beole

Pavimento per esterni

Pavimentazione con beole

La pavimentazione con beole è una costruzione adatta agli ambienti esterni in quanto resistente, durevole e non ha bisogno di cure specifiche.

di Redazione

29 maggio 2015

Che cosa sono le beole

Le beole, note anche con il nome di lose o piode, sono delle lastre di pietra impiegate nel campo edile per realizzare delle coperture tetti come le tegole o per essere posate in ambienti esterni. Questo tipo di materiale viene ricavato da rocce di origine scistosa, possono cioè essere tagliate orizzontalmente e quindi risultano facilmente riducibili in lastre. Secondo l’area in cui vengono usate, le beole prendono differenti nomi, tra cui: orto gneiss (Piemonte), ardesia (Liguria) e serpentini scistosi (Valtellina). La messa in opera delle lastre di beole avviene in tre fasi principali: disposizione, squadratura e fissaggio. In primo luogo si scelgono le pietre di maggiori dimensioni per coprire le file basse, poi risalendo verso l’alto si sistemano quelle più piccole. Successivamente al posizionamento, facendo ben attenzione ad aver sovrapposto le pietre a circa 15 cm l’una dall’altra, si prende una mazzetta e si squadra così da smussarne i lati. A questo punto si conclude con il fissaggio delle lastre, praticando 2 fori sul bordo, applicando dei chiodi metallici.

Posa del pavimento in beole: progetto e occorrente

Prima di procedere con la posa delle beole, è necessario acquistare dei materiali specifici e realizzare un progetto della nuova pavimentazione con lo scopo di raggiungere risultati soddisfacenti e duraturi. Realizzare un vialetto o una zona camminamento in beole significa poter usufruire di uno spazio duraturo, privo di dilatazioni termiche, resistente al gelo, e con un forte impatto estetico. Prima di tutto è necessario adattare il sottofondo, eliminando un eventuale manto erboso, praticando uno scavo nel terreno con una profondità tale da permettere il posizionamento di ghiaione e di sabbia ben asciutta da cospargere con un comunissimo rastrello. Successivamente si posiziona una rete elettrosaldata, si cosparge il tutto con del calcestruzzo e infine si posiziona il beole. I materiali necessari per la messa in pratica del progetto in precedenza espletato, sono: ghiaione, cemento e sabbia, beole irregolari o squadrate, martellina, scopa, cazzuola, rastrello e livella, griglie, cordoli, canali di scolo, tubazioni e rete elettrosaldata.

Posa pavimentazione in beole: fasi

La posa della pavimentazione in beole segue due differenti metodi dovuti alla diversità delle beole applicate. Se si devono posare delle lastre di beole squadrate, è necessario, successivamente alla gettata del calcestruzzo che contiene già la rete elettrosaldata, sistemare ai bordi dei cordoli in cemento in modo tale da rafforzare tutta la struttura. Fatto ciò, si prepara l’impasto per il fissaggio delle lastre, prendendo della malta di cemento grassa da sistemare sul fondo. Ogni volta che si sistema una pietra, è necessario batterla per bene con il manico del mazzuolo (o con altri materiali affini), poi controllare che sia a livello con le altre utilizzando una staggia e una livella a bolla. Per quanto riguarda la posa della pavimentazione in beole irregolari, si sistemano preventivamente a secco in modo tale da conferire a ogni lastra una forma adeguata; in seguito adattare ogni pietra allo spazio disponibile battendola con una comunissima martellina.

Fase conclusiva

A questo punto si fissa le beole con della malta cementizia, controllando con la livella a bolla che il lavoro sia esatto, e poi assestare il tutto con il manico del mazzuolo. Se si desidera una finitura rustica, le fughe possono essere riempite con terriccio e sabbia per agevolare la crescita dell’erbetta, o alternativamente utilizzare la malta di cemento. In quest'ultimo caso, dopo aver sistemato il fissante (malta di cemento), si lascia asciugare per bene qualche giorno, poi si pulisce la superficie con una scopa da esterno e si eliminano i residui della malta con un raschietto o con un prodotto specifico (solvente) per queste azioni. Invece, nel caso in cui si decida di utilizzare la sabbiolina e il terriccio, dopo poco tempo le fughe saranno coperte da una verde erbetta che conferisce alla pavimentazione un aspetto molto particolare perchè farà sembrare che le pietre di beole poggino direttamente sul manto erboso e non sulla malta cementizia.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze tecniche tra la posa di beole squadrate e quelle irregolari?
    La scelta del metodo dipende dal tipo di pietra acquistata. Per le beole squadrate, dopo la preparazione del sottofondo in calcestruzzo armato, si installano cordoli perimetrali per stabilizzare la struttura. Le lastre vengono fissate con malta cementizia grassa e battute con il manico del mazzuolo per garantire la planarità, verificata costantemente con livella e staggia. Al contrario, per le beole irregolari (o lose), il processo prevede inizialmente una posa a secco per adattare ogni singola pietra allo spazio disponibile. Una volta determinata la posizione ideale, la pietra viene battuta con una martellina fino a ottenere un appoggio stabile e uniforme rispetto alle vicine, senza necessariamente richiedere malta immediata per il fissaggio strutturale iniziale.
  • Come si prepara correttamente il sottofondo prima di posare le beole?
    Una base solida è fondamentale per evitare cedimenti futuri. Innanzitutto, bisogna rimuovere eventuali manti erbosi o detriti e scavare il terreno alla profondità necessaria per ospitare gli strati portanti. Si procede quindi con la stesura di uno strato di ghiaione, livellato accuratamente, seguito da uno strato di sabbia asciutta spalmata con il rastello. Per garantire massima resistenza, specialmente in aree soggette a traffico pesante, si consiglia di inserire una rete elettrosaldata sopra la sabbia e versare uno strato di calcestruzzo. Questa base rigida previene le dilatazioni termiche e protegge la pavimentazione dagli effetti del gelo, assicurando durata nel tempo.
  • È possibile creare un effetto 'giardino naturale' nelle fughe delle beole?
    Assolutamente sì, ed è una soluzione molto apprezzata per il suo impatto estetico rustico. Dopo aver fissato le lastre, invece di chiudere le fughe con malta di cemento tradizionale, è possibile riempire gli spazi vuoti con una miscela di terriccio e sabbia. Questo substrato permette alla vegetazione spontanea, come l'erba o muschi, di attecchire e crescere tra le pietre. Il risultato visivo è quello di una pavimentazione che sembra emergere direttamente dal prato, integrandosi perfettamente con il paesaggio circostante. Questa opzione richiede però una manutenzione leggera per controllare la crescita eccessiva delle piante infestanti.
  • Quale procedura seguire per pulire le beole dopo la posa con malta cementizia?
    Se si opta per fughe in malta di cemento, è cruciale attendere che il materiale si asciughi completamente per alcuni giorni prima di qualsiasi intervento. Una volta asciutto, si procede con una spazzolata vigorosa con una scopa da esterno per rimuovere la polvere superficiale e i residui di malta essiccata sulle pietre. Se permangono macchie ostinate o residui di cemento aderenti alla superficie delle beole, si può ricorrere a un raschietto manuale per agire con delicatezza. In alternativa, esistono prodotti chimici specifici (solventi o acidificanti leggeri) progettati per sciogliere i depositi di cemento senza danneggiare la roccia scistosa; in tal caso, seguire attentamente le istruzioni del produttore per evitare corrosioni.

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