura nell'assemblaggio di pezzi nell'ambito dell'informatica. Sono utili ad esempio, per i pannelli del case e per unirlo alla scheda madre.

Viti a testa esagonale nell'industria dell'auto

Le viti a testa esagonale hanno anche i loro derivati: le viti a testa esagonale flangiata ad esempio. Queste sono utilizzate soprattutto nell'industria dell'auto. Vengono preposte per esempio per il fissaggio dei dispositivi delle cinture di sicurezza all'interno dell'abitacolo oppure per collegare i vari elementi, nella ruota, nel telaio in generale e nel gruppo freni. Qui soprattutto le viti a testa esagonale devono essere usate con la rondella eccentrica. Ormai è un dato di fatto dunque: tra i vari utilizzi, le viti a testa esagonale sono indispensabili nell’industria automobilistica, soprattutto nella fase di assemblaggio dei vari componenti della carrozzeria. Questo tipo di viti sono impiegate in particolare sulle lamiere per via della loro azione autobloccante sui materiali duri. La facilità di impiego e quella di produzione hanno fatto si che questa tipologia di prodotto si sia diffusa velocemente. Numerose case di produzione si sono specializzate nella produzione di viti a testa esagonale flangiata. Le case automobilistiche in particolare, hanno realizzato diverse tabelle specifiche di riferimento che elenchino e forniscano dettagli su misure e varie tipologie di viti utili alla componentistica. Le viti vengono prodotte - sopra o sotto la testa - con bugne che durante il procedimento di saldatura, si fondono assicurando così la massima tenuta. Ma c'è anche la soluzione del collarino sottotesta che una volta fuso, garantisce una tenuta totalmente stagna.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra viti a testa esagonale con e senza innesto?
    La distinzione principale risiede nell'attrezzo necessario per l'avvitamento. Le viti con innesto presentano una scanalatura sulla testa (solitamente a croce o a brugola) che permette di utilizzarle con cacciaviti o chiavi a T, offrendo maggiore precisione. Al contrario, le viti senza innesto hanno una superficie piana o strutturata solo per la presa della chiave inglese o della chiave dinamometrica. Quest'ultima opzione è preferita nelle applicazioni industriali o strutturali dove si richiede una coppia di serraggio elevata e una chiusura più sicura, evitando lo slittamento tipico degli utensizi manuali standard.
  • Perché alcune viti a testa esagonale per legno presentano una fresatura sul gambo?
    La fresatura sul gambo, spesso chiamata 'screpolatura', è una caratteristica tecnica progettata specificamente per lavorare con il legno. Questa scanalatura riduce drasticamente la resistenza interna quando la vite penetra nel materiale, agendo come un tagliatore che rimuove leggermente le fibre. Il risultato è triplice: si previene la formazione di crepe o fessurazioni nel legno, specialmente vicino ai bordi; si riduce il tempo di avvitamento fino al 40%; e si migliora la qualità della serratura finale. È fondamentale per garantire stabilità nelle strutture portanti in legno, come gazebo o arredi da esterno.
  • Come funziona l'azione autobloccante delle viti a testa esagonale flangiate nell'auto?
    Nell'industria automobilistica, le viti a testa esagonale flangiate sono essenziali per fissare componenti critici come telai, ruote e sistemi di sicurezza. L'azione autobloccante deriva dalla combinazione della filettatura speciale e della presenza di una flangia integrata sotto la testa. Spesso queste viti presentano bugne o collari sottotesta realizzati in materiale diverso dal corpo. Durante la saldatura o il serraggio, questi elementi si deformano o fondono parzialmente, creando una tenuta stagna e impedendo che la vite si allenti a causa delle vibrazioni continue del veicolo. Questo garantisce una sicurezza strutturale superiore rispetto alle viti standard.
  • È possibile usare viti a testa esagonale per assemblaggi informatici delicati?
    Sì, le viti a testa esagonale, specialmente quelle in acciaio inox, trovano applicazione nell'assemblaggio hardware, ad esempio per fissare i pannelli laterali del case alla scheda madre. Tuttavia, il loro utilizzo richiede cautela. A differenza delle viti Phillips comuni, la testa esagonale offre una presa meccanica eccellente che riduce il rischio di 'slittare' e danneggiare la filettatura del componente elettronico se si usa la chiave corretta. Si consiglia comunque di utilizzare versioni con passo fine e di non eccedere con la forza di serraggio per evitare stress meccanici sui circuiti stampati o sulle plastiche delicate del case.
  • Cosa significa che una vite è 'autofilettante' e come si distingue da quella per metallo duro?
    Una vite autofilettante è progettata per creare la propria filettatura nel materiale ospite mentre viene avvitata, senza bisogno di una pre-foratura filettata. Questo avviene grazie alla sua punta affilata e alla geometria del filetto aggressiva, ideale per materiali relativamente morbidi come legno, plastica o alluminio sottile. Al contrario, per metalli molto duri (come acciaio temprato), non si usa l'autofilettatura diretta perché danneggerebbe la vite. In quei casi, si effettua prima una foratura precisa e si utilizza un attacco a trapano per creare la filettatura maschio nel foro, permettendo poi l'inserimento di una vite con filetto corrispondente.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche